Hilary Thayer Hamann.
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Antropologia di una ragazza.
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Parte 1.
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Titolo originale: Anthropology of an American Girl.
Traduzione di: Monica Capuani.
2011. Fandango Libri.
ISBN 978-88-6044-223-9.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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 tutto l per te, il mondo intero, in attesa Le piogge autunnali sono diverse da quelle estive. Durano pi a lungo e lasciano nell'aria un odore acre, pungente, e strisce color granato che si confondono con il blu del cielo.
Eveline Auerbach frequenta l'ultimo anno di liceo in una cittadina degli Hamptons, sulla sponda meridionale di Long Island, un posto tanto vicino a New York quanto lontano mille miglia da tutto il resto. Il suo  un mondo piccolo, chiuso, un guscio protetto che riscalda. Vive con la madre, una donna
stravagante e generosa che insegna al college, ma  a suo padre, uomo appassionato e colto, che deve tutto ci che sa. Poi c' Jack, il fidanzato hippie e maledetto, che la adora.
E Kate, l'amica del cuore, inseparabile. L'esistenza di Evie sembra gi scandita, tutto deciso, gi programmato. Ma a volte non puoi fare a meno di distruggere le cose semplici della vita, e l'arrivo di Rourke, un pugile tenebroso dagli occhi neri come vernice, che d una mano a preparare la recita scolastica,  un vero e proprio affondo nella carne: Chiunque lui fosse, era dentro - come un proiettile, conficcato. L'et adulta irrompe come una
nevicata improvvisa che ricopre ogni cosa, e la realt ha tutto un altro colore se quel che resta  complicazione e confusione. Trasferirsi a New York per seguire l'amore non sar facile. Ma gli angeli esistono, anche in una metropoli.
Romantico e audace, Antropologia di una ragazza  una storia sentimentale che parla di affrancamento e libert. E lei, Evie, ha la stessa consistenza di quelle ragazze giovani e acute che da sempre incontriamo nei romanzi di formazione.
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L'AUTRICE.
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Hilary Thayer Hamann  nata e cresciuta a New York. Ha frequentato la New York University, dove ha ottenuto un BFA in produzione cinematografica e televisiva. Assistente di Jacques d'Amboise, fondatore e direttore artistico del National Dance Institute, ha prodotto We Real Cool, un cortometraggio
basato sulla poesia di Gwendolyn Brooks, diretto dal regista premio Oscar Emile Ardolino. Vive a Sag Harbor, New York, e ha tre figli. Antropologia di una ragazza  il suo primo romanzo.
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Antropologia di una ragazza.
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Per Vee, Emmanuelle e Rainier. E per Maman.
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Non cesseremo di esplorare
E alla fine dell'esplorazione
Saremo al punto di partenza
Sapremo il luogo per la prima volta.
T. S. Eliot.
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PARTE PRIMA.
OPALE.
Autunno 1979.

La scuola superiore  pi vicina al nucleo dell'esperienza
americana di qualsiasi altra cosa che mi venga in mente.
Kurt Vonnegut, jr.
 
Capitolo 1.

Kate si volt a controllare le nuvole che minacciavano pioggia e
l'arco immacolato della sua gola assunse una lunghezza paragonabile
a quella del collo di un cigno che si liscia con il becco. Pedalammo
oltre le case signorili di Lily Pond Lane e il cielo si accomod,
facendo riposare il suo ventre gravido sulla terra.
Sbrigati, la sentii gridare attraverso lo schioccare dei raggi.
Sta per piovere.
Lei cominci a correre pi veloce, e anch'io accelerai, anche se
mi piaceva la pioggia e mi sentivo riconoscente per i cambiamenti
che operava. Non c' niente di peggio della miscela di noia
e aspettativa, di come le due sensazioni si intrecciano, generando
scontento. Aprii la bocca lasciando entrare la bruma, catturando
alcune gocce di pioggia che si stavano formando in quel momento,
e riuscii a sentirne esplodere le membrane al mio passaggio,
una cosa triste, come rompere la tela di un ragno. A volte
non puoi fare a meno di distruggere le cose intricate nella vita.
A Georgica Beach ci sedemmo sul gradino di cemento della
costruzione vuota del bagnino. Le biciclette giacevano a terra ai
nostri piedi, con le ruote posteriori che ancora giravano leggermente.
Kate accese una canna e me la pass. Io la aspirai lentamente.
Mi bruci la gola, cauterizzandola e disinfettandola, e mi
fece pensare alla pelle degli animali conciata per ricavarne le tende
dei pellerossa.- Gli indiani si sballavano un tempo, e quando
erano sballati si sentivano proprio come me adesso.
Si sballano ancora", mi corressi. Gli indiani non sono mica
estinti.
Che cosa hai detto?, chiese Kate.
Niente, dissi. Stavo solo pensando agli indiani.
Il suo piede sinistro e il mio piede destro si toccavano. Avevamo
lo stesso numero e ci scambiavamo le scarpe. Mi chinai in
avanti e cominciai a giocherellare con l'estremit rivestita in plastica
del laccio della sua scarpa da ginnastica, infilandolo nei buchini
di metallo delle mie Tretorn mentre la pioggia aveva preso
a scendere in maniera apatica davanti a noi. Nel mio zainetto
trovai della carta e un pezzo di carboncino rotto, e cominciai a
fare uno schizzo di Kate. L'atmosfera aderiva alle sue ossa come
un cuscino accoglie una testa addormentata. Cercai di ricordare
la storia del panno di santa Veronica - qualcosa su Cristo che
imprimeva il suo ritratto col sangue o col sudore sul fazzoletto
di una donna. Immaginai il volto di Kate che rimaneva impresso
nell'aria dopo che lei se ne era andata.
Capisci cosa intendevo dire?, mi stava chiedendo, mentre
liberava un fragile amuleto dal suo collo alto, una C per Catherine,
in una calligrafia stravagante.
S, certo, dissi, anche se non ne ero del tutto sicura. Avevo
la sensazione che probabilmente capivo cosa intendesse dire. A
volte i nostri pensieri si avviluppavano, e riuscivo a vederli nella
mia mente, piccoli fili di topazio che lastricavano una minuscola
viuzza persiana.
La mia mano procedeva avanti e indietro sulla carta dove stavo
disegnando, spostandosi meccanicamente, perch  cos che
muovi le mani quando sei sballato e sei seduto nella pioggia autunnale.
Le piogge autunnali sono diverse da quelle estive. Quando
avevo sette anni, c'erano tante piogge estive. O forse sette anni
 solo l'et in cui diventi consapevole della pioggia. Fu allora
che imparai che quando piove in un posto, non piove in tutto il
mondo. Mio pap e io stavamo viaggiando in macchina sotto un
temporale, e raggiungemmo una linea dove l'acqua si interruppe.
I raggi del sole scesero come mulini a vento, e tinsero le nostre
facce e le nostre braccia di un rosa dorato, il colore dei
flamingos, i fenicotteri - o si chiamano flamencos?
Flamingos, mi corresse Kate. Il flamenco  un tipo di
danza.
Ricordo di essermi girata dall'altra parte sul sedile davanti
della macchina per vedere l'acqua che continuava a cadere dietro
di noi sull'autostrada. Quello fu lo stesso anno in cui imparai
che tutti alla fine si devono mettere gli occhiali e che il traffico
non ha un inizio. Quest'ultima cosa mi dava parecchio fastidio.
Ogni volta che salivo su un'auto, pensavo: Oggi potrebbe
essere la giornata in cui raggiungeremo il davanti.
La pioggia diminu. Mi alzai e diedi la mano a Kate. Andiamo
in acqua.
Si alz anche lei, scrollandosi via la sabbia dalla parte posteriore
delle mutande, mezzo girandosi per controllarsi, stirando
una gamba all'esterno alla stessa angolazione delle cinque sull'orologio,
come fanno le ragazze. Portammo a mano le biciclette
sul crinale del parcheggio d'asfalto e le appoggiammo contro la
staccionata spaccata.
Il mare era gonfio per via della marea. Era scuro e denso in cima:
si vedeva che al di sotto c'era un ribollio. Si stava formando
un uragano al largo della costa di Cuba, e Cuba non  lontana
da dove abitavamo noi sulla sponda meridionale di Long Island,
non in termini di tempo atmosferico. Mi spogliai fino a rimanere
in mutandine e maglietta e abbandonai i vestiti in un mucchietto.
Kate fece lo stesso. L'acqua era rossastra e agitata, e mi
sbatteva addosso, facendomi perdere l'equilibrio. Era una
bella sensazione soccombere - a volte ti stanchi, quando devi sempre
essere saldo in te stesso.
Pap diceva che in Normandia durante la Seconda guerra
mondiale i soldati erano dovuti scendere gi dalle navi, entrare
in mare, e poi avevano dovuto strisciare fino a riva. Avevano attraversato
a guado l'oceano con gli zaini in spalla e i fucili in mano.
Lui non aveva combattuto in Normandia; lo sapeva e basta
perch sa un sacco di cose e sta sempre a leggere. Mi raccont
che gli uomini dovevano raggiungere la spiaggia per uccidere o
essere uccisi.
Una cosa  dire che sei disposto a morire per il tuo paese, ma
un'altra cosa  doverlo fare quando il momento si presenta per
davvero. Non avrei mai potuto immaginare Jack o Denny o nessuno
della mia classe che moriva per difendere l'America, anche
se tutti dicevano che la guerra stava per tornare, e anche la chiamata
alle armi, proprio come per il Vietnam. I russi sono pazzi,
diceva la gente. Stavolta sar nucleare. Stavolta salteremo tutti in
una sola esplosione atomica rossa.
Kate venne accanto a me. Dio, se quest'acqua  nera.
Mia madre si rifiuta di entrare nell'oceano. Lo rispetta, dice,
il che in pratica equivale a dire che ha paura. Io ci entro perch
mi spaventa, perch certe paure sono naturali ed  un bene distrarsi
da quelle innaturali, e ancora pi spaventose. Per esempio,
l'oceano pu ucciderti proprio come pu ucciderti una bomba,
ma almeno l'oceano non  tremendo come le bombe o surreale
come le serre ricoperte di erbacce, o allarmante come il rumore
abbaiante che fanno gli scarichi del bagno.
A scuola elementare, facevamo le esercitazioni di difesa civile
in caso d'emergenza. Andava via la luce e ci alzavamo in un silenzio
sincronizzato, obbedendo a ordini sussurrati e segnali furtivi
con le mani, frusciando come branchi di topi terrorizzati -
se in realt si pu dire che i topi si manifestino in branchi piuttosto
che come fuggiaschi accidentali. Nessuno ci disse mai che
tipo particolare di emergenza ci stessimo esercitando a evitare.
Probabilmente, anche allora, i russi. L'idea dei russi che attaccano
la parte orientale di Long Island sembrava improbabile, anche
se  vero che l'East Hampton ha spiagge come quelle della
Normandia. Le spiagge sono una soglia.
Chiesi a Kate se ricordasse gli allarmi gialli.
Disse di s. E anche quelli rossi.
Non dovevamo metterci in ginocchio sotto i banchi per uno
dei due, cos? Misi la testa sul petto e intrecciai le dita intorno
al collo.
E per l'altro tipo , disse Kate, dovevamo fare la stessa cosa,
solo nel corridoio.
Giusto, dissi con un brivido. Che gran cazzata.
Lei si mise le mani a coppa intorno alla bocca e imit un
preavviso di allarme pubblico, pacifico in maniera improbabile.
Era come la voce di un aeroporto europeo, come quella che avevamo
sentito all'aeroporto Charles de Gaulle quando eravamo
andate in Francia con il French Club - asettica e cibernetica, vitrea
e opaca, come i sassi in fondo a un vaso per i pesci rossi. Kate
era brava con le voci.
Questo  un allarme giallo. Questo  un allarme giallo. Restate
calmi e seguite le istruzioni del vostro insegnante.
Qual  la differenza?, chiesi. Cio, cosa significano i colori?
Bombe, probabilmente, disse. Tipi diversi.
Ma una bomba  una bomba. Non saremmo stati affatto pi
protetti nel corridoio piuttosto che nelle classi. Perch non restare
semplicemente nei banchi?
Ci fu un fiotto d'acqua. Kate perse il suo punto d'appoggio.
Io continuai a fare congetture. Devono averci fatto uscire perch
nelle classi c'era qualcosa che nei corridoi non c'era: le finestre.
 l'unica ragione per cui avrebbero dovuto volerci lontani dalle finestre
era che qualcosa da fuori potesse, tipo, entrare dentro.
Kate disse: Cristo, Evie!.
Un attacco via terra. Una sparatoria. Granate. Allarme rosso.
Morte con il sangue. Giallo significava gas. Morte per le bombe.
Armi nucleari. Jack parlava sempre del rilascio di radiazioni massicce
che stava per avvenire.
La pioggia era cessata; tutto quello che rimaneva su in alto era
una serie di strisce color granato. Il mare sciabordava minacciosamente,
confessando la sua strategica imparzialit. Il mare  un
mare internazionale, e il cielo  un cielo universale. Spesso ce ne
dimentichiamo. Spesso pensiamo che quello che confina con noi
sia nostro e basta. Dimentichiamo completamente che ci sono
altri versanti.
Kate e io tornammo rapidamente a guado verso la riva. Appena
potemmo, ci liberammo dalla forza d'attrazione all'indietro
delle onde e cominciammo a correre. Ci vestimmo, tirandoci
su a strattoni i Levi's sulle gambe bagnate, da una parte, poi
dall'altra. Entr la sabbia, terribilmente appiccicosa.
Merda, disse lei mentre ci arrampicavamo sulla duna verso
il parcheggio. Non mi voglio pi sballare insieme a te.
A Mill Hill Lane, Kate tagli a sinistra attraversando Main Street,
e io le andai dietro. La corsia era ripida e costeggiata dagli alberi.
Mentre prendevamo la curva girando a destra su Meadow Way,
il piede di Kate si alz dal pedale, e la sua gamba ruot all'indietro
al di sopra del sellino, parallela al terreno, facendomi pensare
agli appassionati del pattinaggio. Salt gi davanti a una casa
marrone a un solo piano - casa sua - che giaceva bassa, come
una cosa delicatamente addormentata sotto una coperta protettiva
di rami d'albero. Un piccolo cartello marcava il margine del
prato: IN VENDITA. Kate si chin a raccogliere le foglie e i ramoscelli
caduti su tutto il tortuoso vialetto di ardesia, cosa che
sembrava un'impresa solitaria.
Una volta, quando eravamo piccole, forse sui nove anni, Kate
giur che aveva memorizzato le distanze tra i pezzi di ardesia del
vialetto. All'epoca le dissi che era una bugiarda, non perch lo
fosse ma perch quello  il tipo di cose che dici quando hai nove
anni. Ma Kate era saltata sulla prima mattonella, aveva chiuso
gli occhi e aveva continuato a percorrere il sentiero contorto e
spezzettato, senza mai mancare un pezzo di ardesia e senza mai
toccare l'erba.
Ehi, Kate , la chiamai. Lei si volt verso di me, con il viso
inclinato nella penombra. Ti ricordi quando hai camminato
sull'ardesia a occhi chiusi?
Certo, disse.
Lo sai ancora fare?
Certo. Mise gi i bastoncini che aveva raccolto e lo fece come
se niente fosse. Quando ebbe finito, disse: Provaci tu.
Non potevo precisamente dire di no, perch l'idea era partita
da me. La mia bicicletta fece un rumore sordo quando la lasciai
cadere. Andai alla partenza e chiusi gli occhi, cercando di immaginare
il percorso che avevo fatto centinaia di volte. Sentivo
il collo vulnerabile con gli occhi chiusi, come se qualcosa di affamato
potesse venire a morderlo.
L'erba non vale, la sentii dire. Alzai la gamba destra, e mentre
riflettevo su dove dirigere il primo passo, il mio piede scese,
atterrando parecchi centimetri avanti, leggermente da una parte.
Accidenti, disse lei. Ce l'hai fatta.
Feci un altro passo, e la vita venne a darmi il benvenuto. Udii
il fruscio benevolo degli alberi mentre il vento soffiava tra i rami,
e la musica degli uccelli che si animavano come strumenti
individuali che riesci a distinguere in un'orchestra. Avevo gi superato
dieci pezzi di ardesia; ne rimanevano altri quattro. Spostai
la gamba destra un po' a destra, poi la abbassai. Il mio tallone
lasci un'impronta molle.
Erba!, url Kate. Ho vinto io!
Aprii gli occhi e vidi un lampo di luce. Tutto quello che permaneva
del buio era un fulgore nostalgico, come quando spegni
il televisore e l'ombra dell'immagine perdura come un minuscolo spettro sullo schermo.
Kate e io ci sedemmo sul gradino d'ingresso della casa dei
suoi genitori, guardando la luna orfana che sfuggiva all'abbraccio
degli alberi. Lei taceva. Mi domandai se anche lei stesse aspettando
che la luce gialla della veranda si accendesse, che la porta
zanzariera si aprisse scricchiolando dall'interno, e che sua madre
dicesse: On rentre, mes cheries. Tornate dentro, mie care.
L'ultima volta che la porta si era aperta su di noi, Maman non
aveva sorriso. Era maggio. Il compleanno di Maman  a maggio,
era a maggio - non so bene come funziona con i compleanni, se
muoiono anche loro quando tu muori. Distese con difficolt il
braccio per sorreggere la porta, e quando quella si richiuse di
scatto su di lei, la presi io.
Bonsoir, Eveline, mormor.
Quando la madre di Kate pronunciava il mio nome, non diceva
Ev-a-line, come faceva la maggior parte della gente, ma E-vleen,
con la prima parte proveniente dalla bocca e l'ultima che le sfuggiva
dalla gabbia della gola. Ci abbracciammo. Le sue spalle fluttuarono
in modo un po' gracile nel cerchio vigoroso delle mie
braccia. Mi domandai: Quand' che  diventata cos piccola? Kate
e io la seguimmo da una stanza all'altra. Nella sala da pranzo, le
sue dita sfiorarono i tasti del pianoforte di suo marito. Lui era
morto un anno prima; immediatamente dopo averlo sepolto,
Maman era diventata una malata terminale. A volte senti dire di
persone cos innamorate che muoiono insieme.
Ho fatto accordare ieri questo pianoforte, Catherine, disse
Maman in un inglese zoppicante, nel caso ti venga voglia di
suonarlo ancora. Ca-trine.
Sistemai la poltrona che Kate e io avevamo spostato in cucina
settimane prima, quando gli effetti collaterali della chemioterapia
avevano cominciato a diventare violenti. Mettevamo gi
Maman prendendola sotto le ascelle, proprio come si fa quando
si tira su un bambino piccolo per metterlo in piedi, solo al contrario.
Infilavo la sedia sotto il tavolo, poco alla volta, finch lei
sussurrava: Ah bien.
Kate preparava la cena, e la stanza prendeva vita con schiocchi
e sfrigoli spaventosi.  sconvolgente, a volte, il rumore addolorato
che fa il cibo. Trascinai una sedia accanto a quella di Maman.
Sperai che in qualche modo fosse un bel compleanno con noi l,
e tutti i suoi tesori dalla Francia - biancheria, bicchieri, e quei
piatti con i contadini dipinti. Mi domandai quali tesori avrei conservato
quando sarei diventata pi grande. Nessuno nell'East
Hampton faceva davvero qualcosa, almeno non nel senso della
fabbricazione specializzata. Probabilmente mi sarei dovuta accontentare
di una vecchia mappa della baia o di un barattolo di sabbia.
Kate e io una volta comprammo quelle statuine fatte di conchiglie
a Sag Harbor, un quartetto maschile sottomarino, ma non
erano esattamente dei souvenir da conservare. Avevano piume tagliate
con le forbici al posto delle sopracciglia, conchiglie di mitili
come scarpe e chele di granchio come mani. Furono divertenti
per circa una settimana, poi diventarono davvero deprimenti.
Su una striscia sottile di muro vicino alla finestra alla sinistra
di Maman c'era un minuscolo dipinto a olio, il primo che avevo
fatto. Lo teneva in una cornice intagliata in maniera elaborata
senza vetro, solo con un buco in cima per il chiodo. Il quadro
era carino cos. Mi piaceva appoggiare le cose che disegnavo o
dipingevo ai pali della rimessa dietro la casa di mia madre, oppure
fissarle con le puntine da disegno sugli scaffali intorno alla
mia scrivania. Mio padre infilava sempre le cose che gli davo nell'aletta
parasole della sua auto o in qualche libro che stava leggendo.
Abbastanza buono, diceva, ma fuori centro. Secondo
lui, tutto quello che facevo era abbastanza buono ma fuori centro.
A meno che non fosse una fotografia, nel qual caso diceva: Abbastanza
buona, ma hai tagliato la testa. Ed  fuori centro.
Il dipinto che avevo regalato alla madre di Kate era un olio di
una rosa bianca, spampanata e sul punto di appassire. Maman
aveva le stesse caratteristiche di un fiore che avvizzisce. C'era
qualcosa di eloquente nella sua accettazione della rassegnazione,
qualcosa di nobile nell'inalterabilit della sua posizione. La guardai
socchiudendo gli occhi per vederla ancora giovane. Se non
poteva pi essere definita bella, aveva qualcosa di meglio - una
consapevolezza della bellezza, del suo valore esagerato, della sua
perdita inevitabile.
Quel giorno Maman parl del mare. Con la sua monotonia
di velluto, ricord di quando era venuta in America con la nave.
Il mare  generoso, disse.  l quando hai bisogno di lui. Come
una madre. Anche se era maggio, riuscivo solo a pensare all'autunno
incipiente, e a un mondo senza di lei. Ecoutez, disse.
"La mer, et la mre. Eh?
Sentii che Kate stava dicendo qualcosa. Guardai in cucina, ma
lei non c'era, la cucina non c'era, e neanche il cibo, e nemmeno
Maman. Tutto era scomparso. Il dolce castello della mia allucinazione
era crollato, svanito. Eravamo ancora sedute nella veranda,
con il ginocchio di Kate che batteva sul mio. I nostri occhi
resistevano all'intimit; scrutavano il nuovo cielo nero lucente,
contemplando il buio, domandandosi se c'erano cieli, se
c'erano angeli.


Capitolo 2.

Stasera viene Big John, disse mia madre. Era accanto a me, a
pulire il ripiano della cucina, con le braccia magre che facevano
ampi cerchi sulla formica segnata dai tagli e dalle bruciature. 
l'amico di Powell della marina mercantile. Te l'avevo detto che 
un esperto birdwatcher?
Stavo consumando la mia solita cena a base di spinaci direttamente
dal barattolo, e, come al solito, il succo verde mi gocciol
sulla camicia. Mia madre sfreg le macchie con la spugnetta.
Ferma, disse, alquanto esasperata. Aggiunse piano: Non ti dimenticare
di chiedere a John delle sue anatre da richiamo.
Pi tardi quella sera, la voce di Big John attravers le finestre
aperte e arriv nel giardino sul retro. Io ero fuori, e stavo spostando
le mie cose dalla rimessa, dove avevo alloggiato durante
l'estate, per riportarle in casa per l'anno scolastico, e ogni volta
che eseguiva un altro richiamo di uccello riuscivo quasi a vedere
il vento dal suo fiato tra le foglie. Continuava a parlare di anatre
questo e anatre quello - folaghe, eurylaimidae, pappagalli dal
collare australiani, fischioni.
Mi avventurai in cucina alle undici. Mamma alz la testa
quando mi vide. Ciao!
Big John mi salut con la mano. Era un uomo corpulento,
con la barba nera. Tutto quello che faceva era rumoroso. Parlava
forte, respirava forte, faceva rumore addirittura quando si sedeva.
La sua sedia scricchiolava e gemeva mentre disgustosi getti
d'aria gli prorompevano fuori dal naso e poi venivano richiamati
indietro attraverso i denti. La gente che si espande in quel modo
fa paura, soprattutto quando fa cos sulla spiaggia o a un telefono
pubblico o nella tua cucina di sera tardi.
Big John mi sta raccontando di... Mia madre esit con eleganza.
Si gir verso di lui. Cos' che mi stai raccontando?
Degli ATV, disse con una sniffata gigante.
Gli all-terrain vehicles, i fuoristrada, disse lei in via sperimentale.
Affascinante.
Diede un colpetto alla sedia vicina alla sua. Vieni. Siediti
con noi.
Andai al lavello a prendere un bicchiere d'acqua. No, grazie.
Domani comincia la scuola. Ero girata di schiena; sentii accendersi
un fiammifero.
Ah, disse lei, tirando una boccata dalla sigaretta. Giusto.
E quand' che Jack torna dall'Oregon?
Che cosa ci fa su nell'Oregon?, la interruppe Big John.
IL fidanzato di Eveline fa viaggi con l'organizzazione Outward
Bound, disse mamma. Rafting sui fiumi. Arrampicate in
montagna.
Non so quando torna, dissi. Non l'ho sentito.
Lei inclin la testa e socchiuse gli occhi, fumando, persa nei
suoi pensieri.
Big John si schiar la gola, e mia madre e io sussultammo. Mio
fratello gestisce una concessionaria della Harley a Hauppauge,
grid a nessuno in particolare. Vende fuoristrada, moto enduro,
motorini, biciclette, skateboard - tutta la gamma, in pratica.
Diciamo pure che il fratello di John  nelle ruote", scherz
mamma con leggerezza.
In pratica, s.
Be', dissi. Kate mi ha detto che si alza alle sei. Vado a spegnere
lo stereo.
Alle sei?, disse mamma. Ma siamo a dieci minuti a piedi
dalla scuola!
Penso che abbia delle cose da fare.
Quali cose?
Non lo so - i capelli, stirare.
Stirare? Io non so neanche se noi ce l'abbiamo, un ferro da
stiro.
Credo si sia portata il suo, dissi.
Mia madre sembrava triste. Forse le dispiaceva che Kate non
avesse pi una casa a parte la nostra senza il ferro da stiro. Forse
era preoccupata e si chiedeva dove fosse sparito Jack e in che
guaio potesse essersi cacciato. Ma era pi probabile che temesse
la prospettiva di sentire la voce di Big John senza l'accompagnamento
protettivo dello stereo o senza me come distrazione. Presi
il ventilatore elettrico da sopra il frigorifero.
Hai caldo?, indag John.
No, per niente, dissi. Ridimensioner semplicemente il rumore.
Va bene, allora, notte, disse, salutando di nuovo con la mano.
La sua mano colp il bordo del tavolo di vetro. Ci fu un brutto
crack.
Mamma si avvicin barcollando, per esaminare il tavolo. 
rotto?
Nooo. John guard l'anello della scuola blu luminescente
che strozzava il suo dito mignolo.  a posto.
Intendevo il tavolo, disse lei.
Lui lo esamin. Ah, quello. Solo un graffietto.
Mentre sistemavo il ventilatore sulla mia scrivania e inserivo la
spina, pass il treno delle 23,07 e la stanza si riemp di luce. La
ferrovia di Long Island passava a quindici metri dal fianco della
casa di mia madre. Le finestre sbatacchiavano, l'arredamento pattinava
e i quadri si alzavano di traverso quando passavano i treni,
ma era una pittoresca intrusione, un argomento di conversazione,
pi divertente che minaccioso. La Long Island Rail Road
viaggia tra i terreni agricoli dell'estremit orientale di Long Island,
procede attraverso i cimiteri che si espandono sempre di pi e
i quartieri di case popolari del Queens, fino al centro di Manhattan.
Nel mezzo della traversata ci sono case identiche con giardini
identici. Ogni prato significa natura. Ogni scatola significa casa.
Non  morire che mi spaventa, diceva Jack ogni volta che
andavamo nell'appartamento di mio padre in citt. E
Levittown. Progettava di vivere sulle montagne con i fucili.
Sulle Montagne Rocciose, probabilmente. Ci vieni?
S, mentivo. Non avrei mai potuto vivere sulla punta a forma
di dente di niente, ma non era il caso di rattristare Jack.
Quando Jack era triste, aveva la testa ciondoloni e non gliela
raddrizzavi neanche volendo. Io preferivo il terreno apocalittico
delle citt - l'asfalto che si squaglia, l'illuminazione artificiale. A
differenza di Jack, non vedevo l'ora che arrivasse il futuro. Almeno
quando le cose vanno male che di pi non si pu, peggio
non possono andare.
Hai notato che tutto quello che ci vuole  la Forza per far saltare
in aria tutta la Stella della Morte?, dicevo a Jack. Il futuro
non saranno le cinture-razzo e le stazioni spaziali; il futuro sar
aborigeno. La nostra mente si rivolger all'interno, e i nostri occhi
si ingrandiranno per vedere oltre il visibile. Nessuno morir
nel futuro. Ci preserveremo tutti per venire ricostituiti.
 proprio questo il problema, cazzo, diceva Jack. Io non voglio
vivere per sempre. Gi ho un problema con l'idea di marted.
Tenni il viso vicino all'aria proveniente dal ventilatore e dissi:
Ahh, con la voce a intermittenza. Nello specchio sulla scrivania
vedevo i capelli che mi si gonfiavano all'ins. Non erano tanti
capelli, ma mi sembravano tanti all'aria. Stavo socchiudendo
gli occhi, che perci sembravano quelli di un gatto. Sono del
colore dell'assenzio, a mio padre piaceva dire, che  uno strano
complimento, dato che la definizione di assenzio  bevanda verde
ricavata dall'olio amaro dell'artemisia - qualunque cosa sia.
I miei occhi sono appuntiti come le fiamme dei cartoni animati
o le punte acuminate di certe foglie. Sotto il verde, ci sono
cerchi che covano sotto la cenere. Segnano il punto dove la mia
pelle  pi sottile, e quindi la mia anima  pi vicina. Il fidanzato
di mamma, Powell, dice che l'anima  contenuta nel corpo.
Dice che se con le tue ossa quando muori ci fanno gli strumenti,
la musica racconta la tua storia. Powell si  laureato in antropologia
a Stanford e ha fatto un master in ingegneria alla Columbia,
poi  entrato in marina prima di passare agli impianti
petroliferi. Sta via per mesi di seguito in posti come l'Alaska o il
Golfo, dove legge poesie e suona l'armonica. Powell sa suonare
This Land Ls Your Land con l'armonica meglio di chiunque altro.
Una cosa che ti disorienta quando guardi in uno specchio 
che la persona che vedi  il contrario di quello che appari veramente.
Una volta ho cercato di spiegarlo a Kate. Stava giocando
con i suoi capelli, guardandosi allo specchio, cambiando la riga
da sinistra a destra.
Disse: Sta meglio a sinistra.
In realt, dissi, anche se sui tuoi capelli c' la riga a sinistra
della tua testa vera, la riga sulla tua testa allo specchio  a destra.
Quello che intendi : sta meglio a destra.
Non  quello che intendevo. Sond il suo cuoio capelluto.
 a sinistra della mia testa qui, disse, indicando il punto,
e non cambia posto l. Kate tamburell sullo specchio.
Devi calarti nell'immagine, spiegai. Se ti cali nell'immagine,
la scriminatura  a destra. Ma, se fossimo nel mondo, e guardassimo
la ragazza allo specchio...
Noi siamo nel mondo, mi interruppe seccamente, e dalla
voce capii che l'argomento era chiuso. Kate poteva essere riluttante
a esplorare argomenti che richiedessero un distacco dalla
sua vanit.
Comunque, sospirai. Quello che vedi tu  il contrario di
quello che vedono tutti gli altri.
Kate si spazzolava con diligenza. No, Evie. Quello che vedi
tu  il contrario di quello che vedono tutti gli altri.
Pi tardi Kate prov i suoi trucchi su di me - copriocchiaie,
ombretto per gli occhi madreperlato, fard e lucidalabbra Bonne
Bell. Applicava tutti quegli strati, dicendo che il compito dei cosmetici
non  nascondere ma valorizzare. Mi gir in direzione
dello specchio. Voila!
Avevo un aspetto gommoso, come se fossi imbalsamata. I miei
zigomi erano scomparsi e le mie labbra brillavano come quei
braccialetti di plastica che contengono frammenti luccicanti. Mi
bruciavano gli occhi e la pelle mi dava prurito. Profumavo di
gomma da masticare alla ciliegia. Mi diressi verso il lavandino,
palpando le pareti. Mentre mi sciacquavo, guardai me stessa -
anzi, il contrario di me stessa - riapparire nello specchio. Il riflesso
di Kate accanto al mio mi incoraggiava e si allontanava.
Sembrava pensare che stessi facendo la difficile. Mi dispiacque
che stesse pensando una cosa del genere. C'era qualcosa di diverso
tra noi - sentivo che stava per succedere qualcosa, non qualcosa
di evidente come un'onda ma qualcosa di strisciante come
uno stillicidio, una specie di sottile rivolta.
 vero che posso essere difficile, anche se non  colpa dei miei
genitori. Sono gente assolutamente di buon carattere. Sono rimasti
amici anche dopo aver divorziato. Mio padre dice sempre
che ha sposato la ragazza irlandese pi carina di New York, e mia
madre dice di aver sposato l'unico tedesco simpatico.  vero che
mio padre  simpatico, ed  vero anche che mia madre  carina
come sua sorella, Lowie, anche se Lowie cammina col bastone.
Lowie ha avuto una febbre quando era piccola. Forse non era
una febbre. Forse febbre  solo quello che dicono tutti.
Quanto a me, sono arrivata scura e distante, e nonostante le
attese di tutti, non sono diventata come nessuno della mia famiglia.
Perfino la mia nascita  stata un problema per mia madre.
Ero podalica. Si squarci, vomit, le misero pi punti di quanti
Stati ci siano in America. Quando l'infermiera mi consegn a lei,
mia mamma era terrorizzata. Devo prendermi cura di quello?,
dice ogni volta che racconta la storia. Sembrava un gufo.
Mia zia Lowie  un'ostetrica, quindi ho visto tre filmini del
parto. Quando i bambini escono fuori, fanno una smorfia perplessa
come se fossero arrivati in treno e stessero sbirciando sulla
banchina per individuare l'amico che ha promesso di andare
a prenderli. Non  bello pensare che io sia stata mollata alla stazione.
Lo so che mia madre mi vuole bene; me lo dice spesso.
Ma una cosa per un bambino  essere il contenitore di un affetto
che  consapevole della sua mancanza, un'altra cosa 
conoscere una devozione ardente, essere una benedizione nella
vampa e nel sudore di braccia amorevoli.
Non ci si pu riprendere da una brutta nascita. Lo stigma
permane per una vita intera. La gravit speciale del primo sguardo
deluso di una madre si imprime sulla pelle blu malleabile del
neonato. Sulla fronte io ho proprio quel marchio, leggermente
fuori centro, sulla sinistra - cio, sulla mia sinistra. Non si riesce
a vedere, in realt, ma si sente che  l. C' un'espressione
inavvicinabile nel mio sguardo, proprio come alcuni fiumi sono troppo
burrascosi perch la gente possa attraversarli.
All'inizio di quell'estate, prima che Maman morisse, pap e la
sua fidanzata, Marilyn, mi portarono a vedere un film italiano,
L'avventura, che parla di disillusione e di altra roba degli anni
Sessanta. Dopo pap mi chiese cosa pensassi del film. Gli dissi
che mi era piaciuta Monica Vitti, la protagonista del film. Monica
Vitti ha questo modo incantevole di appoggiarsi alle pareti
e di fissare in lontananza senza vedere nulla, come se l'orizzonte
fosse lontano millimetri, come se la grande distanza sulla quale
fantastichiamo tutti pesi in maniera perniciosa sulla sua pelle.
Penso che sia la mia attrice preferita, dissi.
Marilyn diede un colpetto sul braccio di pap. Vedi?
Pap annu. Sono colpito, Marilyn.
Durante il film ho detto a tuo pap che tu me la ricordi,
disse Marilyn.
Sembravo davvero cos triste? Monica Vitti mi sembrava triste.
Dava l'impressione di aver vissuto in un passato migliore, e
di essere tornata nel presente per scoprire quanto le cose fossero
diventate insensate.  intoccabile, impossibile da salvare: anche lei ha il marchio.
Volete prendere un taxi, ragazze?, chiese pap. Stava piovigginando
su Second Avenue. Il marciapiede non era del tutto bagnato,
ma c'era gi quell'odore polveroso della pioggia sul cemento.
Vi dispiace se camminiamo?, dissi.
Pi tardi quella sera, mentre mio padre leggeva in salotto, Marilyn
e io andammo nella loro camera da letto. L'unica luce veniva
dalla strada, quindi riuscivo a malapena a distinguere i mobili
- l'armoire di noce con la sua griglia di bacchette di bamb rifinita
in peltro, o lo scrittoio abbinato carico di libri d'occasione
acquistati da Strand, vecchi gioielli in scatoline di tartaruga e una
ciotola di terracotta di fotografie, principalmente di me. O il letto
basso che era ordinatamente coperto con uno di quei copriletto
bianchi della nonna con le protuberanze di lana boucl.
Ci inginocchiammo alla finestra aperta, allungando le mani
per sentire la pioggia. Le macchine frusciavano come in sogno
salendo per Elizabeth Street. Ciocche di capelli color mandarino
si sciolsero dalla treccia di Marilyn e svolazzarono al vento come
code di aquilone. Aveva la pelle incipriata.  sempre bello baciarla
sulla guancia; fa venire in mente le cose pi dolci.
Pensi che io sia carina?, chiesi.
Si volt per guardarmi in faccia. S.
Ma non come Kate. Tutti dicevano sempre quanto era carina
Kate.
No, non come Kate, disse Marilyn, sistemando i gomiti sul
davanzale inclinato, dipinto con troppa vernice. Tu sei pi bella
di Kate.
Mi sentii male, come se l'avessi costretta a farmi un complimento;
non intendevo farlo. I miei genitori non la pensano cos.
Si gir di nuovo per guardare fuori. Credo che abbiano paura
del tuo aspetto.
Io non mi sentivo allarmante, come mi trovavano i miei genitori,
o difficile, come sembrava che mi vedessero gli altri. Io non
sentivo niente, davvero, al di l della sensazione che dentro ero
piccolissima. Forse tutto quello che percepivano gli altri era
la loro incapacit di ispirarmi fiducia.
Anche se Jack non c'era, io avevo bisogno che ci fosse, perci
lo immaginavo. Lo facevo spesso, e spesso parlavamo. Gli chiedevo
se diventare grande significa che non puoi fidarti di nessuno.
Nello specchio, mi concentravo finch i miei occhi infiammati
diventavano i suoi occhi infiammati, con il colore che si
trasformava da verde bottiglia a un acceso azzurro Wedgwood.
Non puoi mai fidarti di nessuno, sembrava rispondere. Ma
quando diventi vecchio, finalmente lo scopri.
Forse aveva ragione. Sei vecchio quando impari che i bisogni
devono venire eclissati dalla civilt. Sei vecchio quando entri nel
pantano appiccicoso e puzzolente dell'indigenza nascosta che 
la societ. Sei vecchio quando la smetti di cercare di cambiare le
persone perch allora potrebbero voler cambiare anche te. Quando
sei giovane, i bisogni sono espliciti, le possibilit infinite, le
formalit sconosciute e le prove di fedelt dirette. Se solo ci fosse
un modo per mantenere nuovo il mondo, dove ogni giorno
potesse destare meraviglia.
Jack, dissi. Ricordi quant'era facile? Ricordi quando gli
amici si facevano un taglio per scambiarsi il sangue?


Capitolo 3.

Il sole era un muro cattivo tra di noi, che si faceva avanti spingendo
alle nostre spalle, e il catrame che rivestiva le traversine
della ferrovia era appiccicoso. A Kate non piaceva che il catrame
le toccasse le scarpe, perci camminava con falcate perfette sulla
ghiaia tra le traversine. Io imboccai la rotaia.
Quando arrivammo a Newtown Lane esitai, traballando sulla
striscia d'acciaio.
Faccio solo una corsa dall'altra parte della strada per andare
a prendere una tazza di caff.
Fece una smorfia alla luce del sole. Faremo tardi.
Faccio in un attimo. Trotterellai sulla strada, schivando il
poco traffico del mattino.
Tre campanelli su un filo metallico ricurvo suonarono e tintinnarono
contro la porta di vetro del negozio. Il Bucket's Dell
era pieno di manovali in maglietta, pantaloncini corti e Timberland
in paziente attesa di un panino alle uova - paziente perch
la gente di citt era tornata a casa e non avevano pi tanto lavoro
da fare. Mi feci strada fino al bancone e ordinai. Joe, il tizio al
bancone, riemp di cubetti di ghiaccio e caff caldo da un thermos
di plastica gravemente scolorito una di quelle tazze giganti
di polistirolo. La radio vicino all'affettatrice per la carne suonava
una canzone dei Genesis che mi faceva pensare all'estate.
I will follow you, willyou follow me?
All th days and nights that we know will be.
[Io ti seguir, tu seguirai me?
Per tutti i giorni e le notti che sappiamo ci saranno.]
Tutto pronto per la scuola oggi, Evie? , chiese Joe. Ultimo anno,
finalmente.
Scrollai le spalle. Penso di s.
E dai, su, disse, gettando indietro la testa leggermente da
una parte con un sorriso.
Mi voltai. Fuori sembrava caldo, ancora pi caldo di quando
ero entrata.  dura cominciare la scuola quando sembra che sia
ancora estate. A volte un periodo finisce o una persona muore
e bisogna andare avanti, anche se intorno tutto ci ricorda quello
che abbiamo perduto. Pagai il caff molto lentamente, avvicinando
le monete con un solo dito.
Joe cominci a incassare dal tizio dietro di me. Non ti preoccupare,
Ev.
No, ecco. Le ho trovate.
Versai gli spiccioli in una delle sue mani.
Tornai fuori nel calore stagnante. Era inclinato contro la
porta
di vetro della drogheria come una sedia che usi per tener chiusa
una porta. Mentre attraversavo la strada e mi inerpicavo sul
terrapieno d'erba sopra il marciapiede, tirai via la carta bagnata
dalla cannuccia. Kate allung una mano e mi prese la carta, mettendola
nella sua agenda, e cominciammo a camminare. Mi domandai
se la cannuccia si chiamasse cos per le canne vere, quelle
da zucchero. Forse un contadino aveva cominciato a masticarne
un pezzo e per caso gli era venuta l'idea di un aggeggio con
il quale succhiare.
Mi tirai la camicia, sbuffando. Ci saranno trentadue gradi
fuori, dissi.
Kate non rispose; continu semplicemente a camminare tutta
entusiasta. Pensavo di dovermi sentire entusiasta anch'io, ma
l'entusiasmo  impossibile da simulare senza sembrare fasulli.
Aspirai l'ultimo sorso di caff. La cannuccia esplor i viali vuoti
tra i cubetti, nell'inutile ricerca di altro liquido.
Svoltammo sul vialetto del liceo. L'edificio apparve eccezionalmente
orizzontale, pi basso e pi lungo del solito. Il parcheggio
era pieno, anche se l'entrata principale era libera perch
nessuno si ferma mai sui gradini della scuola a cantare, come
fanno nei film. Appena la gente arriva, entra, fa una sosta davanti
al suo armadietto, e poi semplicemente gironzola per
l'edificio finch non cominciano le lezioni.
Jodie Palumbo e Dee Dee Barnes stavano fumando in una
nicchia all'entrata laterale, vicino all'ala di lingue e di matematica.
Jodie era orribilmente abbronzata. Le sue lentiggini sembravano
tridimensionali, come cespugli di bosso scoppiati.
Kate si ferm e rivolse loro un vivace ciao. Io le superai lentamente.
Dee Dee stir le labbra. Come ti va?
Jodie agit la punta delle dita ma non disse niente perch aveva
appena inalato il fumo. Non doveva esserle andato gi tanto
bene perch traball in avanti e cominci a tossire. Era il tipo di
tosse rimbombante e piena di catarro che suona completamente
contagiosa.
Dalle doppie porte alle spalle delle ragazze, il corridoio della
scuola era pieno di corpi. Presi fiato ed entrai, perch non c'
niente di peggio che essere in procinto di fare qualcosa tentennando
come imbecilli. Era un sacco di tempo che non mi capitava
di essere sotto il tiro di tutti quegli occhi. Nelle scuole, gli
occhi sono ovunque, gli occhi sono il doppio rispetto ai corpi, e
nella nostra scuola c'era circa un migliaio di corpi. I licei non offrono
a quegli occhi niente di avvincente da osservare, nient'altro
che la vista di corpi adolescenti, che in un certo senso 
tutto il cazzo di problema.
Madame Murat riemp la soglia della sua classe, bloccando la
luce delle finestre alle sue spalle e formando una laguna d'ombra
nel corridoio. Non era grassa, solo inspiegabilmente larga. Di
profilo, sembrava che trasportasse una cesta di biancheria.
Bonjour, Mademoiselle Auerbach, Mademoiselle Cassirer.
Bonjour, Madame Murat, recitammo all'unisono. Jack la
chiamava Madman Murat, che mamma diceva suonare come il
nome di un assassino turco.
Je comprendez que je ne vous verrai pas en classe cette
anne, Catrine. C'est vrai?, disse Madame a Kate.
Oui, c'est vrai, rispose Kate, e Madame annu da su a gi e
poi a sinistra, facendoci entrare. Fantastico, sussurr Kate.
Adesso mi odia.
Forse, dissi. Era difficile capirlo con certezza. Poteva darsi
che Madame fosse dispiaciuta per il lutto di Kate, e comprendesse
che era stato quello a spingere Kate ad abbandonare il corso.
Ma era anche possibile che Madame si sentisse offesa. I francesi
sono strani in quel senso.
Kate si mise in punta di piedi. L c' Denny con Alicia Ross
e Sara Eden. Facciamo una corsa?
No, grazie, dissi. Un conto era dover parlare con la gente,
un'altra cosa era addirittura sollecitarla, una conversazione. Se
avessi agito in maniera contorta e non avessi guardato la gente
negli occhi, avrebbero voluto sapere cosa c'era che non andava,
e io avrei dovuto dire: Niente, dato che davvero non c'era niente
che non andasse. Niente  una cosa facile da sentire, ma una
cosa difficile da esprimere.
Quando la campanella stava per suonare, avevamo fatto tre
volte il giro delle classi. Si capiva quando stava per suonare la
campanella perch improvvisamente tutto accelerava. Il tempo
personale arrivava al termine, e la gente reagiva alla pressione
con gesti pi esagerati. Mi preparai al cambiamento. Portai le
spalle in dentro. Inclinai il viso come per schivare un colpo di
vento. Da un'estremit dell'aula di scienze, sentimmo un gruppo
di ragazze strillare dall'altra parte.
Oh Dio!"
Quella maglietta  troppo carina!"
Ti fa, che ne so, increeedibilmente magra!
Coco Hale ci individu, e cominci ad agitare le mani come
una pazza, chiamando Kate l come se vederla fosse una totale
sorpresa. Kate! Kate Cassirer! Qualcosa balen tra Kate e me,
niente che si potesse nominare, non proprio.
Ti dispiace se vado a salutarla?, chiese Kate educatamente.
Certo che no, risposi, altrettanto educatamente.
Lei si chin in avanti e mi scrut. Non lo stai dicendo tanto
per dire, vero?
Mi riempii le guance ed espulsi l'aria lentamente, chiss perch.
 una cosa che la gente fa. No, non lo dico tanto per dire.
Una volta Jack mi fece spiegare perch non mi piacesse Coco.
Dissi: Sembra una strega, o gi di l.
Lui stava strimpellando sulla sua chitarra. Sii pi precisa.
Stavamo seduti sul tavolo rustico della rimessa sul retro, e lui
aveva la testa abbassata sulle corde.
Okay, dissi. I suoi denti. Aveva due file di dentini in miniatura,
indifferenziati, quadratini della stessa grandezza, che brillavano
perfino al buio. Erano come quelle pannocchie di granturco
in miniatura. Sono da strega.
Jack riflett su questa affermazione.
Bene, disse. Andiamo avanti.
I suoi occhi. I suoi occhi fremevano nelle orbite quando
non era sincera, come se resistessero all'affiliazione con il corpo.
Sai quei monitor per i terremoti, quei tracciati arrotolati con le
penne attaccate che misurano le vibrazioni?
Guard su con una parte del viso. I sismografi.
Ha occhi cos, solo che misurano le sue bugie.
Occhi sismografia, disse contemplativo.  fantastico. Tir
fuori un pennarello dalla tasca e scrisse la frase sulla suola della
sua Puma blu di camoscio. Lo specchio vicino alla porta cadde
all'improvviso dal muro e and a finire al centro della stanza,
in frantumi.
Porca puttana! Jack alz una delle schegge curve triangolari.
 proprio una strega.
Quando Kate stava per liberarsi di Coco, suon la campanella.
Vooom! Presi una curva stretta a destra verso l'aula di inglese e fui
risucchiata all'istante nel ventre della folla. Sentivo la voce di
Kate che mi inseguiva - Evie! Eveline!. Non mi girai, anche se
come mi chiamava lei era meglio di come Coco aveva chiamato
lei. Il mio nome sulle labbra di Kate suonava timido, languido e
nudo. Mi fece tristezza, ma sentii anche un misto di sollievo e liberazione
per il fatto di essere sola. Il mio corpo si allegger, e
quando la gente mi salutava rispondevo: Ciao.
Kate e Coco erano andate nell'aula di musica, probabilmente;
probabilmente stavano pulendo i loro flauti, sedute con i capelli
a meringa che si mescolavano, e tutte e quattro le mani che
lucidavano pulsanti e leve piene di saliva. Forse stavano
parlando di me, con Coco che diceva attraverso file di dentini che sembravo
invidiosa, con gli occhi che le tremavano.
Non era difficile invidiare Coco. La sua famiglia abitava a
David's Lane, una delle strade pi belle del villaggio, in una casa con
il tetto ondulato come nei libri illustrati sulla Spagna. Coco indossava
camicette Lacoste e cerchietti per capelli rivestiti di stoffa
di Mark, Fore & Strike, il negozio di abbigliamento femminile
da golf di Main Street, e dopo la lezione di tennis andava in
spiaggia con una bicicletta Motobecane color kiwi. Aveva una
collezione di quelle borse Pappagallo con i manici in legno e la
fodera di stoffa con i bottoni. Secondo Kate, Coco spendeva quarantacinque
dollari per un taglio e una piega con il phon da quel
parrucchiere speciale in citt vicino al pub O'Malley. La signora
Hale guidava una Mercedes nuova con palloni da basket e sacchetti
della spesa sul sedile dietro e, a differenza di mia madre,
non aveva mai l'alito che sapeva di birra, n indossava pantaloni
aderenti a vita bassa con le toppe con il simbolo della pace, n
andava in giro con impiegati della marina mercantile o periti di
laboratorio. La signora Hale non apparteneva al Mensa, l'associazione
delle persone con un alto quoziente di intelligenza.
Una volta, mia mamma e io vedemmo la signora Hale che
raccoglieva biglietti alla fiera della Societ delle signore per il miglioramento
del villaggio; indossava un cappellino di paglia con
grandi peonie di carta, che aveva fatto lei.
Chi ha tempo per sciocchezze del genere?, chiese mia madre.
Quella donna legge mai?
Malgrado la crisi energetica, il signor Hale portava la sua famiglia
in lunghi viaggi estivi sul My Romeo II, il loro cabinato
ultra-elegante, a Block Island o Nantucket o Martha's Vineyard,
dove Coco e i suoi amici nautici incontravano i ragazzi della
scuola preparatoria. Ogni settembre le foto facevano il giro -
Coco e Breanne Engel o Pip Harriman, castano miele e riccio
biondo, che abbracciavano ragazzi con le felpe della Duke
University, le scarpe da vela beige e le collanine di conchiglie puka.
Coco non era mai dovuta andare in viaggio a Gettysburg, West
Point, Old Sturbridge Village, n era mai dovuta andare a vedere
quelle esibizioni aeronautiche della Prima guerra mondiale su
a Rhinebeck come avevo sempre dovuto fare io con pap e Marilyn.
In tutte le fotografie di famiglia ci sono io nella luce del sole
accecante, vestita con i calzoncini scozzesi, i calzini bianchi a
coste fino al ginocchio e le scarpe Earth con le stringhe, che mi
appoggio a qualche cannone o poso davanti a ettari di lapidi nei
cimiteri della Guerra civile. E mia madre non si era mai presa
una vacanza neanche una volta; non aveva neanche una macchina
fotografica.
A volte non potevo evitare di sentirmi misera in confronto a
Coco, e poi di confondere la miseria con l'invidia e l'invidia con
l'odio. Tutti dicono sempre che non devi odiare e neanche pronunciare
la parola.
Stronzate!, sbrait una volta Jack. Chi te lo ha detto?
La gente. Non riuscivo a pensare a nessuno all'epoca.
Le parole sono costruzioni, come le case. Di' quello che cazzo
ti pare. E poi, aggiunse affettuosamente, tu sei incapace di
odiare veramente.
Jack aveva ragione. Alcuni sentimenti semplicemente capitano,
e attribuirgli nomi pi carini non li fa scomparire. Se quello
che definivo odio poteva essere descritto pi accuratamente
come un'avversione nei confronti del modo di comportarsi da strega
di Coco, dentro di me non avrebbe cambiato niente.
L'invidia  terribile. A differenza della gelosia, che viene dalla
minaccia di perdere quello che ami, l'invidia  un desiderio
oscuro di cose sulle quali non hai alcun diritto o rivendicazione.
Una volta che mi fui resa conto che lei forse non poteva prendermi
quello che amavo, e che io non desideravo davvero una vita
di privilegio, soprattutto quando avere una vita del genere
sembrava esigerne l'ostentazione nei confronti di chi non aveva
niente, fui sopraffatta da un'enorme noia nei confronti di Coco.
Una noia tipo acquazzone, liberatoria e totale, che cade ovunque
in uguale misura. Da quel momento era finita. Mi resi conto che
era proprio come con la matematica. Coco era quantificabile.
Io non lo ero.
Entrai alla prima lezione del mio ultimo anno in anticipo, il che
significava che ero pi vicina di un passo ad andarmene, per la
giornata e per la vita. A volte  meglio concentrarsi su questioni
pratiche, giusto per farcela. Dopo la morte di Maman quell'estate,
la vita era diventata molto meccanica. Cenavo appena dopo
pranzo e mi preparavo per andare a dormire prima della notte.
Segnavo il tempo. Prendevo in esame il compito che stavo eseguendo
finch non era concluso, poi prendevo in esame il successivo,
senza lasciare mai alla mia mente un minuto per strapazzarsi
nei circuiti della sua gabbia. C' qualcosa da dire sul vivere
in maniera automatica. Fa sembrare irragionevole non vedere l'ora
di qualcosa. Quando smetti di non vedere l'ora che arrivino
certe cose, ti abitui alle aspettative modeste e ti rendi conto: Ma
che sar mai il successo? Se tutti dobbiamo ottenere qualsiasi cosa
siamo stati condizionati a desiderare - ricchezza, fama, istruzione,
prestigio, sicurezza - allora quelle cose diventeranno cos diffuse
da essere prive di significato. E questo  un pianeta popolato.
Un simile agio uniforme non sarebbe privo di costi. Qualcuno
da qualche parte dovrebbe pagare per tutto quel successo.
Secondo Jack, l'unico modo per conservare la dignit  rinunciare
ai desideri prima che non si realizzino. Forse  una cosa
troppo estrema. Forse la cosa migliore che possiamo fare  astenerci
dal desiderare desideri che non sono nostri, come fattorie
e belle macchine, pantaloni Capri e cene a base di agnello arrosto
e mariti con un bel taglio di capelli. A volte non hai scelta;
erediti i desideri dei tuoi genitori. Alcuni genitori lavorano sodo
per garantire un miglioramento delle condizioni dei loro figli.
Non vogliono nessuno scivolone all'indietro. Per questo di tanto
in tanto incontri un povero ragazzino con una vita che sembra
controllata da un comitato.
Il mio futuro in particolare non era sorvegliato in maniera cos
vigile. Dovevo cominciare da zero. La cosa migliore rispetto
all'indifferenza della mia famiglia era che avevo la libert di fallire
miseramente.
Annie McCabe, Breanne Engel e Darlene Nappa si infilarono
attraverso la porta tutte insieme e si radunarono in un gruppo a
forma di L con le sedie vicino alla cattedra dell'insegnante. Annie
cominci a sussurrare, e le loro tre teste fecero domande chine
rigidamente in avanti come gru da cantiere. Guardai l'orologio
- due minuti alle otto. Ed erano tutte cos in ghingheri. Annie
indossava i collant e una lunga gonna dritta di seta. Era coperta
di fondotinta dalla fronte al petto. Un viscoso anello color
caff le macchiava il collo della camicetta.
Accidenti, pensai, e in una giornata cos calda! Le ragazze sono
davvero in gamba come i soldati, per le cose coraggiose cui
sottopongono il loro corpo e le condizioni proibitive che sono in
grado di sopportare.
Darlene sembrava affetta dall'itterizia, come un gambo di sedano
bello che andato, concavo e verde con il cespuglietto in cima,
e Breanne era beige ed emaciata con la carnagione che aveva
qualcosa di polimerico - sembrava intrappolata sotto la sua
pelle, come il cibo nei contenitori Tupperware. I suoi capelli con
le mche erano secchi e sfilacciati sulle punte e legati in modo
da non stare n su n gi. Aveva gli occhi spalancati e tremanti.
Kate diceva che Breanne prendeva il Dexatrim.
Dopo circa un mese dal funerale, Kate e io vedemmo quelle ragazze
a Main Beach. Doveva essere fine agosto perch c'erano rifiuti
e uomini con il sigaro. I rifiuti e gli uomini con il sigaro di
solito compaiono negli Hamptons intorno a fine agosto.  quella
l'epoca in cui vengono gruppi di persone per le vacanze.
Breanne era diventata cos magra che sembrava le avessero tolto la pelle
e poi gliela avessero rincollata. Mi ricord quella caramella che
mio padre ci comprava sempre a Chinatown, quella con l'incarto
di riso semitrasparente che  come carta, solo che lo mangi, e
ti si scioglie in bocca.
Breanne sembra una di quelle caramelle cinesi che compra
mio pap, dissi a Kate.
Kate inclin la testa furtivamente nel punto in ombra tra le
nostre spalle, e fece: Shhh!". Eravamo sdraiate a pancia in gi
guardando l'acqua. Era tardo pomeriggio, e la spiaggia stava cambiando,
come succede alle spiagge nel tardo pomeriggio - i giovani
se ne vanno e arriva gente pi grande, e all'improvviso ci sono
i cani. Un labrador giallo stava facendo ampi cerchi gocciolanti
intorno a un castello di sabbia abbandonato, e una coppia
con il cappello era seduta accanto a noi, con le sedie che guardavano
a ovest.
Si sforza di vomitare, sussurr Kate.
Io non capivo. Dissi: Che vuoi dire?.
Dopo che ha mangiato, vomita.
E come si fa?
Ti metti un dito in gola. E viene tutto fuori - immagino.
Mi stai prendendo in giro. Io odiavo vomitare. Lo evitavo a
tutti i costi.
Non scherzerei su una cosa del genere, disse.
Breanne doveva davvero disprezzare i genitori per privare la
loro bambina del sostentamento. Era impossibile saperlo per
certo, ma sua mamma probabilmente aveva applaudito al suo
primo passetto, l'aveva vestita con i pagliaccetti con gli automatici
quando era neonata e aveva baciato i suoi riccioli lavati con
lo shampoo. Ero stata a casa degli Engel. Quanto doveva apparire
patetica Breanne, piegata in due sul gabinetto turchese del
loro bagno immacolato, con i piedi e le ginocchia affondati nel
pelouche del tappetino turchese in tinta, mentre aspirava la fragranza
al gladiolo di quegli stucchevoli deodoranti per ambienti
a forma di obelisco, fatti in modo che se guardi all'interno
della colonnina vedi il gel verde neon che affonda da una parte
su se stesso.
Mi sembra un po' un'esagerazione, dissi. Non pensavo che
Breanne avesse una vita cos brutta. Pensavo alla povera Dorothy
Becker, che aveva subito abusi in casa. Dorothy aveva cuciture
accidentate sui polsi per quello che aveva cercato di fare.
Kate si rimise a sfogliare Seventeen. Sei cos egoista.
Scavai nella sabbia con le mani, chiedendomi quanti granelli
ce ne fossero, che  una cosa scontata da chiedersi in spiaggia,
eppure stupefacente. Kate continuava a leccarsi la punta del dito,
e poi a girare le pagine della rivista - flap, flap, flap.
Non so come o perch, ma all'improvviso sospettai che anche
a lei fosse gi capitato di indursi a vomitare. Sentii che mi alzavo.
Dove stai andando?, chiese nervosamente, puntellandosi su
un braccio.
Non ne ero sicura. In acqua, dissi.
Camminai lungo il bagnasciuga. Nonostante il giorno fosse
quasi finito, la luce occidentale si riversava nel cielo, dipingendo
una volta rosa e pia. Mi misi di fronte all'oceano e mi ricordai
che una volta Maman mi aveva descritto l'acqua come una donna,
una madre. La mer, et la mre. Eh? Il mare  l quando hai bisogno
di lui, aveva detto, anche se lei invece non poteva.
Mi girai e vidi Kate seduta con quelle ragazze. Non mi dava
fastidio che avessero aspettato finch non me ne fossi andata per
estenderle un invito, o che lei lo avesse accettato. Ma mi domandai
che cosa fosse che voleva da loro e cosa fosse che loro volevano
da lei, e se una delle due parti avesse una remota possibilit
di ottenere soddisfazione.
Sii un'amica per Catherine, Maman mi aveva anche detto. E
pur essendo superstiziosa su cose come l'ultimo desiderio, Kate
stava cominciando a esigere un tipo di amicizia che non ero sicura
di sapere come gestire.
La campanella suon di nuovo - le otto in punto e ancora nessun
insegnante.
Stephen Auchard super con cautela i ragazzi che si davano
pugni e pacche l'un l'altro intorno alla soglia della porta. Scelse
il banco accanto al mio e annu a disagio. L'ultima volta che mi
aveva visto avevo pianto, che al liceo  qualcosa di simile a vedere
qualcuno nudo.
Al funerale di Maman indossava pantaloni di tela beige stirati
e una giacca blu con le ancore sui bottoni. Sua madre aveva gli
occhiali con la montatura rettangolare d'oro, e i suoi capelli biondo
ramato erano stati acconciati in un'onda sublime. Conferiva
con suo figlio in un francese etereo, chinandosi vicinissima, e
chiamandolo Etienne. La madre di Kate era imparentata con il
padre di Stephen, ed era stato cos che la famiglia Cassirer aveva
trovato East Hampton. Fuori dalla Williams Funeral Home, la
signora Auchard mi aveva stretto le spalle e mi aveva baciato su
entrambe le guance, baci che somigliavano a farfalle accidentali.
Aveva la pelle fresca e fragrante, fredda come talco compresso.
Claire ti voleva bene, mi disse. Volev ben.
Qual  il numero del tuo armadietto? , chiese Stephen. I nostri
cognomi erano a poche lettere di distanza, Auchard e
Auerbach -, i nostri armadietti ogni anno si erano trovati fianco a fianco.
591, dissi. E il tuo?
590, rispose.
Annuii, e lui annu di nuovo, e guardammo Nico Gerardi e
Billy Martinson entrare come se stessero facendo una passeggiata.
Non mi sorprendeva vederli in una classe di collocazione
avanzata, anche se erano pessimi studenti. Gli atleti erano abbastanza
esenti dagli standard che limitavano il resto di noi. Gli insegnanti
e i manager li assecondano perch  nell'interesse di tutti
convincerli a finire la scuola e fare in modo che escano
dall'edificio. Dato che non  etico liberarli nella societ, vengono spediti
al college per tenerli fuori dalla mischia finch i loro lobi
frontali non si siano sviluppati in maniera pi completa. Come
attrattiva vengono date loro borse di studio sportive che pi tardi
non equivarranno a niente, neanche a una buona salute.
Stephen palp l'angolo del suo taccuino. Sarebbe stato lo studente
con le votazioni pi alte. Mi domandai se Nico e Billy e
gli altri come loro gli dessero ai nervi, per il loro modo di occupare
la classe, stabilendo attraverso il linguaggio del corpo un diritto
di luogo che il loro cervello non poteva pretendere. Il contrasto
tra la loro presunzione fisica e la loro timidezza intellettuale
mi faceva pensare a uomini con gli abiti troppo piccoli.
Avevano ricevuto le cose basilari - cibo, riparo, ragazze, guai da
creare - ma in fondo in fondo erano diffidenti. Potevi cogliere
questa lucina nei loro occhi, questa proto-consapevolezza di una
supremazia che gli sfuggiva dalle mani.
Nico era cambiato durante le vacanze. La sua maglietta da
football era pi vicina alla cintola che alle gambe, aveva il sedere
pi muscoloso, e il cavallo gli si era ingrossato. Non potei fare
a meno di notare come il jeans dei suoi Levi's fosse arrotondato
e leggermente pi bianco in quel punto. Sapevo di doverlo
disprezzare come faceva Jack, per come lui e i suoi amici flirtavano
con le insegnanti donne e facevano gli amiconi con gli insegnanti
uomini, per come davano gradite strizzate alle ragazze
in corridoio e facevano affidamento sui legami di famiglia per
farsi tirare fuori dai guai. Quando Nico venne pescato a rubare
nelle case di vacanza, il giudice Baby lo rilasci consegnandolo
ai genitori senza fargli niente a parte una significativa ramanzina.
I ragazzi lo chiamavano giudice Baby per come parlava. Ogni
giorno imitavano il giudice Baby, sbellicandosi dalle risa. Spevo
pvopvio che lei abbia espulso dal covpo le mavachelle infantili,
ometto. Ha un gvande futuvo davanti.
Billy non era mai stato nei guai con la polizia, o almeno nessuno
ne sapeva niente, ma una volta aveva sfondato un bovindo
a casa sua mentre scendeva la scala sulla sedia a rotelle di scorta
di sua madre, e a molte feste aveva ingoiato i pesci rossi.
I ragazzi restano sempre ragazzi, cos dice la gente. Nessuno
dice mai che le ragazze devono proprio essere qualcosa di completamente
diverso da se stesse. Da noi ci si aspetta che reprimiamo
gli stessi sentimenti che i ragazzi sono incoraggiati a
esprimere. Dobbiamo usare il pettegolezzo come strumento per
proteggerci. In questo modo, chi soccombe al richiamo del sesso
ma non ne viene danneggiata viene danneggiata invece dalla
cattiveria delle coetanee. Dobbiamo rimanere unite nella crudelt,
nell'ignoranza e nell'avversione. Dobbiamo ridurre all'osso
la carne, penalizzando il corpo per la sua natura,
castigandoci per le avances di uomini che non abbiamo il potere di impedire.
Dobbiamo fare false promesse, e poi resistere alle attenzioni
che abbiamo sollecitato. In pratica, dobbiamo diventare delle
bugiarde di professione.
Nico e Billy stavano parlando con Annie McCabe. La voce di
lei non si sentiva, a parte qualche cinguettio e pigolio ogni tanto,
e la frangia dei suoi bei Capelli castani veniva avanti come una
tendina di crespo a nasconderle il viso. Mi domandai se si fosse
mai masturbata. Probabilmente no. Non riuscivo a immaginare
le sue mani dalla manicure perfetta che si allungavano per toccare
un posto tanto umido e molle. Ne aveva voglia ma resisteva?
Oppure la situazione era esattamente come appariva - cio
che lei non desiderava nulla?
Gli occhi scimmieschi di Nico scrutarono alla ricerca di un
bersaglio e si fermarono su di me. Entr nella mia fila facendo
strategicamente lo sbruffone, seguito da Billy Martinson. Mi chinai
sul mio taccuino per disegnare.
Ehi, Steve, disse Nico con la sua voce grama, sembra che
tu ti sia beccato il posto pi caldo.
Mi sa di s, rispose Stephen.
Nico si sedette di traverso sulla sedia di fronte a me con le ginocchia
che sbucavano nello spazio tra le due file. Appoggi il
gomito sul mio banco e si chin per venirmi pi vicino, con il
suo fiato che mi arrivava a colpi umidi. Ehi, tesoro.
Gli dissi ciao e tornai al mio schizzo. La mia penna si muoveva
baldanzosa. Turbinava ad altezze pencolanti, facendomi pensare
agli Iris o alla Notte stellata. Billy sistem la sua smilza figura
nel posto davanti a Stephen, con noi quattro che ci eravamo
ritagliati una strana porzione in fondo all'aula.
Breanne disse qualcosa a Darlene, probabilmente su di me.
Che c', Breanne? Billy si inclin in diagonale per scuoterle
la sedia.
Nico disse: Niente bisbigli. Parla a voce alta o taci per sempre.
Giusto, ringhi Billy. Parla a voce alta o me lo baci per
sempre.
Tutti risero tranne Breanne, che piagnucol: Smettila, Billy,
con la voce che vibrava perch lui le stava scuotendo la sedia.
Sm-e-e-e-t-t-i-la, B-il-ly, la imit Billy, e la tardiva campanella
suon. Il signor Shepard finalmente entr, con una tazza di
caff in mano. Indugi vicino alla porta, parlando di golf con
l'insegnante di audiovisivo.
Nico si infil una mano in fondo alla tasca e ne estrasse una
manciata di cose - monete, scontrini, colla e gomme da cancellare,
quelle tremende inserite in cima alle matite. Sistem le
gomme sul banco. La maggior parte degli altri ragazzi fece la
stessa cosa, tranne Stephen, che non si mosse, e Marcus Payne,
che era girato indietro dal suo posto in prima fila, a guardare.
Questa cosa sar fantastica, disse Nico.
Marcus si alz, rivolgendosi a tutti con una serie di panoramici
cenni di assenso con la testa. Ogni volta che lo vedevo, mi
dispiaceva per il modo in cui veniva trattato, ma ero anche ispirata
dalla sua capacit di sopportazione. Ammiravo segretamente
il modo signorile in cui riusciva sempre ad affrontare i suoi
oppressori.
Adesso state a sentire, gente. Le sue palpebre vibrarono e i
suoi denti di sopra morsero l'aria. Aveva la testa drizzata da una
parte, e le braccia che si staccavano dalle spalle con un'inclinazione
da predicatore. Attenti alla mia testa con quei cosi.
Sta zitto, Marcus, disse Bobby Tabor. I genitori di Bobby
erano i proprietari del negozio di liquori e ogni sera a cena tutta
la famiglia si ubriacava con del buon vino. Bobby veniva invitato
a tutte le feste. Pouilly-Fuiss, diceva al suo adolescente
ospite, facendo ruotare amabilmente una bottiglia tra le mani
per mostrare l'etichetta. Del 1974.
S, Carcus. Se non vuoi essere beccato, muoviti', lo avvis
Mike Stern mentre svuotava sul suo banco il sacchetto di una
merendina pieno di gomme.
Non importa dove sei seduto, Payne, disse Billy. Ti becchiamo
comunque.
Il signor Shepard chiuse la porta dietro di s.
Chiesi a Nico cosa stesse succedendo.
Tutti devono tirare una gomma a Shep quando fa una brutta
battuta, disse Nico.
Io non posso farlo, dissi.
 la tradizione, afferm Nico sulla difensiva. Mica me lo
sono inventato io.
Mi guardai intorno nell'aula. Tutti i ragazzi erano seduti decorosamente
e guardavano avanti; l'unico segno di insolenza erano
i mucchietti di gomme sulla maggior parte dei banchi. Era la
tradizione; naturalmente, non sarebbero stati puniti. Era un test
preliminare sulla lealt di genere, una parte distinta dell'esperienza
maschile - poi venivano i club universitari maschili, le feste
d'addio al celibato, i pompieri, la polizia, i politici, la guerra. Le
ragazze non avevano tradizioni - in ogni caso, nessuna alla quale
gli insegnanti e i ragazzi avrebbero partecipato volentieri.
Rilassati, tesoro. Nico si chin sulla mia faccia. Ci divertiremo
un po', tutto qui.


Capitolo 4.

C'era un tratto sul quale mi piaceva sempre camminare, una tavola
scolorita e solitaria che andava dal muro orientale a quello occidentale
della rimessa dietro casa mia. La chiamo rimessa perch
ne aveva la forma, ma in realt era solo una baracca, sette metri
per tre e mezzo, senza bagno, senza riscaldamento, senza isolamento.
La luce all'interno era diafana, come la luce all'interno di
una tenda. Io ci andavo quasi ogni giorno a dipingere o a studiare.
Una notte calda, nella primavera del mio terzo anno, mi addormentai
per terra. Quando mamma non mi trov in casa al
mattino, and a controllare nella rimessa e mi vide rannicchiata
in un angolo. Quel pomeriggio, Kate e io vedemmo la Plymouth
Scamp di mamma parcheggiata di fronte al liceo. Quella macchina
era vecchia ma ansiosa di piacere. Pendeva in avanti come
un rombo giallo polline. Ci avvicinammo con cautela; non avevamo
mai visto mia mamma a scuola.
Forse  stata licenziata, sussurr Kate mentre uscivamo dall'edificio.
Forse ha il cancro anche lei, dissi io.
Mamma ci salut con la mano. Saltate su, voi due! Andiamo
da Sears!
Ci dirigemmo verso Amagansett su Pantigo Road. Da Sears,
mamma ordin un pezzo di gommapiuma da un catalogo. Un
materasso, disse. Adesso potrai crollare nella rimessa ogni volta
che lavori fino a tardi. Sar il tuo studio. Strapp un assegno
azzurro chiaro dal portafoglio. In cima c'era il suo nome, Irene
Ruane, e il numero della nostra casella postale, e East Hampton,
New York, 11937. La cifra era quaranta dollari.
L'ho scritto sotto, Laura, disse alla mamma di Kiki Hauser,
che lavorava dietro il bancone. La signora Hauser aveva chiesto
il nostro numero di telefono anche se ci conosceva. Mia madre
rifiut di permettere all'insulto di rovinare il suo buon umore.
Mentre aspettava la fine dell'operazione, mi strofin la guancia
con la mano.
Non  eccitante? Puoi dormire l tutta l'estate, se vuoi.
Dopo ci fermammo da A&B Snowflake per festeggiare con
un gelato soft, poi lasciammo Kate a casa sua a Mill Hill Lane.
Maman era ancora viva allora, anche se molto malata. Quando
ripartimmo, salutammo Kate con la mano e io mi intristii.  triste
lasciare un'amica, soprattutto alle quattro e un quarto del
pomeriggio, soprattutto quando sua madre sta morendo e la tua
no - ma, comunque,  tutto triste alle quattro e un quarto del
pomeriggio.
Nella rimessa camminavo sempre su quello stesso tratto - un
passo dopo l'altro lungo la tavola fino alla porta marrone dipinta
con troppa vernice sul retro che si apriva su nessun posto in
particolare, solo su un chiosco con un mobiletto da giardinaggio.
Quando raggiunsi la scala di legno che portava al sottotetto
per dormire, mi girai, tenendo ogni centimetro del mio corpo
centrato e perpendicolare. In alcune parti del mondo, la stabilit
 una necessit. In alcuni posti, i bambini trasportano ceste
sulla testa. In America non abbiamo bisogno di equilibrio, tranne
forse a lezione di atletica a scuola.
Pip Harriman era perfettamente in equilibrio quando si arrampic
sulle funi per l'esame presidenziale di educazione fisica in
palestra quella mattina. Non era il vero esame presidenziale di
educazione fisica ma una versione simulata atta a determinare i
nostri punti d'ingresso sanitari, dai quali ci si aspettava da noi
un miglioramento per la fine dell'anno.
Le mani di Pip procedevano veloci, pugno dopo pugno, con
le gambe incrociate come dita bramose, strette per mantenere il
contrappeso. Perfino nella luce fluorescente della palestra, i suoi
capelli scintillavano come un pezzo di nastro di seta.
L'allenatrice Slater approfitt dell'ottimo esempio di Pip per fare
un discorso. Arrampicarsi sulla fune non  competitivo, va bene,
signore? L'allenatrice urlava in maniera didattica in un energico
pezzo da imbonitore. La sua voce riecheggiava dai pavimenti
appena trattati con il poliuretano fino agli svettanti manubri di
metallo. L'arrampicata  una sfida personale, okay?  un'opportunit
perch voi stesse superiate la vostra migliore prestazione.
Sembrava comunque una cosa abbastanza competitiva, con
Pip che scalava senza sforzo l'unica fune disponibile mentre il resto
di noi sedeva stravaccato a gambe incrociate, distogliendo gli
occhi e pregando come pazze di avere il tempo di correre fuori
prima che l'allenatrice riuscisse a chiamare i nostri nomi. Se davvero
volevano che fosse una cosa non competitiva, avrebbero dovuto
dividerci in gruppi, e poi sommare il numero totale di centimetri
che ogni gruppo aveva arrampicato. Allora almeno avremmo
tifato tutte una per l'altra per andare pi in alto - ogni singolo
centimetro guadagnato da una avrebbe fatto la differenza
per tutte. Non capivo cosa c'entrasse con l'educazione fisica per,
visto che tutta la lezione di ginnastica la passavamo sedute ad
aspettare. Ed evidentemente le funi non erano abbastanza importanti
perch vi si facessero regolari esercitazioni, visto che venivano
tirate gi dal soffitto solo per gli esami. Non  esattamente
una capacit che puoi utilizzare nella vita, tranne forse al
circo o nell'esercito.
Te la immagini?, sussurrai a Kate. Pip sotto il tendone?
Kate mi zitt. Non voleva che attirassi l'attenzione dell'allenatrice
su di noi. Glielo avrei detto dopo, a cena, e avremmo riso.
A mia madre piaceva ridere di Pip.
Una volta eravamo tutti in piedi nel vialetto d'accesso dei genitori
di Kate - eravamo al primo anno probabilmente.
Cos' questa storia dei nomi dei bambini?, chiese mamma.
Claire, li hai sentiti?
Oui, rispose Maman con il suo torbido accento. Pip. Peep.
Quali sono gli altri?, chiese mamma.
Kate fece una lista. Coco e Kiki, Bobum, Winn.
Skip, aggiunsi, Colt, Duff, Leaf. Fick.
Fick!, disse mia madre, ridendo cos tanto che fu costretta
a usare l'inalatore per l'asma.
Maman non la trovava una cosa divertente.  molto triste,
Irene, la rimprover, questa abitudine americana di chiamare
un bambino con un nome da cane.
Pip salt gi dalla fune, trionfante e senza fiato, e l'allenatrice
fece un segno di riscontro sul registro di educazione fisica. L'allenatrice
chiam: Palmer, Ellie!.
La cosa peggiore delle funi era il panico che provavi quando
ti alzavi, sapendo che tutti ti stavano fissando. Anche se simpatizzavo
con chiunque fosse lass in alto, anch'io stavo con lo
sguardo fisso, perch era saggio fingere interesse. Ellie si alz in
piedi riluttante, si tir gi con uno strattone la maglietta intorno
ai fianchi, si diresse obbediente verso la fune che oscillava, inclin
la testa come chiedendosi in che modo potesse cominciare,
poi guard in maniera patetica l'allenatrice per implorare
qualche tipo di tregua.
Ma gli allenatori non danno mai tregua. Prendono il proprio
lavoro sul serio - lo si vede da come si infilano il portablocco
nella pancia prominente, da come soffiano nel fischietto d'argento
in faccia e al coperto, e da come indossano tute felpate
Adidas tutte pulite, anche se non muovono un passo.
L'allenatrice Slater era stata costretta a dare una tregua ad Alice
Lee. Prima che cominciasse la lezione, Alice aveva dato all'allenatrice
un certificato del dottore che la pregava di dispensarla
dall'esame perch era in quel periodo del mese. L'allenatrice si irrit
particolarmente quando Alice le chiese se poteva andare nello
spogliatoio o nell'ufficio dell'infermiera per stare sola perch
noi avremmo condiviso la palestra con i ragazzi.
Sei sul registro di questa classe?, grid l'allenatrice.
Che cosa intende?, chiese Alice sospettosamente.
L'allenatrice scosse la testa come se Alice fosse muta. Intendo,
sei sul registro di questa classe?
Immagino di s. La testa di Alice sprofond umilmente, ma
i suoi occhi si accesero di odio.
Allora sei sotto la mia responsabilit. Tu vai dove va la classe.
L'allenatrice distolse lo sguardo da Alice e fece squillare sgradevolmente
il fischietto, poi indic la palestra e ordin al resto
di noi: Uscite l e fate tre giri di pista. I ragazzi avevano gi cominciato,
quindi corremmo a metterci nell'angolo finch loro
non raggiunsero l'estremit pi lontana della stanza, e allora cominciammo
ad avanzare in un grosso gruppo. Ogni volta che i
ragazzi superavano Alice, che era seduta sul pavimento sotto le
fontanelle, abbracciandosi le ginocchia al petto, le facevano battute
cattive. Gli allenatori non facevano niente per farli smettere
- sembrava che stessero usando Alice come esempio. Sembravano
dire che la palestra  un regno non gravato da uteri
prolassanti e seni congestionati. Francamente ci disorientava il modo
in cui tutti fissavano il nostro corpo anche mentre cercavano di
cancellare l'idea del nostro corpo dalla nostra mente. Si aspettavano
che noi accettassimo noi stesse, ma non si aspettavano che
qualcuno accettasse noi. Il corpo femminile era il nostro handicap
maggiore e il nostro miglior vantaggio - il mezzo pi sicuro
per il successo, la strada pi sicura per il fallimento.
 tutta colpa sua, espir Jodie Palumbo.
Pip disse qualcosa, che non riuscii a sentire, e risero. A loro
non piaceva Alice, anche se non la conoscevano. Stavano selezionando,
o classificando.  facile: chiunque sia vestito in modo
strano  il nemico, soprattutto se respinge la tua supremazia o
non riconosce la scuola come un divertimento. Se il nemico cerca
di apparire come te o di agire come te, ma con vestiti pi accessibili,
quella persona  ancora il nemico, ma di una variet pi
spregevole, meno spaventosa - il tipo con il quale puoi farti vedere
se assolutamente necessario, per esempio se stai chiedendo
aiuto per raccogliere soldi per la giornata di visita degli ex alunni
alla vecchia scuola o voti per te nell'elezione di classe.
Superai le ragazze, anche se questo mi port immediatamente
in coda ai ragazzi. In realt, la retroguardia dei ragazzi era una
classe di persone pi bella dell'avanguardia delle ragazze, che 
un insegnamento per la vita. Mi mescolai con Roy Field, che ricostruiva
radio e mangiava sette ciotole di Trix al giorno; Tommy
Gardner, che aveva l'impetigine e il soffio al cuore; e Daryl
Sackler, che era alto un metro e novantadue ma si rifiutava di giocare
a basket anche se gli avevano offerto di farlo cominciare, perch
aveva un lavoretto come tosaerba dopo la scuola. Daryl Sackler
seppellisce i gatti e gli tosa via la testa, questo dicevano tutti.
In realt, diceva Jack di Daryl, a me piace. La maggior parte
degli sfigati come lui ucciderebbe per diventare un eroe del
basket. Ma lui sceglie di restare uno sfigato. O  un rincoglionito
totale oppure  un uomo d'onore tutto d'un pezzo. E a parte
tutto, lo sai cosa penso dei gatti.
Correvo forte, fortissimo. Alla fine feci uno sprint e mi piegai
per recuperare fiato. Altri finirono dopo di me, formando una
docile fila alla fontanella delle ragazze. Alice si spost miseramente,
come proteggendosi da noi, come se avessimo potuto prenderla
a calci o sputarle addosso, ma non si spost troppo lontano,
dato che il suo imbarazzo era legittimo; infatti, il suo imbarazzo
era il nostro imbarazzo. Io sentivo di stare dalla sua parte, anche
se il mio corpo si teneva a distanza da lei e la mia voce rimaneva
in silenzio. In Jules e Jim, Jim tira un bacio a Catherine quando
lei salta nella Senna dopo che Jules ha insultato le donne, e Jim
dice: La ammiravo. Nella mia mente, stavo nuotando con lei.
Girai il pomello e bevvi l'acqua, che era diventata ghiacciata
nel corso del tempo che impiegai ad arrivare all'inizio della fila;
avevo questo trucco di farmi passare tutti avanti. Mi asciugai la
bocca sulla manica e mi voltai a guardare Alice. Non sapevo cosa
le era toccato sopportare tra le mura scolastiche, ma aveva uno
sguardo consapevole. Se i miei occhi avessero incontrato i suoi,
non so quale messaggio avrebbero dovuto comunicarle. Non piet,
perch sono una donna anch'io, e perci degna di piet quanto
Alice. Presi in considerazione l'idea di sedermi accanto a lei,
ma poi sarei stata trattenuta. E strano come i professori appartengano
a un sindacato e ti insegnino le rivoluzioni e gli scioperi
operai, ma poi scoraggino la solidariet tra gli studenti.
Quando ci spedirono a riportare i coni da slalom nella stanza
dell'attrezzatura dietro l'ufficio, Kate e io vedemmo il suo certificato
medico aperto a met sulla cattedra dell'allenatrice. Riuscimmo
solo a distinguerne delle parti. La prego di voler esonerare
Alice Lee dall'attivit fisica causa una grave sindrome mestruale
- il secondo paragrafo era scivolato in una piega. Qualcosa,
qualcosa - che richiedeva cure mediche.
Nel corridoio Kate disse: Che cosa orribile.
Con quello, intendeva Alice. Kate pensava che Alice fosse una
poveretta. Io pensavo che la parte orribile fosse il certificato. Era
scritto da un esperto, da qualcuno che credeva a quello che stava
scrivendo; poi sarebbe stato spedito nel mondo, soltanto perch
venisse trascurato con noncuranza da un altro esperto.  difficile
credere in qualcosa che dice qualcuno quando gli esperti si contraddicono
in continuazione. Pip era sicura di s in educazione
fisica come io lo ero in educazione artistica, ma anche Alice era
sicura di una cosa, e anche l'allenatrice, e anche il dottore di Alice.
 un peccato che certe cose siano tanto importanti quando
tu sei l'unica per cui hanno importanza, ma nel quadro generale
non importano a nessun altro, non veramente. Mi domandai chi
altro oltre all'allenatrice pensasse che arrampicarsi sulla fune fosse
importante per le ragazze ma le mestruazioni no.
La rimessa era diventata buia. Malgrado non vedessi quasi niente,
sentivo molte cose: l'eco dei miei passi nella stanza che occupavo,
il rumore della notte al di l di quelle pareti, la risata di
mia madre, che risaliva la collina dalla casa e viaggiava sulla piattaforma
di una brezza. Riuscivo quasi a sentire l'odore dello
Chablis nel suo alito o della menta dal pacchetto di gomme nella
tasca del suo cappotto - gli odori erano come fate in fuga.
Riuscivo quasi a vederla mentre recitava di nuovo il dramma della
sua giornata per i suoi amici - corpi conficcati in divani e poltrone,
gambe di jeans che spuntano da sotto i tavoli, mani indolenti
che si passano una canna o una bottiglia, polsi scoperti,
voci che dicono: E poi che  successo, Rene?. Reen, l'abbreviazione
per Irene.
I suoi amici erano sempre l. Se mai sembrava che stessero per
andarsene, non lo facevano. Qualcuno magari si alzava e si stiracchiava
ma poi andava soltanto in bagno, o si infilava nei pantaloni
la camicia che era uscita fuori e chiedeva se a qualcuno andava
di fare una corsa per andare a prendere altra birra. Se passavo
di l, conferivano con me amabilmente, inclinandomi la sigaretta
vicino agli occhi, con i capelli arruffati e gli abiti confezionati
in casa che puzzavano di patchouli e di muschio.
Se la mia educazione mi ha reso sensibile alle affettazioni di
tolleranza e all'ironia di quella particolare ipocrisia, non c' proprio
da farmene una colpa. Tutto quello che sentivo da bambina
era quanto tutto  in gamba e tutti dovrebbero essere in gamba,
eppure erano cos veloci a giudicare un paio di scarpe nuove o
una macchina pulita o a stigmatizzare la demenza dietro ai mobili
abbinati o alla carta da lettere monogrammata. Non ho potuto
fare a meno di sviluppare un'avversione al tanfo epossidico
di incenso, alla fuliggine dei posacenere traboccanti, ai cerchi
appiccicosi di liquore sui tavoli che bisognava pulire la domenica
mattina. Nascondendomi in camera mia all'ora di andare a
letto quando ero piccola, consumavo la mia cena a base di latte
al cioccolato e mi seppellivo dietro a centinaia di animali imbottiti
uniti due a due da nastri riciclati e pezzi di filo, un collo
fissato all'altro, o pancia contro pancia, legati da amicizia in caso
di incendio, in caso bisognasse buttarli dalla finestra. Io strofinavo
i piedi uno con l'altro per distrarmi dal rumore della festa,
dai canti, dalle risate, dalla musica - Joplin, Dylan, Hendrix.
Ti voglio bene, diceva. Mia madre, facendo capolino dalla
porta.
Ero seduta sul pavimento della rimessa, a disegnare tetti. C'erano
tutti questi fantastici tetti vicino alla casa di mio padre a
Little Italy. Mio padre era buono e mi portava sul tetto del suo
palazzo ogni volta che volevo. Mi aspettava sempre mentre disegnavo
o leggeva o semplicemente si guardava intorno. Non era
necessario che mi aspettasse, ma tra lui e il suo socio d'affari,
Tony Abbruscato, avevano circa un migliaio di storie dell'orrore
ambientate sui tetti.
In ginocchio vicino al foglio, guardai in profondit nello spazio
che avrebbe potuto occupare Jack, e immaginandolo sorrisi.
Pensai anche a lui sorridente, con un bel sorriso da angelo, e i
suoi lineamenti che trasmettevano un'attenzione cos forte da
sfidare il disagio della sua effettiva assenza. Se fosse stato l davvero,
mi avrebbe convinto a partecipare alla festa che c'era in casa.
Jack odiava perdersi una festa. Anche se mi mancava, ero grata
per il fatto di essere al di l dell'influenza della sua carne, delle
labbra che avrebbero potuto spingermi con un bacio irremovibile
a varcare la porta della mia stessa casa.
Mamma  tornata, sai. Non Jack, ma Kate. Si affacci sulla
soglia, con la testa che faceva capolino. Ti va di venire di l in
casa?
S, mia madre, lo sapevo. Le risate e la menta. Il vino dolce e
la musica. Non ero sicura di cosa mi andasse di fare, se stare sola
o stare con la gente. Sembrava che non mi andasse bene niente.
Mi chiesi cosa si aspettassero da me; se avessi saputo cosa si
aspettavano, avrei potuto farlo. Cercai di pensare, ma allo stesso
tempo c'era qualcosa che avevo bisogno di dimenticare, qualcosa
che una risposta alla sua domanda avrebbe potuto farmi tornare
in mente.
Kate aspett una risposta, e quando non ne arriv nessuna se
ne and. I suoi piedi scesero i gradini di legno all'esterno. In pochi
secondi la porta zanzariera sul retro della casa si apr scricchiolando
e si richiuse sbattendo. Poi pi nulla. Non il silenzio,
quanto piuttosto l'assenza di suoni, era associato a me. C'era il
rumore metallico sconnesso e incurante delle stoviglie, e gli sportelli
di armadietti che sbattevano, e il rumore sordo dell'impianto
idraulico ogni volta che il rubinetto della cucina veniva chiuso.
C'era il brusio attutito e distante delle voci - Kate che tornava
alla festa, mamma che le chiedeva se sarei venuta. Forse no.
Forse non le chiese affatto di me.


Capitolo 5.

Quando tornai a casa dopo aver fatto spese all'A&P il sabato, lui
era l, alla scrivania di mia madre, a ruotare sulla sua sedia, accasciato
e belligerante, nel modo in cui ti siedi al bancone della gelateria,
come al Candy Kitchen di Bridgehampton. Era come se fosse
sempre stato l, tutta l'estate, a occupare proprio quella sedia.
Una barba improvvisata color rame gli spolverava il mento,
formando uno strato tipo wafer come una brina color penny sul
vetro di una finestra. I capelli gli arrivavano alla base del collo.
Erano del colore del grano splendente. Jack avrebbe potuto avere
un'aria sana, a parte il fatto che aveva borse vellutate sotto gli
occhi azzurri cristallini, e le guance erano infiammate e molto
incavate, come un paio di parentesi all'indentro. Era possibile
che non mangiasse e non dormisse da giorni.  strano rendersi
conto che ti sei appoggiato al ricordo di una persona che non
corrisponde pi alla verit. La faccia fantasma della mia estate
non era pi la faccia che avevo davanti. Eppure era Jack.
Ti sono cresciuti i capelli, disse. La sua voce era la stessa,
ancora cos bella.
Mi fermai alla base delle scale e misi gi la spesa sul pavimento.
Li odio.
Allora tagliali, disse, muovendosi verso di me, sollevandomi
e facendomi fare una giravolta.
Testai la sua esistenza; le mie mani cercarono il corpo sotto il
guscio dei suoi vestiti. Confermai la pressione soffice dei suoi capelli
sulle mie guance. Il solido muro del suo torace magro, la sottile
sporgenza della sua scapola destra. Lui era reale, con un odore
reale e una lucentezza leggermente appiccicosa sulla pelle. Riposai
la testa nel bacino ossuto tra il suo orecchio e la sua spalla.
Stai piangendo?, chiese. Serr la presa. Che c' che non va?
 solo che continuavi a venire, come un fantasma, come se
galleggiassi. Per un bel po' non riuscii a parlare. A volte sentivo
che eri con me, e sembravi cos reale. Adesso sei qui, ma non
sono sicura. Sembri meno reale di prima.
I suoi occhi studiavano i miei, esaminandomi guardinghi.
Aveva il respiro profondo, pesante, come se stesse buttando gi
qualcosa di me insieme all'aria.
Sono cambiata anch'io?, chiesi.
S. Mi tir indietro i capelli un lato alla volta, seguendo con
lo sguardo il percorso delle sue dita. E aggiunse gravemente:
Ma va bene cos.
Jack mi baci e le sue labbra sulle mie erano asciutte. Sapeva
di liquirizia nera, di anice.
Mia madre mi ha raccontato tutto, disse, della mamma di
Kate. Continu a toccarmi la guancia con un dito screpolato.
Mi dispiace che non ero qui.
I miei occhi si spalancarono, facendo entrare la luce della
lampada della scrivania di mia madre. Se non vuoi piangere, te
lo puoi impedire guardando dentro la luce.  meglio tenersi
dentro il dolore. Il dolore dentro lavora come fanno le api o le
formiche, costruendo strutture curiose e perfette,
complicandoti. Il dolore fuori significa che vuoi qualcosa da qualcuno, e ci
sono buone probabilit che non lo otterrai.
Pi tardi eravamo seduti sulle estremit opposte del divano, a
bere caff nero. Le nostre gambe si toccavano e io strofinavo i
piedi uno contro l'altro sotto il coccige di Jack. Avevo l'abitudine
di strofinarmi i piedi dietro la schiena di pap quando leggeva
o quando lui e Marilyn guardavano quella vecchia trasmissione
poliziesca, Mannix, o il folle programma di Dean Martin,
quello con la scala a chiocciola. A casa di mio padre faceva sempre
un freddo cane.
Frullano come una macchinetta!, disse Jack dei miei piedi,
e proprio in quel momento la stazione radio rock WPLR suon
Maybe I'm Amazed. La canzone stava suonando la prima volta
che ci incontrammo, e per coincidenza l'avevamo sentita tante
volte suonare, il che in qualche modo l'aveva trasformata nella
nostra canzone, anche se tutti dicevano che era curioso che ci
piacessero i Wings. Jack lasci i miei piedi scoperti quando si alz
per aumentare il volume.
Voglio fare una cover di questa canzone con il gruppo, disse,
facendosi ricadere gi. Lui, Dan Lewis e il cugino di Dan
Marvin, noto anche come Smokey Cologne, avevano un gruppo,
gli Atomic Tangerine. Gridando con moderazione, Jack cant
insieme alla radio. Der ner ne ner ner ner ne ne.
Finita la canzone, sentimmo un rumore alle nostre spalle. Piegammo
la testa all'indietro sopra i braccioli del divano. Kate era
in piedi nell'atrio vicino alla porta d'ingresso.
Katie!, grid Jack. Si alz e cominci a camminare intorno
al divano, probabilmente per abbracciarla o dirle che gli dispiaceva
per la morte di sua madre.
Ehi, Jack, disse Kate tagliando corto ed evitando di guardarlo
negli occhi.
Ci fu una pausa, che gli rese difficile capire cosa fare. Si adombr
e torn da me. Per un po' restammo seduti. Kate allung il
collo per guardarsi nello specchio sopra il caminetto, poi si tolse
il maglione e me lo fece cadere addosso per scherzo.
Com' andato il gruppo di teatro?, le chiesi.
Bene, disse, scuotendo i capelli per scioglierli. Abbiamo
fatto le improvvisazioni.
Un gruppo scolastico di sabato?, chiese Jack derisoriamente.
 un gruppo comunista?
Kate si avvicin alla mensola del camino e sal sul focolare per
guardarsi pi da vicino.  teatro, Jack, disse. Ci vuole impegno.
Si volt e fece un sorriso falso. Ah bene, lascer voi due
piccioncini da soli.
Sal le scale con passo pesante, la porta sbatt, e il suo stereo
si accese. Il suo stereo, non lo stereo della casa. Di colpo ce n'erano
due. Presto sentimmo la musica di Chelsea Morning di Joni
Mitchell che esplodeva dal soffitto.
Le ha dato di volta il cervello da quando  morta sua madre
o cosa? Jack guardava verso la scala. Piccioncini? Teatro? Si sta
trasformando in quella cazzo di Blanche DuBois. Mi strapp il
maglione di Kate dal petto, stringendolo e mettendolo sul tavolino
da caff. Da quanto va avanti questa storia?
Scossi la testa. Non riuscivo a ricordare il tempo precedente,
o come fosse la situazione prima. C'erano le cose che facevamo,
cose pratiche, e quelle erano facili da ricordare - giocare, andare
in bicicletta, cantare. Quanto alle cose che avevamo evocato o
nelle quali avevamo creduto, quelle erano difficili da ritrovare.
Jack mi attrasse vicino a s, baciandomi la testa. Non avrei
mai pensato di dire una cosa del genere, ma usciamo di qui, cazzo,
e andiamo a casa mia.
Erano quasi le sette. Avevamo solo una mezz'ora per stare soli
a casa di Jack. I suoi genitori stavano finendo di cenare da Gordon
ad Amagansett, dove avevano una prenotazione alle sei. Alle sette
e quindici sua madre avrebbe lasciato suo padre al Jitney, e per
le sette e trenta sarebbe stata a casa. Il signor Fleming sarebbe
arrivato a Manhattan due ore e mezza dopo. Avevano un appartamento
tra Madison Avenue e 87th Street. Lui lavorava alla
Ogilvy & Mather, l'agenzia di pubblicit.
Niente di creativo, diceva Jack; ci metteva un attimo a raddrizzare
la gente prima che cercasse di collegarlo a suo padre. 
un senior account manager per la Schweppes. Sai, l'acqua tonica.
 Schweppes effervescenza.
Perch tuo padre deve rientrare di sabato?, chiesi.
Perch oggi sono arrivato io, disse Jack. Sa filarsela alla
grande.
A casa dei Fleming, il cane della sorella di Jack, Mariah, abbai,
quindi lui le diede un calcio. Non proprio un calcio, solo una specie
di spintarella da una parte con la punta del piede. All'interno,
l'aria era pesante per l'odore di acqua di colonia. Mi spavent pensare
all'ombra con la pancia a barilotto del signor Fleming che
compariva all'improvviso a bloccare la soglia di una porta.
Che profumo usa?, arricciai il naso. Lagerfeld?
Piscio di gatto, disse Jack. Forse pensa che qualcuna se lo
scoper sull'autobus.
Mariah si mosse furtivamente scavalcando le nostre caviglie
mentre ci dirigevamo nel corridoio. Sta' lontana da quella bestia,
mi avvert Jack.  dei servizi.
Gli chiesi cosa significasse che era dei servizi. Mi disse che era
una specie di spia.
Imbocc le scale, con le scarpe da ginnastica luride che si conficcavano
nelle basse profondit. C'era qualcosa di squallido in
quella visione. Io aspetto qui, dissi. Al signore e alla signora
Fleming non piaceva che andassimo su quando erano fuori.
Jack mi prese la mano.
Forza, Evie. Te lo giuro, solo un minuto.
Nel lato sud-occidentale della soffitta, Jack aveva costruito un rifugio
per se stesso. Diceva che era l'unica stanza della casa incontaminata
da damaschi e deodoranti. Le finestre avevano le imposte
chiuse, la tinta sulle pareti era grigio carbone, e i pavimenti
erano di legno nudo perch, tre mesi dopo che ci eravamo conosciuti,
Jack aveva tirato via la moquette. Era il giorno prima della
sua presunta partenza per il collegio - la domenica della Festa del
Lavoro del 1978. La sua intenzione era stata quella di distruggere
tutta la stanza e dopo tutta la casa, inclusa la tettoia per le auto.
Soprattutto la tettoia per le auto, aveva dichiarato. Non
avevo dubbi sul fatto che facesse sul serio. A differenza di tanta
gente che dice di odiare i suoi genitori, Jake li odiava davvero.
Aveva cercato in tutta sincerit di parlare con i suoi, per scusarsi
di alcune cose, per ragionare con loro dei suoi sentimenti,
per chiedergli se per favore poteva trascorrere gli ultimi due anni
del liceo a East Hampton, e che non lo mandassero via. Io ero andata
con lui per dargli appoggio morale - solo non fino in fondo.
Aspettavo alla fine della strada, sulla veranda della chiesa presbiteriana.
Mi ero portata un libro, perch immaginavo che ci sarebbe
voluto un po'. Ma Jack ricomparve dopo dieci minuti.
 stata una cosa veloce, dissi. Che  successo?
Che  successo, ripet Jack. Hmmm, vediamo. Mi prese il
libro e cominci a batterselo sulla coscia. Cerco di appianare le
cose. Giuro di uniformarmi. Sono seduto l, a umiliarmi completamente,
cazzo. Gli dico che non voglio perderti.
E..., lo sprono dolcemente.
Mia madre  sicura che rimarremo amici. Dice: Potete scrivervi.
Odiavo quando la sua voce suonava disperata e sola proprio
nei casi in cui non doveva esserlo, non quando io ero l.
Poi, disse Jack, il grasso bastardo va alla griglia del barbecue,
ignorandomi totalmente, e dice: Dai, Susan. Non voglio
che quelle costolette si carbonizzino.
Carbonizzino, dissi. Accidenti. Chi usa una parola come
carbonizzarsi?
I grassi bastardi, afferm Jack. I froci delle agenzie di pubblicit.
I neoconservatori. Ecco chi.
All'alba del mattino dopo, si port un coltello in camera. Dopo
aver tagliato le tende e fatto a brandelli la moquette, aveva intenzione
di attaccare le pareti, ma sotto il tappeto al centro della
stanza aveva scoperto una vecchissima cartolina natalizia con
i margini macchiati che sembrava potesse risalire pi o meno ai
primi del Novecento. All'interno, in una calligrafia infantile, c'era
scritto: Eveline.
Mi premette la cartolina aperta tra le mani. Io ero in mutandine
e maglietta, e stavamo in piedi nel vialetto d'accesso vicino
al garage perch era presto e quella era la strada clandestina per
la mia camera da letto, se non volevi svegliare altra gente. Aveva
il fiatone perch aveva corso. Mi port con uno strattone alla luce
del sole, mi diede la cartolina, si mise le mani sui fianchi e si
pieg per riprendere fiato.
Guardai dalla cartolina alla sua faccia. Non capisco.
L'ho trovata! Nella mia stanza. Stavo tirando via la moquette.
Gli chiesi se ne era sicuro.
Certo che sono sicuro!
Forse ce l'ha messa qualcuno, dissi. Tipo, nascosta.
Quel tappeto  l da anni, disse. In pi, non conosciamo
nessuno di cos interessante. E a che scopo, poi?
Si lasci cadere sull'erba bagnata di rugiada. Anch'io mi lasciai
cadere.
Ascolta, mi istru. Sto tagliando e strappando la moquette.
Sto buttando i pezzi gi per le scale, e sto alzando un inferno
di polvere e altra merda per farli veramente incazzare, e
proprio mentre sto per spaccare le finestre e staccare con una leva
la cornice, vedo questa cartolina per terra. Jack gesticolava con
le mani mentre parlava, cosa che non aveva quasi mai fatto. Vado
l e la tiro su. Ci sono gli angeli sopra. Li hai visti, gli angeli?,
mi chiese.
Li ho visti, dissi.
Guarda quegli angeli, cazzo", insist, spingendomi di nuovo
in mano la cartolina.
"S", giurai. "Li vedo".
E questo, lo hai visto, questo? Jack la riapr e tamburell sul
mio nome. Era scarabocchiato in un corsivo tutto curve inclinato
a destra, in una calligrafia antiquata - Eveline. Avrei potuto
ucciderlo, disse. Avrei potuto farlo stavolta, se avesse salito quelle
scale. Guard a terra, inebetito. Avresti dovuto vedermi. Avevo
un coltello in una mano, e nell'altra mano la cartolina.
Part per il collegio a Kent, nel Connecticut, pi tardi quel
giorno senza litigare. Port con s la cartolina, e nel vialetto d'accesso
dei Fleming, dove ci salutammo, mi promise solennemente
in privato, ma davanti a Dio e a chiunque altro, cazzo, di portarla
con s ovunque fosse andato per il resto della sua misera vita,
cazzo, come un promemoria mistico ma tangibile del fatto
che, indipendentemente da quanto io e lui potessimo allontanarci,
in fondo eravamo una cosa sola, che eravamo destinati a
essere una cosa sola, che le cose sarebbero andate secondo natura,
e che nessuno poteva impedire al destino di realizzarsi, neanche
noi, perch eravamo legati - spiritualmente. Capito?, disse,
mentre sua sorella, Elizabeth, si appoggiava sul clacson della
New Yorker di famiglia.
Capisco, dissi, perch veramente capivo, e per suggellare il
giuramento ci baciammo. Picchi sulla porta del passeggero. Prima
di salire, fece un gesto finale con il dito medio verso i suoi
genitori, che se ne stavano nascosti alla grande dietro le tende del
salotto. Poi part, e rimase a Kent finch non si ritir il giorno
del Ringraziamento. Era stato via solo tre mesi, ma erano sembrati
pi di mille anni.
Jack stava svuotando lo zaino dell'estate. Aveva un odore di erica,
cera e terriccio, ed era tutto coperto dalle spillette della campagna
presidenziale di Carter del 1976: IL JERSEY AMA CARTER-
MONDALE, IL SINDACATO PER CARTER-MONDALE, BASTA AL
RETAGGIO DI NIXON - VOTA JIMMY CARTER, e il superpreferito
di Jack, CARTER  BRAVISSIMO, in italiano. L'odore dipendeva
probabilmente dal campeggio in montagna, ma con Jack non si
poteva mai sapere.
Tir fuori la cartolina dal fondo della sua borsa e la mise sul
ripiano della scrivania. Io la toccai, la parte interna con il mio
nome, perch mi portasse fortuna, poi mi sedetti sul letto. Il letto
di Jack era costruito nella stanza, incuneato nell'angolo, quadrato
e alto. Quando ti ci sedevi, i piedi non toccavano terra.
Fissata al lungo muro sopra di esso, c'era una mensola per conchiglie,
fossili, guide per escursioni e cose in bottiglia tipo farfalle,
e anche ossa e libri. Un mondo di funghi. Lo straniero.
Demian. In Demian, Jack aveva trovato Abraxas.
Come sull'album dei Santana - Abraxas. C' una citazione
da Hermann Hesse sulla copertina, disse. Quant' fico che
Santana legga Hesse?
Al di l del letto, il suo impianto stereo Technics era sistemato
attentamente sulle cassette del latte Schwenk, il caseificio locale;
ce n'erano dodici impilate, larghezza un metro e venti, altezza
novanta centimetri, tutte piene di album - alcuni rock, alcuni
punk, ma soprattutto jazz e blues. Sopra c'erano cinque chitarre,
compresa una Martin D-28 del 1968 con un ponte di palissandro
brasiliano e una Gibson Les Paul Standard con rifiniture
sunburst e pickup humbucking. Vicino al suo cuscino c'era un
topo imbottito che avevo fatto per il corso di applicazioni tecniche
in seconda media, l'unica cosa che avessi mai cucito.
Non posso credere che tu abbia ancora quel topo, dissi. Ero
tremenda nel cucito. Ti piace veramente, o semplicemente ti
dispiace per me?
Mi piace proprio. Anche se mi capita anche di essere dispiaciuto
per te.
Mi baci le sopracciglia e si lasci cadere sopra di me.
Jack, sussurrai a disagio, spingendolo via. Usciamo di qui.
Ci fermammo a vedere gli alberi di Main Street. Gli olmi giganti
di East Hampton stavano morendo per una malattia che si chiamava
grafiosi dell'olmo, e molti erano stati marchiati per essere
rimossi.
Sono venuto direttamente a casa tua, mi spieg Jack. Non
ho avuto modo di controllare gli alberi.
Jack era disteso sull'erba di fronte all'Huntington Inn, con la
testa che spuntava dal marciapiede sul canaletto di scolo. Guardavo
le gomme delle macchine che superavano sfrecciando il suo
collo allungato, e mi chiedevo se lo avrebbero decapitato. La maglietta
dei Jethro Tull che non si era infilato nei pantaloni gli era
salita fino al petto, e i jeans gli erano scivolati gi scoprendo l'elastico
di un paio di boxer. C'erano dei disegnini di go-go dancer
rossi. Erano miei, anzi di mio padre, degli anni Cinquanta. Strisciai
sull'erba e mi misi vicino a lui, anch'io a faccia in su.
Questo qui  impressionante, disse. Il ramo che d su Main
Street  come un braccio piegato all'altezza del gomito. Presto
non ci sar pi.
Le strade del paese erano piene di nebbia. Lungo la strada verso
la pizzeria, continuai a tirar su le mani come per scostare delle
tende. Jack stava dicendo che i ginepri nel Wyoming hanno dei
coni tondi blu che somigliano all'uva e che Rick Ruddle aveva
detto che inalare il laudano tranquillizza la mente. Rick Ruddle
era il capo delle escursioni a piedi di Jack e faceva l'ingegnere del
suono a Portland.
La pizzeria Brothers Four era gremita. C'era Troy Resnick con
Min Kessler, la figlia dell'oculista. Jack e Troy fecero battere le
mani in modo sciolto.
Com' andato il viaggio, amico?, chiese Troy.
Jack disse: Esagerato, amico.
Troy esamin i Kryps color cocomero sullo skateboard di Jack,
e Jack inform Troy che il suo taglio di capelli faceva schifo al
cazzo. Tirai su una copia di Dan's Papers da una pila per terra e
presi il tavolo sul davanti. Attraverso il nastro di foschia che divideva
Newtown Lane, l'insegna rossa al neon del Sam's Restaurant
sembrava rosso lattiginoso ed effetto noir, e mi faceva pensare
ai libri gialli - uno sparo isolato. Un tonfo, un cadavere, dei
passi, un investigatore.
Ci becchiamo dopo, amico, sentii dire a Jack.
Troy ricominci a mangiare rumorosamente il formaggio. Ci
vediamo in spiaggia.
Quale, Wiborg?, chiese Jack.
Indian Wells.
Troppo lontana, disse Jack. Non ho la macchina, e sulla
tua non ci vengo. Guidi da schifo.
Altri ragazzi cominciarono a chiamare Jack a voce alta. Lui indirizz
una serie di apatici ciao, poi dichiar infastidito: Sentite,
gente, devo andarmi a prendere da mangiare, cazzo.
Al bancone ordin due fette e fiss intensamente Dino e
Vinny mentre aspettava. Quei due irritavano Jack, per come
pensavano di essere maschi. A Jack piaceva dire che dovevano
avere dei grossi cazzoni pelosi sotto quei grembiuli macchiati
dall'olio della pizza. Quanto a lui, Jack li strabiliava, perch era
cos gracile e trascurato ma aveva una ragazza come me. Jack
sembrava incarnare quello che per loro era il problema dell'America.
Dino scuoteva semplicemente la testa quando ci vedeva,
cosa che compiaceva infinitamente Jack. A Jack piaceva portarmi
l; ci andavamo circa tre volte alla settimana.
Jack deposit due piatti di carta sul tavolo, ognuno con la sua
fetta sporgente, e i piatti mulinarono un po' per il grasso che colava.
Jack abbass il mento sul piano del tavolo e morse la sua
fetta piegata. Minchioni, disse attraverso il cibo. Non sapeva
bene cosa fosse un minchione, lo aveva solo sentito una volta in
un film intitolato Mean Streets, che mio pap ci aveva portato a
vedere. Da quel momento, chiunque lo facesse incazzare era un
minchione. Strappai la crosta dalla mia fetta e masticai. Jack volle
sapere se i tizi della pizza mi avessero rotto le scatole mentre
lui era via.
Questa  la prima volta che vengo qui da quando sei partito,
dissi.
Tir indietro la testa per bere la sua bibita dalla lattina. I capelli
gli si aprirono a ventaglio sulle spalle, e io gli vidi il pomo
d'Adamo andare su e gi. Non mi piace mai vederlo, il pomo
d'Adamo. Mi girai da un'altra parte; Dino ci stava fissando.
Andiamo, Jack, dissi alzandomi, tirandomi il maglione sulle
spalle e chiudendomi un bottone sul collo. Il film comincia tra
cinque minuti. Ci perderemo le gocce di petrolio. Prima dell'inizio
di ogni film, il cinema proiettava gocce di petrolio che si
spargevano sullo schermo, una specie di lampada di lava gigante.
Giusto, disse, saltando in piedi per afferrare lo skateboard.
Quando buttai l'avanzo della mia pizza nella spazzatura, lui lo
prese al volo prima che raggiungesse il bidone e se lo cacci in
bocca.
Appena cominciammo a camminare verso il cinema, salt sul
suo skateboard e sfrecci accanto a me sulla strada. Jack era bello,
in un modo sciatto e risoluto, come  bello un fienile in sfacelo
in mezzo a un campo verde lussureggiante. Era vero che era
cambiato durante l'estate, o forse ero io che ero cambiata. Dissi:
Non posso credere che finalmente siamo all'ultimo anno.
Ci stavo giusto pensando, disse mentre saliva sul marciapiede,
e poi saltava di nuovo gi di fronte al Tony's Sporting
Goods. Troy si fa il protossido d'azoto, stanotte. Per questo vuole
che ci vediamo dopo.
Non  come respirare dentro una busta di carta?
S.  proprio una stronzata. Per questo  divertente. Si avvicin
a Newtown e Main, e all'angolo piroett dolcemente sulle
ruote posteriori. Aveva le braccia piegate sui gomiti, la gamba
destra distesa, la gamba sinistra flessa. I suoi capelli mulinavano
leggermente. Poi salt gi, facendo balzare l'estremit anteriore
dello skateboard nella sua mano all'erta, e aspett che lo raggiungessi.
Ci incontrammo al semaforo.
La gamba ti d ancora noia?, gli chiesi.
Nooo, disse. Qualche volta.
Jack aveva un'ingessatura quando ci conoscemmo. L'estate del
1978  un saggio di amara ironia, gli piaceva dire. Nel bel mezzo
del periodo peggiore di una vita particolarmente di merda, ho
incontrato te.
Per via della gamba rotta, Jack aveva dovuto rinunciare al suo
viaggio annuale con l'associazione Outward Bound, il che significava
che era bloccato a casa con la sua famiglia. Per settimane
non era neanche stato in grado di salire le tre rampe fino in camera
sua, quindi aveva dovuto dormire nella tavernetta, o, come
diceva lui, nel colon traverso della casa, dove tutta la merda si ferma
e fermenta prima di passare oltre. Jack era stato costretto a sopportare
gli insignificanti meccanismi della vita di famiglia - ogni
cena e telefonata, ogni tintinnio di chiave e armadietto sbattuto.
Una volta lui e suo padre avevano litigato cos violentemente
che il signor Fleming aveva chiamato la polizia.
Che cosa hai fatto?, chiesi.
L'ho minacciato con un'arma.
Un fucile?
No, mi confid. Non ci arrivavo, a prendere il fucile. Un
coltello.
Un coltello? Avevi la gamba rotta! Non pu essersi spaventato.
Jack scroll le spalle. Che ti posso dire? Ho una mira perfetta.
Conoscevo Jack da scuola; lo conoscevano tutti per via degli
Atomic Tangerine. Prima di quello, lui e Kate avevano avuto la
stessa insegnante di pianoforte, Laura Lipton, un'autrice di canzoni
di Sag Harbor con un cane, Max, che faceva l'attore in televisione
- Ken-L Ration, Chuck Wagon e via di seguito. Di tanto
in tanto la lezione di Kate invadeva quella di Jack, e lei si metteva
a giocare col cane solo per restare l nei paraggi ad ascoltare.
Dopo mi chiamava per dirmi quanto suonava bene Jack Fleming.
In realt non avevamo mai parlato fino al giorno all'inizio dell'estate
quando era venuto con i suoi genitori al Lobster Roll, dove
la sua sorella maggiore, Elizabeth, faceva la cameriera e io l'aiuto
cameriera. Lo osservai dall'altra parte della sala. Non avevo mai
visto nessuno cos inquieto in vita mia. Mentre suo padre parlava
senza sosta, Jack fissava fuori dalla finestra con lo sguardo su
Napeague Highway, facendo sferragliare il cucchiaio sul gesso,
con un ritmo segreto. Abbassava il viso sul tavolo per sorseggiare
l'acqua. La sua gamba rotta era sorretta da una seconda sedia.
Elizabeth mi chiese di portargli le bevande. Ti prego, loro
non li posso servire.
Il vassoio da cocktail era appoggiato sul piatto del mio avambraccio
sinistro, e mi piegai per depositare tutte le bibite con attenzione.
Non potei fare a meno di notare come il sole del pomeriggio
cadeva sul volto di Jack, e il bagliore trasparente dei
suoi occhi. Quando guardavo dentro quegli occhi, non riuscivo
a staccare lo sguardo. Diventavano un bellissimo orizzonte, possedimenti
di nuvole e venti di ghiaccio e insinuazioni di uccelli.
Considerai tristemente il mondo che vedeva attraverso quegli
occhi. Probabilmente niente nella vita reale poteva eguagliare la
purezza di visione che contemplavano.
Il signor Fleming mi chiese come mi chiamassi.
Poggiai il suo bicchiere di carta di Chardonnay.
Dissi: Eveline.
Eveline? Fan-few-tico! Cominci a cantare. Eveline, Evangeline.
Consegnai la Coca-Cola di Jack, e il mio seno sfior accidentalmente
il suo braccio destro, un po' sotto la spalla. Entrambi
ci irrigidimmo.
Quale dei tuoi genitori legge Longfellow?, domand il signor
Fleming. Jack si spost in maniera protettiva come per nascondermi.
Mia madre, risposi, insegna poesia. Anche racconti e Shakespeare.
Ma credo che il mio nome venga da Gente di Dublino.
Joyce - bah. Sopravvalutato, sbrait il signor Fleming chiudendo
il discorso. Vediamo, vediamo, Longfellow. E un bel po'
di tempo.
Dove insegna tua madre, cara?, lo interruppe la signora Fleming.
Al Southampton College, dissi. Il signor Fleming si schiar
la gola e cominci a recitare. Dolce Evangeline - eccetera, eccetera,
qualcosa, qualcosa, qualcosa - Quando fu passata, fu come
se fosse cessata una musica deliziosa.
Jack lo guard in cagnesco e batt le mani tre volte molto,
molto lentamente.
Be', allora, Eveline-Evangeline, disse il signor Fleming. Che
cosa intendi fare con la grande fortuna che avrai accumulato alla
fine dell'estate?
Oh. Non lo so ancora. Probabilmente ci comprer vernici e
cose del genere. Sa, cose per dipingere, dissi.
Lui taceva - tutti tacevano - meravigliati senza dubbio dalla
sincerit priva di ironia della mia risposta. Mentre consegnavo le
cannucce e sparecchiavo i piatti sporchi degli antipasti, sentii per
la prima di molte volte l'intensit dello sguardo di Jack e il sangue
che affluiva oscuramente sulle mie guance.
Nella postazione delle cameriere, Elizabeth guarniva bicchieri
di t freddo con fettine di limone e parlava di Jack. Io ascoltavo
dal lato lontano del divisorio in graticcio. Era buffo vedere
la sua faccia dopo aver visto quella di lui - quella di lui era molto
pi carina. I suoi genitori le avevano tentate tutte, disse. Disse
che Jack era andato dagli psichiatri da quando aveva sette anni,
che era un paziente non arrendevole, che aveva preso pi farmaci
di quanti erano gli Stati d'America, che aveva talento per
la musica, e che lo avevano appena iscritto in collegio vicino a
casa dei nonni nel Connecticut. Partiva a settembre. Qualche
settimana fa ha cercato di uccidere mio padre, sapete, sussurr
Elizabeth a Sue e Renata.
Renata ammise di averlo letto sull'East Hampton Star.
Dovrebbe ringraziare Iddio che andr a scuola invece che in
prigione. Elizabeth si iss un vassoio sul braccio e se ne and.
Poich non avevo mai parlato con Jack, non potevo ergermi a
suo difensore. Ma pensai che almeno avrei dovuto dirgli come la
pensavo su quello che avevo sentito. In un certo senso hai l'obbligo
di dire a qualcuno che pu fidarsi di te pi di quanto possa
fidarsi della sua stessa sorella.
Nessuno offr a Jack una mano mentre si preparavano a uscire.
Io gli tenni la sedia mentre si alzava, e lo seguii per tenergli
la porta aperta.
Buona fortuna, signora Evangeline, tuon il signor Fleming
sopra la testa di sua moglie mentre lei attraversava il vestibolo
per raggiungerlo. Anche se non credo che ne avr bisogno.
Jack pass rapidamente con il corpo sospeso molto al di l
delle stampelle.
Grazie, borbott, e io entrai con lui nel corridoio, cosa che
sembr rendere tutti increduli, compresa me.
Il signor Fleming ammicc con l'aria di saperla lunga. Ci vediamo
fuori, figliolo.
Mi spiace per quello che ha detto, disse Jack quando furono
usciti.  un coglione.
Non importa, gli assicurai, intimidita perch ero l'obiettivo
dei suoi occhi. All'interno dei cerchi di smalto blu c'erano dei
puntini, delle stelline che luccicavano. Allora, quando ti togli il
gesso?"
Gioved, disse caustico, tirandosi fuori la parola con le pinze.
Guard a terra. Senza alzare la testa, i suoi occhi tornarono
nei miei. Dire che fosse bello non era del tutto appropriato, non
del tutto sufficiente: lo sguardo nei suoi occhi aveva qualcosa di
trascendente. Alla radio del ristorante c'era quella canzone dei
Wings, Maybe I'm Amazed.
Guardammo le macchine che sfrecciavano sul rettilineo di
Napeague.
Fatti vedere, qualche volta, dissi.
A che ora stacchi?
Gli dissi alle cinque.
Va bene, disse, muovendosi, ci vediamo alle sei.
Aspetta, lo chiamai. Non sai dove abito.
Si ferm alla porta. Vicino ai binari, disse. Poi se ne and,
con la sua figura compatta che spuntava con grazia tra le pallide
stampelle scintillanti.
La gente mi chiedeva sempre perch uscissi con lui. Semplicemente
mi piaceva pi di chiunque altro. Non aveva quel torace
gonfiato o quell'aria dalle spalle rigide che avevano gli altri ragazzi.
Jack era magro, ma fluido, sciolto nelle gambe, e, anche se
era attento con me, i rischi che correva con se stesso erano autentici.
Una sera lui, Dan e Smokey Cologne avevano finito l'erba,
e decisero di fumare foglie di origano e bere sciroppo per la
tosse alla codeina. Per una scommessa, Smokey trangugi una
dose di ammorbidente Downy e dovettero fargli la lavanda gastrica.
Dopo l'ospedale, vennero a casa mia e cominciarono a
tuffarsi come kamikaze gi da dietro il divano finch Dan si ruppe
il naso e furono costretti a tornare all'ospedale. Jack aveva
provato il peyote nel New Mexico e l'LSD al Roxy durante un
concerto di George Thorogood - un incubo rockabilly, lo aveva
definito. Aveva sniffato speed e si era fatto di cocaina. Odiava la
coca. Finisco per sorridere tutta la sera, cazzo.
Davvero non mi disturbava se era fatto. Era come un corpo
senza pelle, e doveva desensibilizzarsi. Non mi importava il modo
in cui preannunciava il suo disappunto, definendo tutto insensato
e l'esistenza priva di scopo. Immaginavo solo che fosse
un modo per proteggersi. La sola cosa veramente minacciosa che
abbia mai notato in Jack era il suo eccesso di fiducia in se stesso
- un ego grandissimo  una cosa pericolosa in qualcuno cos malinconico.
Non era possibile dissuaderlo dalle sue convinzioni
pi nere, e chiunque non fosse d'accordo con lui faceva parte di
tutto il cazzo di problema, tanto per cominciare. Anche se non
glielo avrei mai detto per niente al mondo, Jack era proprio figlio
di suo padre.
Stavamo dormendo in un campo aperto, disse Jack mentre
avanzavamo nella fila per il cinema. Nel Montana. Dopo l'alba,
sentimmo uno strano rumore sibilante.
Un UFO!, dissi. Jack e io ne avevamo visto uno ad Albert
Landing una volta. Somigliava all'unione di due cerchi, sembrava
un mucchietto di sale pizzicato al centro.
No, quasi. Era una mongolfiera ad aria calda, disse. Che si
librava. Come un arcobaleno di gomma. Siamo saltati fuori dai
sacchi a pelo e le siamo corsi dietro, tutti nudi. Jack sarebbe stato
un bravo indiano. Sapeva accendere il fuoco con la lente d'ingrandimento
e dormire nudo sulle montagne al freddo. Sapeva
fare nodi dai quali non riuscivi a liberarti.
Anche le ragazze?
Due per Amityville Horror, disse Jack a LizBeth Bennett,
che stava lavorando al botteghino. Lei strapp due biglietti rosa
da un rocchetto. S, rispose, anche le ragazze.
Non mi disturbava che avesse visto le ragazze nude e che magari
avesse fatto l'amore con loro. Ero solo invidiosa dei posti
che aveva visitato. Ero stata soltanto in otto Stati, principalmente
con mio padre. Jack era stato in ventisei, sempre da solo.
Si infil in tasca il resto arrotolato disordinatamente.
Ci ho scritto una canzone.
Sulla mongolfiera?, chiesi.
Sul fatto che tu non eri l a guardarla, disse.
Ci sedemmo in terza fila e seguimmo le gocce di petrolio che
si spandevano sullo schermo cinematografico. Jack tir fuori il
suo diario nero dal cappotto per mostrarmi quello che aveva raccolto
e catalogato e tutte le canzoni che aveva scritto per me durante
il viaggio. I suoi disegni erano densi e ossessivamente dettagliati,
quasi matematici, come quelli di Leonardo. La maggior
parte delle pagine conteneva variazioni dello stesso paesaggio a rovescio e inclinato. Come un vortice, come l'acqua che scende
nello scarico della vasca da bagno.
Questo  sui monti Teton, mi spieg solennemente. Il suo
gruppo doveva attraversare un crinale con discese a strapiombo da
entrambe le parti, e c'era questa targhetta di plastica gialla inchiodata
nel punto in cui un tizio era precipitato gi di sotto. Sarebbe
stato cos facile, Evie. Jack utilizzava il mio nome per dare enfasi
alla frase, e io ascoltai con attenzione. Eravamo sprofondati
nelle poltrone, cos in basso che probabilmente le persone dietro
di noi non potevano vedere le nostre teste, ma solo le nostre ginocchia
puntellate sui sedili di fronte a noi. Gli tenevo il bicipite
con due mani avvolte intorno alla giacca a vento rossa. Caduta
libera. Mi sarei fatto a pezzi e spiaccicato. Le sue mani si allargarono
in due opposte direzioni, distribuito, in un certo senso,
S, distribuito, dissi io. Come tornare alla materia grezza.
S, distribuito, disse, esattamente, s.
Mi piacque l'idea di segnare il posto in cui una vita finisce invece
di quello in cui  sepolto un cadavere. E anche l'idea di
lasciare i resti l dove sono.  gi abbastanza tremendo essere morti,
ma  peggio ancora avere gente che ti vede morto, avere mani
vive che sentono te morto, ti sballottano e ti vestono, ti infilano
a forza le braccia che si stanno indurendo in maniche pulite
e piangono sul tuo corpo prosciugato dal sangue. Alle veglie e
ai funerali, la gente dice che un corpo morto riposa, ma in
realt  al lavoro. Il cadavere assiste i vivi, arresta il tempo. Aiuta
a posporre la realt della perdita. E difficile capire cosa sia peggio,
non rivedere mai pi una persona amata o rivederla stracolma
di fissativo e formaldeide, plastica, siero, alcali e agglomeranti,
e sentire la gente che mormora: Sembra cos tranquilla,
quando quello che intende veramente : E imbottita come uno
spaventapasseri di glicerina. Probabilmente lo spirito di quell'uomo
che arrampicava in montagna stava andando alla deriva immobile
come un'aquila che si libra sul posto. Le bandiere sventolano
in quel modo, agitandosi grandiosamente verso il nulla.
Mi sei mancata, disse Jack.
Anche lui mi era mancato. Presi una manciata di popcorn,
poi portai il pugno alla sua bocca, spingendogli alcuni chicchi
dolcemente in bocca. Mangi finch arriv alla mia mano, che
morse piano. Il proiettore sobbalz in avanti, e il suo volto lampeggi
di neve blu.
Quella targhetta che indica la morte  una figata, gli sussurrai
per rallegrarlo. Jack poteva essere rapido nel voltarsi, e all'improvviso
sembr gi. Invece dei cimiteri.
Ah, figurati. E un'idea fasulla. Ci sarebbero corpi ovunque.
Non corpi. Targhette. I corpi vengono cremati.
Vero, disse con rinnovato interesse. Le autostrade sarebbero
piene. Odiavamo le autostrade.
Voglio che la mia targhetta sia sospesa a mezz'aria, voglio solo che non tocchi il fianco della montagna, come se fossi morta
per lo shock durante una caduta da una cima. O forse proiettata
in avanti come il logo di Batman, se  mai possibile.
Certo che lo , riflett Jack, se venissi sparata da un cannone.
Ma dovresti essere un clown per morire cos.
Che schifo, disse Jack. Morire come un clown.
Gli chiesi dove gli sarebbe piaciuto che fosse la sua targhetta.
Jack disse: Esattamente qui. Mi tocc l'interno del gomito.
Una volta, dopo che io e Jack ci eravamo conosciuti, lo nominai
al mio amico Denny. Denny e io eravamo distesi sulle scale fuori
dalla rimessa. La porta dietro di noi era aperta, e la luce dall'interno
bastava a creare una pallida pozza intorno ai nostri corpi
reclinati. Sembravamo foche su un iceberg.
Le foche sono grasse, disse Denny. E poi  luglio. Stava
facendo a pezzetti dei bastoncini e li tirava alle lucciole. Facciamo
che siamo dei naufraghi. Su un atollo.
Quando dovetti fare pip, andai dietro la rimessa. Ci sarebbe
voluto troppo per andare fino a casa, e non si poteva mai sapere
quando Denny avrebbe tagliato la corda. Era riservato sulla sua
vita personale, e spesso faceva progetti che non mi comunicava.
Ehi, Den, gridai, che ne pensi di Jack Fleming?
Jack Fleming?, grid Denny.  carino, se ti piace l'aria un
po' trasandata. Perch?
L'ho visto al ristorante.
Non mentre lavoravi, spero, disse Denny.  un po' ostile
verso l'industria dei servizi.
 venuto con sua mamma e suo pap, dissi quando tornai.
Mi sdraiai sulla pancia di Denny, e lui cominci a giocare con i
miei capelli.
Sono cos sottili, disse dei miei capelli. Come quella roba
bianca del granturco. Quelle fibre flessibili all'interno.
Mi fa una strana impressione, dissi, intendendo Jack, come
se dovessi fare qualcosa.
Lo hai mai sentito cantare?, chiese Denny. Ero a una festa
a casa di Dan Lewis e il loro gruppo suonava. Il gruppo faceva schifo,
ma quando Jack cantava da solo, era abbastanza incredibile.
Cosa suonava?
Roba normale - cover di canzoni di altra gente, credo.
Voglio dire, che strumento.
Dennis disse: Ah, suonava la chitarra.
Poche settimane dopo, Jack e io facemmo sesso. Avevamo sedici
anni e avevamo bevuto rum. Cominci quando Jack venne a
trovarmi nella rimessa. Invece di parlare, si appoggi al muro e
mi guard disegnare. Gli avevano appena tolto il gesso dalla
gamba, ed era la prima volta che lo vedevo senza stampelle. Un
bagliore arancione gli riscaldava il viso; veniva da una luce proveniente
da fuori che entrava dal vetro. Mi strofinai le mani sulle
gambe e mi tolsi i capelli che mi cadevano sugli occhi con il
dorso del polso. Quando mi alzai, Jack mi avvicin il viso al suo,
e mi diede un bacio.
I fuochi d'artifcio del Quattro Luglio esplosero sopra Main
Beach mentre andavamo da casa mia a casa sua. Quando cammini
di notte a East Hampton, il marciapiede diventa nero davanti
a te, e il mondo si inclina a sinistra. Sono le radici enormi
degli alberi che spaccano i vialetti di cemento.
Stai bene?, continuava a chiedermi Jack, e io continuavo a
dire: "S".
David's Lane  grandiosa e ampia. Ero passata davanti a casa
di Jack in bicicletta migliaia di volte, ma sembrava nuova di zecca
adesso che sapevo che ci abitava Jack. Una piazzola aperta sulla
quale spuntava l'erba conduceva a una facciata coloniale beige.
Anche dentro era beige, color pergamena e neutro, con mobili
misurati e moderati.
Le cose erano il contrario a casa mia. Mia madre raccattava in
continuazione un armadio cadente o una tavola da stiro a muro
antiquata alla discarica e se li portava a casa. La trovavo ad
aspettarmi sul prato davanti alla casa, ammaliata da qualche cimelio.
Praticamente ho dovuto tirar gi Dump Keith dalla sedia a rotelle
per avere questo, diceva.
In qualche modo eravamo sempre sole, quelle sere; magari
non voleva distrazioni o interferenze. Io e te sappiamo spostare
i mobili meglio di qualsiasi coppia di uomini, gridava mamma
orgogliosamente mentre ci destreggiavamo con pezzi ingombranti
attraverso porte e scale. Ogni angolo della casa diventava idoneo
a una riorganizzazione. I telefoni venivano spostati, il contenuto
dei cassetti fatto ruotare, le camere da letto scambiate, il
voltaggio delle lampadine perfezionato, le sedie recuperate. Circondate
da pistole sparapunti, scampoli di stoffa e attrezzi che le
aveva dato mio padre, sbocconcellavamo davanti alla tv cene a
base di arrosto e torta di mele mentre sostituivamo il filo elettrico
di vecchie lampade, antichizzavamo oggetti di legno, fissavamo
specchi nel laterizio e corredavamo tavoli con gonnellini di
stoffa perfettamente plissettati.
Per fare spazio a un nuovo pezzo, ne dava via altri. Nargis Lata,
la sua amica professoressa del college, prese il sof elettrico, una
bizzarra poltrona a sdraio di legno con piastre di metallo incorporate
per riscaldarne le estremit. A Big John tocc il pouf ricamato
con i folletti neri, a pap e Marilyn il presepe balinese, e per
Natale un anno Walter il postino ricevette il cannone di rame alto
fino al ginocchio. Venne a prenderlo una domenica con la sua
station wagon blu stravaccata. Mia madre disse che senza l'uniforme
delle poste Walter sembrava denudato e portato alla luce
del giorno. Il suo rottweiler non ci fece avvicinare alla macchina.
Questa fa morire dal ridere, Walter, disse Powell. Di solito
i cani impediscono a te di avvicinarti.
Attraversai la casa dei Fleming, ascoltando gli scoppi pressurizzati
dei fuochi d'artificio che esplodevano, contando i colpi -
sedici, diciassette, venti. Sul piano della cucina, sotto un telefono
a muro Princess marrone chiaro, c'era una confezione di
medicine con sopra il nome di sua madre: Susan Fleming, 500 mg,
Bid. Ciclo 3. Tre cicli sembravano tanti. Tre sapevano di malattia
cronica. Vicino a una lista per Rita la cameriera, c'era una pila
ordinata di buste timbrate - bollette pagate da spedire. Un
paio di sandali di pelle da uomo con le cinghie erano vicino alla
porta di servizio su uno zerbino di paglia nuovo, e appeso a
un gancio sul muro bianco rivestito a pannelli di legno della lavanderia
c'era un portachiavi con una targhetta scintillante della
BMW. L'asciugatrice rimbalzava fiduciosamente. Ero quasi sicura
che ai Fleming non tornasse mai indietro un assegno e che
non mettessero il lucchetto sul quadrante del telefono per impedire
alla gente di usarlo e che non se ne andassero in giro a infilare
tutte le lampadine in un cesto di paglia per poi metterle nel
portabagagli della macchina ogni volta che la bolletta della
Lilco diventava troppo alta. L'ultima volta che mamma lo fece,
qualcuno tampon la Scamp e tutte le lampadine si ruppero.
Mi domandai come ci si sentisse a essere ricchi, o ad avere i
soldi, o almeno ad avere un certo senso di sicurezza. A casa nostra,
vivevamo nella paura cronica di quello che avrebbe portato
il giorno dopo. Eppure, nonostante i mezzi della sua famiglia,
non sembrava sbagliato dire che Jack aveva avuto una vita di privazioni.
A parte la sua collezione di dischi e le chitarre, tutti gli
oggetti di quella casa appartenevano esclusivamente al signore e
alla signora Fleming. Quando eravamo a casa mia o in citt, era
facile dimenticare i suoi parenti - era solo Jack. Ma pi la sua casa
mi diventava familiare, pi trovavo che Jack fosse inestricabilmente
legato a quella gente. I suoi genitori mantenevano il controllo
pi che altro usando strategie basate sul senso di colpa e
sulla paura, usando minacce di rifiuto, chiamando quello che
avevano accumulato roba loro, come se qualunque cosa fosse
stata guadagnata non provenisse dalla banca del tempo di famiglia,
contro l'interesse della famiglia.
Jack diede un colpetto al ripiano della cucina, facendomi
segno di sedermi. Infil la mano in un armadietto sopra il forno a
muro e prese il rum. Centottantuno gradi, mi inform. Il
mio vecchio lo ha preso in Giamaica. In un viaggio per giocare a
golf. Con la sua amichetta.
Ha una fidanzata? Sembrava difficile da credere. Avrebbe
avuto pi senso che la mamma di Jack avesse qualcun altro. Lei
infatti era una bella donna.
Un amichetta", mi corresse Jack. Salt su e si sedette accanto
a me, respirando a denti stretti perch aveva la gamba ancora
dolorante. Ne ha avute parecchie a quanto ne so. Le riempie di
quei cocktail che si chiamano Gimlet e gli racconta la sua triste
storia di supremazia bianca maschile - scuola preparatoria, Ivy
League, due macchine, appartamento a Madison Avenue, casa
negli Hamptons, appartamentino alle Bermuda, figli viziati, moglie
spendacciona. Le donne si sentono comprensive, pensando
che sia un marito bravo ma incompreso. Poi le trascina nella sua
tana - casa nostra a New York - e se le pappa. La famiglia  il
suo copione. Il fatto di mantenerci gli frutta un bel po'.
Jack prese qualche sorso d'alcol dalla bottiglia, bevendo in
maniera esperta, ma quando tocc a me berne trattenni il respiro,
buttando gi il liquido come se stessi svitando il coperchio
di un barattolo con il cuscinetto del palmo della mano.
Dissi:  proprio schifoso.
Il rum?
Tuo padre. Ma era schifoso anche il rum. Tua madre lo sa?
Non mi piaceva sapere qualcosa della sua vita che lei non sapeva.
Se c'era un codice, questa cosa lo stava sicuramente infrangendo.
A volte la vita  insolente, e scopri accidentalmente che sei parte
in causa di questa insolenza, ed  difficile sapere cosa fare.
Jack scroll le spalle. La sua conquista pi recente  l'infermiera
di Ogilvy. Non  l'infermiera sexy alla quale saltano addosso
gli stronzi nei film, raccont con la sua pi scura pronuncia
lenta, ma quella terrificante con cui finiscono nella vita reale.
L'hai vista?
Li ho sorpresi a scopare nella stanza della cameriera. Sono
andato in citt un marted per andare dal maledetto ortodontista.
Non deve aver ricevuto il messaggio, ma  forse una novit?
Elizabeth una volta  stata in coma per due giorni dopo un incidente
in bicicletta prima che riuscissimo a trovarlo - si era dato
malato al lavoro, poi aveva tagliato la corda per una fuga
infrasettimanale, trascurando di comunicarlo a mia madre. Comunque,
sono arrivato nell'appartamento e ho sentito ansimare
vicino alla cucina. Pensavo che qualcuno si stesse strozzando. Ho
immaginato che il portiere fosse salito ad aggiustare una perdita,
forse, e poi avesse inghiottito un osso di pollo durante la sua
pausa pranzo. Sfortunatamente, nessuno stava morendo.
Gli presi la bottiglia di mano e la misi dietro di me, fuori dalla
sua portata. Raccolse le mani in grembo. Non lo avevo ancora
mai sentito parlare cos tanto. Il suo eloquio era controllato,
la sua voce resa pi intensa dalla mancanza di inflessione.
Un paio di anni fa, ho trovato un nascondiglio di raccapriccianti
lettere d'amore tra le travi del soffitto del seminterrato. Sono
corso da mia madre, pensando: E libera. Ma lei si  rifiutata
di leggerle, dicendo che io ero sbagliato, che cercavo in tutti i modi
di degradare mio padre, che avevo ancora bisogno della terapia.
Anche se fossi riuscito a farle ammettere che quelle relazioni
erano vere, probabilmente si sarebbe assunta la colpa del fallimento
del rapporto, per la sua frigidit - quella era la parola chiave
preferita di lui. Frigidit! Pi che altro buon senso. Chiss con
chi  stato lui? Ammiro la sua originalit", disse Jack sarcasticamente.
Invece di essere grato del fatto che mia madre e mia sorella
lo riveriscono, quell'inutile pezzo di merda si sveglia e dice:
Ho un appartamento vuoto, una famiglia assente, un lavoro ben
retribuito, e vivo in una citt piena di donne disperate. Che danno
posso infliggere oggi?.  come un criminale con la pistola carica
e una tanica piena di benzina, o il padrone di una piantagione
con la frusta e il cavallo. Pensano tutti la stessa cosa: se non
uso queste circostanze a mio vantaggio, che spreco di armi.
Gli misi la mano sulla nuca e gli spinsi i capelli da una parte.
Aveva bei capelli biondi chiarissimi fino alle spalle. Non se li
spazzolava mai - gli si attorcigliavano e gli si arruffavano delicatamente.
Guard prima le sue mani poi la mia faccia. I suoi occhi blu
ghiaccio mi penetrarono davvero, come se stessero assorbendo
un pezzo di me pi grande di quello che riuscivo a offrire. I fuochi
d'artifcio stavano ancora esplodendo, ma presto sarebbe arrivato
il gran finale. Forza. Andiamo di sopra, disse.
Mentre salivamo la prima e la seconda rampa di scale verso la sua
stanza, mi sentii in un certo senso come un'intrusa, soprattutto
dopo aver ascoltato la storia di Jack. Ma la terza rampa era pi
stretta e pi ripida. Aveva una bizzarra curva in cima e una luce
fioca alla fine, che le dava l'aria di un tunnel che trasportava da
un mondo a un altro. A ogni gradino ci distaccavamo un po' di
pi da tutto quello e tutti quelli che avevamo conosciuto. L'intimit
che sentivamo era diversa da qualsiasi altra, arrivando come
faceva quando pi ne avevamo bisogno. La nostra era un'intimit
molto fortunata.
Jack era davanti a me, eravamo vicini al letto, ci stavamo baciando,
ci stavamo sdraiando, andando gi. L'odore del suo letto
era il suo odore, solo moltiplicato. Mi confuse essere iniziata
al suo essere solo; mi confuse sapere che un luogo del genere esisteva,
come un ricettacolo di mascolinit inesperta e patetica virilit,
come un luogo di auto-amore e di auto-abuso. La trapunta
formava delle bolle intorno al mio corpo e il peso di Jack era
bello, e mi ricordava le volte in cui ero stata sepolta nella sabbia.
Premetti i miei fianchi contro i suoi perch sembrava la cosa giusta
da fare, anche se la parte che desiderava quella pressione era
molto pi gi e molto pi all'interno. I miei muscoli mi
sollevarono, in modo incerto all'inizio, come in un tentativo, comprimendosi
ogni volta in maniera pi competente, stringendo
ogni volta un tubo invisibile dentro.
Pensai che forse stavamo aspettando qualcosa, e pensai che potessi
essere io. La mia mano viaggi dalla sua spalla, spostandosi
lentamente all'ingi, e lui si sollev in modo che potessi arrivare
dove sembrava sapere che stavo andando. Era appoggiato e sosteneva
il suo corpo sul ginocchio sinistro, facendo spazio. La testa
sospesa a guardare, e i capelli che precipitavano intorno al mio viso
come una cascata di carta. Con il dito, percorsi verso l'alto i
dentini della sua chiusura lampo dalla base fino alla cerniera, e
mentre cominciavo a tirarla gi, la lampo si apr per la spinta della
pressione. Tutti sanno delle parti intime femminili, ma non
senti mai dire niente di quelle maschili, almeno non nello specifico.
Anche nelle grandi opere d'arte, i genitali degli uomini sono
sotto-realizzati, schizzati o ombreggiati, come se l'artista volesse
essere coraggioso, ma solo un po'. Come se vi fosse un qualche
incentivo a mantenere l'uomo in una condizione mitica, come
se quella parte e l'uomo fossero una cosa sola, e preservare la
mistica dell'una significasse preservare il potere dell'altro.
Ma in mano avevo una contrazione di pelle e muscoli, qualcosa
di solido ma fragile, potente ma scarno, qualcosa di maestoso
e abietto allo stesso tempo. Jack sembrava indifeso rispetto all'erezione
parallela alla sua pancia. Mi venne in mente che uomini
adulti come gli insegnanti e gli allenatori sono consapevoli ma
tengono segreto il fatto che un'erezione rende i ragazzi indifesi.
Forse le donne lo sanno, ma forse  gi tardi quando lo scoprono.
Sembra una cosa che dovrebbero sapere anche le ragazze, e ancora
prima, che i ragazzi sono capaci di simili delicate inversioni.
Uscendo dalla casa quella notte, passammo davanti al pianoforte.
Jack esit, toccandolo. Nonostante in passato si esibisse per
i genitori, adesso suonava solo quando loro non c'erano. Cercava
di privarli del piacere ogni volta che era possibile, diceva, ma sapevo
che si comportava cos perch lo facevano sentire pieno
d'odio, e non riusciva a toccare qualcosa che amava cos tanto
con mani piene d'odio. Si sedette sulla panca d'ebano, e proprio
quando pensavo che si fosse dimenticato che ero l, allung una
mano per tirarmi accanto a s.
Eric Satie, disse della musica che stava suonando per me.
Trois Gymnopdies, numero 2. Poi prov qualcosa di melodico
e facile, qualcosa che avresti potuto sentire alla radio. Continu
a esercitarsi sulle stesse poche battute con una mano sola.
Questa di chi ?, chiesi.  carina.
Di nessuno, rispose. Me la sono appena inventata.


Capitolo 6.

I nostri corpi giacevano intrecciati in un sacco a pelo blu scuro
ammuffito. La mia testa riposava nello spazio tra il braccio e il
torace di Jack. Sopra di noi, la notte era di un nero assorbente,
come feltro.
Non mi hai raccontato niente, disse. Sono tre settimane.
Malgrado non mi andasse di parlare della morte di Maman,
sembrava che lui volesse che ne parlassi, o avesse bisogno che ne
parlassi, e cos acconsentii, dato che una vita armoniosa dipende
in parte dalle concessioni ai desideri e ai bisogni degli altri,
anche se non ne hai nessuna voglia.
Prima sei partito tu, poi sono andata da mio padre, poi mi
ha subito telefonato Kate, dicendo: Vieni a casa. Mi pare fosse
ancora giugno. Dopo, i giorni si sono fusi in un'unica striscia appannata
e umida.
Kate e io avevamo assistito all'immobilit volubile dell'estate
come se fossimo sul sedile posteriore di una macchina in corsa, e
potessimo riuscire a intravedere solo sprazzi di prendisole rosa e
giallo acido, borse di paglia informi, il ronzio solitario di una falciatrice
che vibra nell'erba, gli scherzi minacciosi dei gabbiani.
Jack disse: Un montaggio.
"S", risposi. "Proprio cos".
Sul treno che da Manhattan tornava a East Hampton, appoggiai
la testa sul vetro screziato inciso di graffiti. Un odore di sporcizia
dalla feritoia che correva lungo il margine inferiore del finestrino
mi riempiva il naso. Mi riproiettai la telefonata di Kate
nella testa finch divent quasi una meditazione.
Sei tu?
S, sono io.
Ho portato mia madre in ospedale.
Ah. Tuo fratello c'?
Non arriva prima del weekend.
Vuoi che venga?
S. C' un treno alle nove.
Faceva caldo quando arrivammo a East Hampton. I campanelli
del passaggio a livello suonarono lentamente mentre il treno entrava
tranquillo in stazione e atterrava sul mento come un bovino
esausto. La scena era come un ritratto di se stessa, un paesaggio
immobile in modo soprannaturale di componenti poetici - una
stazioncina secondaria, una drogheria, una lavanderia a secco, un
furgone pickup, una cassetta della posta appoggiata ad angolo retto
sull'erba in pendenza, alberi in strette file. Scesi dal treno e mi
mossi lungo la banchina, sentendomi frastornata e vagamente
persa, anche se casa mia era solo a qualche centinaio di metri.
Nel tragitto verso casa, la lucentezza prismatica del sole mi
confuse. Sentii una pesantezza bollente, una sollecitazione verso
la terra. Mi guardai i piedi, aggrappandomi meglio che potevo a
ogni istante. Con ogni passo avanti ne facevo altri due verso il
basso, camminando pesantemente nel calore come se entrassi in
diagonale nella terra, affaticata come un minatore, gi lurida prima
del giorno.
La cosa pi spaventosa era la flebo, spiegai a Jack, la consapevolezza
che il suo corpo era disidratato e incapace di trattenere
i fluidi.
Le infermiere infilavano gli aghi nella sacca invece che nel suo
braccio. La sacca era formosa, ma il braccio di Maman era come
un ramo spezzato. Io guardavo le bolle liquide scendere lungo il
tubicino intravenoso e dentro di lei, grata per l'ingresso di ogni
goccia nel suo corpo affamato.
Kate ha perso una madre, dissi, ma io non ho perso niente.
Kate non percepisce la cosa in questo modo, mi assicur Jack.
E tutti gli altri a parte Kate? Come potr mai spiegare a
chiunque cosa fosse Maman per me quando il nostro rapporto
non aveva un nome? La gente ha bisogno di nomi. Non ero una
parente o un'amica, dissi. Ero soltanto un oggetto della sua
gentilezza.
Lui mi strofin le guance, dicendo: Ssshh. Affondai il viso
nella sua spalla.
La gentilezza  tutto, continuai. Quando la ricevi e la esprimi,
diventa il significato assoluto delle cose, un luogo fuori di s.
Sei tu, adesso, disse Jack in maniera definitiva. Per questo
l'hai incontrata. Lei aveva qualcosa che doveva trasmettere a te.
Un giorno passai in punta di piedi davanti alla donna che era nel
primo letto e poggiai le mie cose sulla sedia. Era una di quelle
poltroncine da ospedale in vinile color caramella mou che fanno
pensare ai germi e alla sfortuna. Di solito mi appoggiavo al davanzale
della finestra oppure mi sedevo sul letto.
Tua madre non  qui, cara, disse la donna ad alta voce.
L'hanno portata in radiologia.
Avevo notato il nome nuovo sulla porta - Krieger. C'era sempre
un nome nuovo: qualcuno che era stato ricoverato, qualcuno
che veniva dimesso, qualcuno che si sentiva meglio e andava
a casa. Il turno di Maman non veniva mai. Continuavano a succedere
cose. L'ultima fu la polmonite.
Non  mia madre, signora Krieger. Ma grazie lo stesso.
Non  tua madre? Una zia?
La madre di una mia amica.
Mi esamin, con un occhio semichiuso. I tuoi genitori sono
morti?
No, dissi, pensando: Non esattamente. Tolsi la carta di giornale
che avvolgeva il mazzo di fiori di campo che avevo portato
dal mio giardino. Meglio che li metta nell'acqua.
Agit la mano, scusandomi. Apri solo la tenda, per favore.
Ottemperai, e la signora Krieger si gir con il viso verso l'ingresso.
Questi dottori. Si aspettano che uno si riprenda al buio.
Alla postazione delle infermiere, un braccio scuro si allung
automaticamente sul bancone con un paio di forbici. Era la signora
Eden - la mamma di Sara - e le forbici erano quelle speciali
con le lame ad angoli e le punte arrotondate che si usano
per tagliare gli adesivi, le suture e i lembi di pelle. Le infermiere
non le prestavano, ma per me fecero un'eccezione. Sta cominciando
a leggermi nel pensiero, signora Eden.
Continu a lavorare. Forse nel pensiero no, ma nei tuoi passi
sicuramente.
Tornai e lasciai i fiori vecchi nel bagno. L'acqua nel vaso era
grigia come il cartone fradicio, e aveva un odore putrido. Non la
cambiavo da due giorni. Pu succedere molto in due giorni, in
senso organico.
Mia figlia porta i bagel sabato, disse a voce alta la signora
Krieger.
Affacciai la testa da dietro la porta. Si pu?
Be', lo sai com' quando muori dalla voglia di un bagel.
In realt, dissi, io non li ho mai assaggiati.
Non hai mai assaggiato un bagel?  ridicolo. E come fai a
leggere i giornali della domenica?
Non lo so. Di solito mangio i toast, credo.
Quando mio fratello lavorava a Ginevra, disse la signora
Krieger, il mio defunto marito e io impacchettavamo i bagel
freschi nel ghiaccio secco e li spedivamo dall'Upper West Side a
mio nipote a Parigi, che glieli portava in treno quando andava a
trovarlo.
Poggiai il vaso sul vassoio del cibo tra i letti e rimasi in piedi
accanto a lei.
La chiamavamo la Bagel Connection, disse tristemente. Studi
l'estremit del lenzuolo, facendola scorrere tra tutte e due le
serie di dita. Quando parl di nuovo, lo fece piano, come se la
malattia potesse sentire. Ce l'ho nei linfonodi, sai, confid. Sai
cosa sono i linfonodi?, mi chiese. Mi sembrava bella, con gli occhi
grandi e scintillanti, come una coccinella.
S, dissi, guardando a terra. Sono come ghiandole.
Ah, allora conosci i linfonodi ma non i bagel. Da che mondo
me ne sto andando.
Chiamai Kate un giorno vicino alla fine. Non sapevo che era vicino
alla fine, ma risult cos. Le dissi che non ce l'avrei fatta ad
andare in ospedale.
Okay, disse, senza neanche chiedermi perch.
Se me lo avesse chiesto, avrei potuto dirle che avevo bisogno
di tempo per pensare o qualcosa del genere. Ma non me lo chiese.
Era come se si aspettasse una mia defezione, come se lei pensasse
che io pensavo di aver bisogno di una pausa. Come se ne
avesse gi parlato con suo fratello, Laurent, o con mia madre.
Per qualche motivo, alla fine le dissi una bugia.
Sto facendo una sostituzione, dissi. Sono appena tornata a
casa e adesso devo tornare l. Puzzo ancora di birra e patate fritte.
Che schifo, disse Kate. Non hai fatto la doccia?
Noo. Diedi un morso a una mela. Troppo stanca. Avrei
continuato, ma non lo feci perch ho notato che quando la gente
mente, di solito dice troppo per compensare quello che non
sta dicendo. Per questo  una buona regola mangiare quando
menti. Ogni volta che qualcuno mi dice qualcosa mentre sta
mangiando, sospetto una bugia.
Mia sorella fa questo schifo tutto il tempo, si inser Jack.
Quando riattaccai con Kate, mi resi conto che dovevo uscire
per l'intera durata di un turno di lavoro, dal pomeriggio a mezzanotte,
nel caso facesse un salto a casa mia tornando dall'ospedale
per vedere mia madre o qualcosa del genere.
L'unico posto che mi  venuto in mente per nascondermi
dissi a Jack  stato Montauk.
Montauk?, chiese Jack. Sembrava sorpreso. Com'era?
Okay, gli dissi.
Tutto qui?
Tutto qui, dissi.
Venti minuti prima che il treno partisse per Montauk, chiamai
pap al lavoro e ammazzai il tempo parlando di alcune cose - il
suo lavoro, la politica e tutta la gente della mia famiglia di cui
non chiedo mai. Continuava a dirmi che stavano tutti bene, e
poi mi chiese di nuovo come stessi io.
Dicevo: Bene, bene. Come sta Marilyn?.
Bene, bene, sta bene. E tu? Che combini oggi?
Niente di che.
Mi venne in mente che c'era una possibilit che parlasse con
Kate. Avrebbe potuto ritelefonare quella sera, e se davvero Kate
avesse fatto un salto, avrebbe potuto rispondere al telefono e dirgli
che stavo facendo il doppio turno, nel qual caso mio padre le
avrebbe detto che aveva parlato con me prima e che non glielo
avevo detto. Presi in considerazione l'idea di coprirmi. Presi in
considerazione l'idea di raccontare a lui la stessa bugia che avevo
raccontato a Kate, o ancora meglio - pressappoco la stessa bugia.
Potevo approfittare dell'occasione di una conversazione con mio
padre per disfare la bugia che avevo detto a Kate. Avrei potuto dirgli
che dovevo sostituire qualcuno al ristorante ma che la cameriera
aveva telefonato e aveva detto che aveva deciso di andare in fin
dei conti. In quel modo se lui avesse parlato con Kate, e Kate avesse
scoperto che non avevo fatto un turno in pi, la bugia originale
sarebbe apparsa super-autentica. Ma non ho mai mentito a mio
padre, o a mia madre. Non mi hanno mai dato motivo per farlo.
Mentire  un'occupazione a tempo pieno, anche se dici soltanto
una bugia, perch una volta che l'hai detta, ci resti attaccato.
Se vuoi farlo bene, devi visualizzarla, evocarne la prospettiva,
il tono e la sequenza dell'azione, poi riferirla in maniera decisa
nel bel mezzo di un dialogo apparentemente spontaneo. Pi
reale diventa la bugia per chi la ascolta, pi reale diventa per chi
la racconta, che  la cosa pi spaventosa di tutte. Certa gente arriva
davvero a credere alle sue stesse bugie.
Nella cappella dove si celebrava il funerale c'era l'aria condizionata
e un profumo di menta. Mi sentii in colpa per il fatto che
fosse un sollievo essermi tolta dal caldo. Le pareti erano coperte
di fiori, che ostentavano la vita, protendendosi in maniera trionfante
nella stanza.
Chiesi a Jack se avesse mai notato quanto possano essere arroganti
i fiori recisi.
In effetti, s, disse, sul tavolo da pranzo dei suoi genitori potevano
essere molto arroganti.
Mia madre e mio padre, Marilyn, Powell, zia Lowie e io firmammo
il libro degli ospiti, poi prendemmo posto. Camminavo
barcollando, sentendomi un po' nauseata per l'odore dei fiori.
Mamma mi inform che l'intenzione originaria dei fiori ai funerali
era quella di mascherare l'odore dei morti.
Quando zio Billy  morto, disse Lowie, fu messo su una tavola
nel salotto per la veglia. Ti ricordi, Rene? La tavola in realt
era una porta che era stata scardinata, sorretta da un tavolo e
un cavalletto che ci avevano prestato.
A quei tempi, disse mamma, i bambini dovevano baciare il
cadavere.
Dalla mia posizione dietro a Kate, ero costretta a sopportare la
processione di facce che piangevano, piangevano e avanzavano
per abbracci significativi e baci su entrambe le guance. Mi dispiaceva
per Kate, che si sedeva e si alzava, si alzava e si sedeva, e ogni
volta si lisciava il dietro della gonna di crespo blu notte. Se c'erano
delle regole, lei sembrava conoscerle - mi domandavo come.
Insieme a suo fratello, ringraziava per la vicinanza di ciascuna
persona alla defunta e aiutava il gruppo nella sua lotta per stabilire
un ordine - chi fosse il pi addolorato, o il dolore di chi fosse
quello pi autentico - perch nella vita la gerarchia c' sempre,
e francamente non  proficuo mantenersi modesti e anonimi,
neanche a un funerale. Kate mise da parte il suo sconforto per restituire
gratitudine in cambio della solidariet ricevuta.
I miei occhi si fissarono risolutamente sulla bara; vedevo la
gente passare, arrivare davanti al corpo, guardare come se guardare
non fosse niente, come se fosse una cosa naturale che i suoi
resti fossero composti, muti. Mi alzai e mi unii alla fila, avanzando
lentamente. Ad ogni estremit della bara c'erano grosse
candele nel vetro color ambra, scure sentinelle massicce collocate
su sinuosi portacandele di ferro. Dietro di esse c'era una
fotografia incorniciata di Claire con il suo defunto marito e i loro
due figli. Era una foto che avevo fatto io.
Maman giaceva immobile tra le pieghe di seta scanalata. Fisicamente,
poco era cambiato nei giorni da quando avevamo parlato
l'ultima volta. Non direi che avesse un'aria necessariamente
pacifica, ma aveva l'aspetto della padronanza di s, del distacco
soddisfatto dalle relazioni che continuano a tenere legati i
superstiti allo stritolamento dell'esistenza. Quello che vidi fu quello che non avevo mai visto da nessun'altra parte:
l'aspetto dell'aver finito. Maman faceva un gesto deciso con il braccio ogni volta
che ne aveva abbastanza di qualcosa, della cena, di una discussione,
dicendo: Fin.
Aveva un bell'aspetto, pensai, con un impercettibile sorriso.
Mi baciai le dita e le toccai la guancia, lasciandola a riposare per
l'eternit.
L'ultima volta che avevamo parlato era un venerd. Il tredici luglio.
Alle quatto e trentatr del pomeriggio.
Kate era uscita per parlare con il dottore insieme a Laurent e
a sua moglie, Simone. Mi sedetti sul letto e tenni la mano di
Maman. Aveva le labbra asciutte; gliele bagnai.
Mi sussurr, chiamandomi Babe. Beb.
Mi chinai pi vicina a lei.
Ti prego, mi implor, lei  tua madre.
Malgrado non avessimo parlato di mia madre, Maman pronunci
quelle parole come per concludere una lunga conversazione,
il che in effetti era vero. Era un deficit che aveva percepito
in me dall'inizio perch eravamo complementari - quello che
a me mancava coincideva esattamente con quello che lei era in
grado di dare. Certo, sapevo che mia madre mi voleva bene.
Aveva un'alta considerazione di me, in modo automatico, intellettuale,
in virt di una prossimit genetica. Eppure, ogni volta
che ci incontravamo era come se ci incontrassimo di nuovo, con
tutto quello che mi sentivo obbligata a spiegare e a nascondere,
con tutto quello che lei aveva dimenticato.
L'infanzia di Maman era stata ben pi difficile della mia. Aveva
l'abitudine di raccontarci storie della Francia durante la guerra,
quando i soldati tedeschi perlustravano le strade dopo il coprifuoco,
quando dietro alle porte chiuse la gente si radunava in
silenzio alla luce di un'unica candela accesa. Una volta lei aveva
parlato a voce alta per errore durante il silenzio forzato della cena,
allora il padre si era tolto il berretto e glielo aveva tirato, dimenticando
il grumo del tabacco da masticare che vi aveva nascosto
all'interno. Il cappello aveva attraversato il tavolo volando
e il batuffolo era caduto nella zuppiera e si era disfatto come le
foglie di t, rovinando il prezioso pasto. La famiglia era dovuta
andare a letto affamata. Sua madre era arrabbiatissima.
Stupida ragazza, elle a dit, Maman ci raccontava, mescolando le lingue
nel suo dispiacere appassionato.
Il padre di Kate annuiva, confermando - conosceva la moglie
da quando erano bambini. Maman sorseggiava il suo Bordeaux
e sorrideva, dicendo di se stessa: pauvre petite. Ma io non sorridevo.
Non mi piaceva sentire di nessuno che le tirasse un cappello
o che le desse della stupida.
E cos era per noi - oppure, cos era stato. Lei credeva in me
come una donna separata da se stessa, e sembrava fosse orgogliosa
della nostra amicizia. Questo mi faceva sentire degna, e
dentro c'era un cambiamento in me - una scoperta, un divenire.
Un giorno, forse, anch'io sarei stata cos utile a qualcuno.
La sua mano si spost leggermente. Era un segnale, un avvertimento
- non c'era tempo da perdere. Aveva bisogno di qualcosa.
Parlando a me, avevo il sospetto che parlasse a se stessa.
"Tu comprends?
Oui, dissi, felice di dare qualcosa, qualsiasi cosa. ]e comprends.
I suoi occhi erano lucidi e bagnati, lucenti e dolci, ed era pi
presente di quanto mi ricordassi di averla vista da molto tempo.
Dentro, qualcosa si era spostato; era come se fosse passata oltre.
Per qualche motivo, mi era stato concesso l'onore di raggiungerla
laggi. Sentii la mia anima avvicinarsi; sentii che stavo facendo
alcuni passi l dentro, passi indimenticabili - sarebbero stati
i nostri ultimi passi. Sentii che camminavamo come avevamo
sempre camminato, con l'interno del mio braccio che sosteneva
l'angolo del suo gomito, con il rumore delle sue belle scarpe
marroni che picchiettavano, con la dolce regione della sua guancia
incipriata che sfiorava la mia, con la melodia afflitta della sua
voce che provocava, che introduceva.
D'accord, ma petite?, chiese. Appoggiai il viso sul suo letto e
feci segno di s con la testa nelle lenzuola rigide. Lei mi tocc la
guancia. Je t'aime. Questa fu l'ultima cosa che mi disse. Questa,
e: Sii un'amica per Catherine. Ca-trine.
Ci furono tre squilli, sconfortati e laceranti. Sono io, disse
Kate. Sei sola?
Ero sola, ma mi venne in mente che potevo non essere sola
abbastanza. Trascinai il telefono per il filo nel bagno di sopra.
Era come un corpo in miniatura che veniva tirato per i capelli,
indolente e obbediente. Mi sedetti sulla vasca. Okay, dissi.
 morta, disse Kate, cos, e cos io le dissi che stavo uscendo.
Riattaccai e rimasi seduta per un po', a guardare fuori dalla finestra.
Quando scesi le scale, lo feci con attenzione, sentendomi
consapevole di queste brusche separazioni, di questi allontanamenti
tra me e le cose che avevo intorno. Nel salotto, il lume di
una lampada familiare riscaldava le pareti azzurro delfinio, foderate
dal pavimento al soffitto di libri che conoscevo da sempre,
eretti sugli scaffali come soldati in posizione di tiro. I margini irregolari
di fronte alle librerie erano rivestiti da ceramiche sbeccate
e cocci di vetro, disegni incorniciati, diplomi e fotografie.
Indipendentemente da quanto quegli oggetti mi fossero familiari,
niente poteva riempire la nuova mancanza che sentivo.
Entrai in cucina e mi scontrai con un lampo di luce abbagliante.
Mia madre era in piedi dove stava di rado, a fare qualcosa
che non faceva quasi mai: i piatti.
Mi sentii dire: Mamma?.
S, rispose, e si volt.
Il telefono, dissi, tenendo la mia mano alla luce. Era Kate.
Risciacqu l'ultimo piatto e lo mise con cautela nello scolapiatti.
Prendendo uno strofinaccio per asciugarsi le mani, and
verso il tavolone si sedette. Vidi un cambiamento nei suoi occhi,
nel verde, e poi niente. Mi domandai se Kate si sarebbe indurita
come era successo a mia madre quando era giovane e sua madre
era morta. Certa gente sopravvive abbastanza bene in circostanze
sfortunate. E come avere le branchie per respirare sott'acqua.
Certa gente  brava a non trascinare gli altri nelle proprie
afflizioni. Si capiva a malapena guardando mia madre che era
un'estranea per la provvidenza.
All'improvviso, era di nuovo in piedi, si muoveva - qualcosa
di grande, qualcosa di eloquente, qualche impresa con scrosci e
trambusto. C'era il rumore del telefono sul quale veniva composto
il numero. Stava chiamando l'ospedale, stava chiamando
Kate, stava chiamando il fratello di Kate. Mentre componeva il
numero, il telefono faceva un rumore vorticoso come il rumore
dell'eternit, come la sensazione di quando disegni il numero otto,
con la mano che continua semplicemente a girare all'infinito.
Kate avrebbe abitato con noi nel suo ultimo anno e si sarebbe
diplomata alla East Hampton High School invece di andare
in Canada con Laurent e sua moglie. Spesso ospitavamo da noi
le persone: Magnus Ove, lo studente di scambio svedese, a noi
noto come il Grande Uovo, e Washington, il programmatore di
computer di Seattle che aveva dormito sul divano a esse per sei
mesi. C'era sempre un adolescente in transizione o uno studente
di un altro college in visita o un addetto all'ecogoniometro
della marina stanco di viaggiare in cerca di un letto per una
settimana o due.
Star bene qui con Eveline, mia madre disse per consolare
Laurent. Tua madre avrebbe voluto cos.
Dopo il cimitero c'era il pranzo. Laurent ci invit a unirci a loro,
ma mamma declin rispettosamente, dicendo che doveva andare in
ufficio al college. Quanto a me, non sopportavo di pensare
al cibo.
Kate disse: Ci vediamo, e quando lei e suo fratello attraversarono
la strada, non si capiva chi era l'uno e chi l'altro. Avevano
entrambi il corpo snello e nero e la testa curva. Sembravano senza
testa, come se non riuscissero a lasciar entrare niente di nuovo.
Tu stai bene?, mi chiese mamma mentre entrava nella sua
macchina. Vuoi che ti accompagni a casa in macchina?
Appoggiai le mani sul tettuccio e guardai dal finestrino, nel
modo casuale in cui guarda la gente, a parte il fatto che per me
non era cos casuale. No, grazie, vado a piedi.
Nella rimessa, mi arrampicai in soffitta e mi sdraiai l, con le
mani sul petto. Ero un corpo che giaceva, e Maman era un corpo
che giaceva, entrambi nello stesso giorno, a tre strade di distanza.
Sopra di me c'era il tetto. Sopra di lei, la terra fredda color
rame compressa in maniera considerevole, come una trapunta
di zolfo. Era ancora cos vicina, cos disabituata alla morte come
i neonati al mondo pieno d'aria al di l dell'utero. Mi chiedevo
se ci fossero mani amorevoli ad aiutarla e voci cantilenanti
a consolarla. Speravo di s.
Scalciai via le coperte perch le gambe mi prudevano a causa
dei collant che avevo indossato. Avevo caldo, perci accesi il ventilatore
e lo spostai vicino a me, ma poi sentii freddo, perci lo
riallontanai. Mi sfregai le tempie. Avrei voluto che il prato avesse
bisogno di essere rasato. Avrei voluto che avessimo una televisione.
Avrei voluto che squillasse un telefono, ma dov'ero non
c'era il telefono. Non mi sentivo bene. Quando pensai a Kate,
mi sentii peggio. Fui costretta a uscire.
La luce del sole colpiva il muro della rimessa con un'angolatura
smussata e incavata. Fu l che andai, dove la luce era pi abbagliante
e il calore pi intenso. Mi misi a sedere sulla panca, e
presto venne l anche Kate, arriv e si sedette vicino a me.
Simone e Laurent avranno un bambino, disse. Nascer a
marzo. Kate sarebbe diventata zia. Mi domandai se il bambino
avesse accelerato il percorso di Maman verso la tomba, in senso
generazionale.
Mi torn in mente il tonfo pauroso e il rumore come di sassi
che si spargono che fece la terra mentre cadeva e rimaneva intrappolata
tra gli accessori della bara. Dissi:  difficile. Tutta
questa cosa  proprio difficile.
Gli occhi di Kate erano fissi sulla fiamma smorzata del tramonto.
Era il tramonto dell'ultimo giorno in cui sua madre era
stata una partecipante. Era l'ultima volta in cui avrebbe dovuto
essere puntuale per sua mamma, vestirsi elegante per sua mamma,
essere gentile con gli amici di sua mamma.
Le cose continuano a succedere, proseguii. Ogni giorno,
nuove cose, cose terribili. E difficile pensare a queste cose, pensarci
davvero. Ma, poi, sono le uniche cose. Capisci cosa intendo?
 vero, disse Kate. Dopo questo, non c' niente.
Proprio in quel momento sentimmo la ghiaia del vialetto d'accesso
scoppiettare, lo sportello di una macchina, un fischio delicato.
Mia madre era a casa, e chiamava i gatti. A quel rumore,
Kate si copr il volto con le mani e si accartocci in un mucchietto.
Le diedi delle piccole pacche sulla schiena, cosa difficile per
me, confortare una persona in quel modo da pacche sulla spalla.
Mamma scost le siepi con le mani. Sapevo che vi avrei trovate
qui dietro, voi due. Che tramonto meraviglioso.
Si infil stringendosi tra noi due, e il nostro dispiacere cedette
il posto alla speranza. Nonostante la statura minuta e le
abitudini poco convenzionali, mia madre era un supereroe - che non
arrivava molto spesso, e spesso arrivava tardi, ma riparava il caos
comunque con la sua energia e il suo carisma colossali. Ero contenta
di essere stata sollevata dal peso di consolare Kate. Almeno
mia madre aveva una vaga idea di come comportarsi. Quando
perdi i genitori da bambino, vieni indottrinato in una specie di
club, perch hai perso l'innocenza dell'infanzia. Sei disincantato.
Avete mangiato tutte?, chiese.
Kate aveva mangiato. Io no. L'idea ancora mi disgustava.
Capisco, disse mia madre, e mi batt sul ginocchio, ma tu
sei viva.


Capitolo 7.

Era la prima riunione dell'annuario quell'anno, e il curatore,
Marty Koch, era l davanti, accasciato in uno di quei set scrivania-poltrona
beige lucido. Mentre Marty borbottava sugli obiettivi,
una ciocca di capelli sporchi gli calava in maniera persistente
su uno degli occhi. Cercai di seguire quello che stava dicendo,
ma era come guardare in uno stagno e cercare di inseguire
una rana mentre nuota.
Dalla mia postazione sul davanzale della finestra, afferrai una
sedia con le gambe. Raschi debolmente mentre la trascinavo
verso di me per usarla come appoggio per i piedi. Mi stiracchiai
e guardai dalla finestra aperta dietro di me. Fuori, sul campo, i
giocatori di football si stavano esercitando a placcare contro quelle
file di metallo imbottite che simulano la squadra avversaria. Se
socchiudevo gli occhi, il movimento dei ragazzi diventava quasi
una danza, come una fila di cigni impetuosi.
Anche se avevo la vista buona, spesso ero in conflitto con alcuni
aspetti della visione. A distanza ravvicinata, la mia mente
aveva l'abitudine di animare oggetti inanimati, come i cappotti
sulle stampelle e le statuine di ceramica. Le cose lontane avevano
un'aria triste e piccola, destinata alla sconfitta. In entrambi i
casi, vicino o lontano, socchiudere gli occhi mi aiutava. Periodicamente,
i miei genitori mi spedivano dall'optometrista per un
esame della vista.
Il dottor Kessler mi guardava con sospetto mentre mi sfregavo
i pugni nelle orbite. Mal di testa?, domandava, con un
sopracciglio alzato. Dietro di lui, tutte le apparecchiature erano
appollaiate nell'oscurit violetta come quella delle tane delle lucertole,
come robot spenti o marionette in attesa.
No, dicevo, per niente.
Mentre leggevo le tabelle, il dottor Kessler si appoggiava sulle
mie ginocchia per far scattare varie lenti, adattando l'ingrandimento
e controllando che ci fosse un cambiamento tangibile
- non riuscivo a immaginare quale. Il bordo di ogni anello si
muoveva al di l delle finestre gemelle, clic, clic, minacciando di
strapparmi le palpebre.
Dieci decimi, concludeva, facendo capolino da sopra i suoi
occhiali speciali, che sembravano una specie di View-Master.
Perch, allora, socchiudi gli occhi?
Non lo so, dicevo. Per vederci meglio.
Ma non c' una ragione fisiologica per cui dovresti vedere
meglio!
Mi dispiaceva sempre per lui, come mi dispiaceva per me stessa,
tutti e due arenati in quella specie di gabinetto di tortura medievale
senza speranza di soluzione. Immagino che fosse controintuitivo
pensare che strizzare gli occhi fosse un modo per vedere
meglio, soprattutto quando apparentemente non avevo alcun
bisogno di vedere meglio. Ma in realt ce l'avevo quel bisogno,
indipendentemente dal fatto che lui potesse vederlo - ossia, diagnosticarlo
- o no. Forse avrebbe potuto farmi una domanda migliore.
Forse io avrei potuto utilizzare un'altra parola. Diversamente.
Avevo bisogno di vedere diversamente.
Bene, abbiamo finito lo smercio dei booster', stava dicendo
Marty. I booster sono quelle frasette criptiche che si trovano sul
retro degli annuari - P.G. ti piace Ramy2, eh?! oppure Berry Boy
ce l'avr una camicia pulita? Marty fece scorrere il suo evidenziatore
sulla terza riga di un blocco giallo completamente pieno.
Passiamo al folio flow.
Passai in rassegna le facce bluastre e inerti dell'organico per
l'annuario. Stavo pensando che non c'era neanche un ragazzo
con cui sarei andata a letto se fossimo rimasti bloccati da qualche
parte. Quando ti annoi, puoi fare finta che sei rimasta bloccata,
come se fossi stata presa in ostaggio. Ti chiedi: dov' che
andrebbero al bagno tutti e a chi terresti la mano al buio? Con
chi faresti sesso? E chi sarebbero i veri eroi? I veri eroi sono quelli che non ti aspetti. Questa  la lezione di Superman
e Underdog, la lezione che se sarai paziente forse un giorno verrai a sapere
la verit.  anche la lezione delle soap opera. Nelle soap
opera una persona cattiva diventer buona, o una buona diventer
cattiva, o gli attori cambieranno ruolo completamente, diventando
i vicini di casa o parenti di se stessi. A Jack e Dan piaceva
prendere in giro le soap opera, con i loro set di ospedali
finti, eppure in un certo senso non erano affatto turbati
dalla scenografia inconsistente di Star Trek. E potevano litigare per ore
dibattendo se Juggernaut era comparso la prima volta
in X-Men12 o in X-Men 13.
Il campo da football era riscaldato dalla luce del sole al tramonto
che si andava acquetando. Si sent un fischio, e i giocatori
sciolsero i ranghi, creando un lungo muro di corpi sfalsati.
Mi sarebbe piaciuto essere l fuori con la mia macchina fotografica,
per catturarli mentre drizzavano la testa e ascoltavano attentamente
l'allenatore Peters che camminava su e gi davanti a
loro. Gli atleti sono un soggetto perfetto. Ignorano la macchina
fotografica; credono davvero di essere delle star.
Gli adulti spingono sempre gli atleti universitari a diventare
delle star. Per gli allenatori, l'incentivo  la sicurezza di un lavoro.
Per i genitori,  la possibilit di un sostegno economico. I
college hanno bisogno di reclutare gente da altri college e di vendere
roba. I club professionistici hanno bisogno di garantire la
catena incessante di nuovi talenti e di vendere roba anche loro,
solo che  roba leggermente pi grande, come i diritti televisivi.
Ma pochi giocatori del liceo incontrano il successo che
sognano. Alla maggior parte semplicemente viene scippata una valida
istruzione. Quando la signora Oliphant, l'insegnante di calcolo,
si lamenta del fatto che i cinesi stanno diventando meglio
di noi nel campo scientifico e matematico, bisogna domandarsi
se la media dei ragazzini in Cina passi tre o quattro ore al giorno
a fare sport. Nessuno dice che optare per lo sport significa rinunciare
a qualsiasi altra cosa. E a differenza del Club della banda
delle marce e di quello della lingua spagnola, ci si aspetta che
chi non partecipa sostenga le squadre pena essere accusato di
mancanza di spirito scolastico, oppure di essere anti-americano.
Chiss com' successo, ma a un certo punto lungo il cammino
dai tempi del puritanesimo al giorno d'oggi, lo spirito scolastico,
lo spirito sportivo e lo spirito americano si sono totalmente
confusi. Lo spirito sportivo e lo spirito di squadra vengono reclamizzati
ai contribuenti come capacit cruciali nella vita; eppure
queste lezioni spesso sfuggono ai giocatori, molti dei quali
traggono dal loro impegno nello sport poco che abbia a che fare
con una condotta onorevole o clemente.
I miei piedi rimbalzavano contro il termosifone; le mie mani
tamburellavano sulle cosce. Se non era cos bello essere loro,
a quei ragazzi poteva piacere pensare alle cose. Forse l'immunit
solleva un peso; ma forse la pesantezza ritorna.
Al terzo anno, alla nostra scuola venne assegnato un budget da
austerity dal consiglio dell'istruzione, e gli sport di squadra
vennero tagliati. Le energie degli studenti vennero dirottate verso
la politica e le societ di interesse collettivo: gruppi teatrali,
incontri di scacchi, associazioni benefiche, pattuglie per la pulizia
della spiaggia e gruppi di discussione interreligiosa, tutti gruppi
finanziati da mercatini delle pulci, lavaggi di macchine e vendite
di torte. Eravamo continuamente a scuola a lavorare per
cause sociali - non c'era niente di meglio da fare. Gente che prima
non aveva mai parlato veniva spinta a incontrarsi; i bisogni
erano grandi e le politiche di ingresso di ampie vedute. Tutti
scherzavano sul fatto che il motto della scuola era cambiato da:
Siamo i campioni! a L'elemosina pu essere una scelta di vita!
Quella primavera entrammo in una gara cui partecipava tutto
lo Stato, sponsorizzata dalle gomme senza zucchero Carefree,
e la scuola vincitrice era quella i cui studenti avevano scritto il
nome della marca della gomma sul maggior numero di schede.
Tutte e quattro le classi rivaleggiavano una contro l'altra, senza
un motivo particolare a parte la noia e la vitalit in eccesso. Organizzavamo
delle veglie di scrittura. La rivalit autoimposta ci
consent di conquistare lo Stato con un margine titanico. Come
premio, il gruppo rock Hall and Oates diede un concerto nell'auditorium.
Nuovi eroi sorprendenti emersero quell'anno. Cathy Benjamin,
che aveva superato solo tre classi in quattro anni e mezzo,
organizz il pi grosso evento di raccolta fondi, una maratona di
danza di ventiquattrore, e Ginny Warwick, che una volta aveva
pianto in maniera inconsolabile durante una lite sul creazionismo
con l'insegnante di biologia, vinse il premio per il miglior
costume nella gara di teatro della classe. E Denny riusc a ottenere
un contributo da tutti per il Natale all'antica per il concorso
di decorazione della sala durante le vacanze. La sezione di economia
domestica confezion costumi in stile antico per le bambole
che lui si era fatto prestare dalle cheerleader; la sezione spaccio
mont il trenino meccanico in miniatura di Marcus Payne
perch attraversasse il laboratorio linguistico; i mastodontici gemelli
Parson trovarono e abbatterono l'albero pastorale perfetto;
gli studenti di dattilografia crearono liste di regali a spirale; e
la sezione d'arte mise insieme il tutto.
La sera prima dell'inizio del concorso, ventitr ragazzini si radunarono
a casa mia, gente come Pip Harriman, Kiki Hauser,
Daryl Sackler e Sara Eden, gente che non era mai venuta prima,
tutti a incartare scatole vuote, a dipingere decorazioni, a fare
fiocchi di neve di sapone. Alicia Ross arriv con vassoi di biscotti
fatti dalla sua governante, Consuela, e Powell ordin sei pizze
con formaggio extra. Coco Hale e io ci dividemmo le forbici.
 carino il tuo collage del paesaggio di campagna con la neve,
mi disse.
Risposi: Mi piace la tua slitta di feltro.
Jack e Dan arrivarono tardi, indossando coroncine di carta
d'oro, e io ero felice, pi felice di quanto mi ricordassi di essere
mai stata. Jack si era appena ritirato dal collegio nel Kent, e i
suoi genitori avevano accettato di fargli finire il terzo anno a East
Hampton. Si diresse verso i corpi ingobbiti, dicendo: Sembra
una cazzo di fabbrica di schiavi, qui dentro!.
Spost pile di stoffa e sfere di polistirolo dallo stereo, poi inser
la cassetta che lui e Dan avevano prodotto per il concorso.
Quando il nastro cominci, tutti si immobilizzarono. Prima
c'era Dan che suonava un assolo di pianoforte da Le quattro stagioni
- Inverno di Vivaldi; poi c'era Jack alla chitarra acustica, che
cantava Let It Snow, con voce imbronciata, come un giovane
Lonard Cohen. Se aveste visto le facce, non le dimentichereste
mai - facce normali di ragazzini normali, spogliati da ceto sociale
e status. Per un breve istante, li amai. Pi tardi, quando lo
raccontai a Jack, disse che era contento che l'istante fosse stato
breve. Alla fine del nastro, c'erano Kate e Coco in un'interpretazione
di Amazing Grace al flauto. I sibili gemelli vacillavano
timidamente.
Tutti applaudirono, e alcuni di noi piansero, e mia madre acclam:
Bene, bravi!.
Ragazzi, disse Rocky Santiago, tornando a lustrini e colla,
quel nastro taglia la testa al toro!'
Una settimana dopo all'assemblea delle vacanze, immediatamente
dopo il concerto del coro, nei febbrili momenti finali prima
dell'inizio delle vacanze di Natale, il preside Laughlin si avventur
al microfono, con i premi in mano. Dopo aver lodato
l'intero corpo studentesco per la sua dimostrazione senza precedenti
di esprit malgrado la dura realt dell'anno di austerity, e
dopo aver ringraziato in anticipo la signora Quivers e la sua
squadra di bidelli per l'impresa di smontare le esposizioni, spieg
che i vincitori della giornata avrebbero ricevuto 250 Spirit
Points da aggiungere al loro conto di Spirit Points. Gli Spirit
Points un giorno sarebbero stati convertiti in dollari - un giorno,
quando ci sarebbero stati i soldi. Finora la classe del terzo anno,
la nostra classe, era in vantaggio con un grosso distacco:
1750 punti in confronto ai 175 degli studenti del secondo anno,
ai 50 dei novellini, e nessuno di quelli dell'ultimo anno.
Laughlin aspett il silenzio assoluto, poi si schiar la gola.
E adesso, secondo una decisione unanime presa dalla nostra insigne
commissione di giudici composta da amministratori, corpo
docente, genitori e imprenditori locali, la classe del terzo anno ha
vinto! Di nuovo!
Ci precipitammo fuori dai nostri posti e corremmo nei corridoi,
saltando, abbracciandoci, urlando cos forte che nessuno
sent la campanella finale. Anche tutte le ex star dello sport si
unirono a noi. Mike Stern, L.B. Strickland e Peter Palumbo si
tirarono su Denny sulle spalle e lo portarono in giro in cerchi
selvaggi e pericolanti.
Ma a maggio del secondo semestre fu approvato il budget per
l'anno successivo. I programmi sportivi dovevano essere ripristinati;
l'austerity era finita. Ironicamente, i tagli per le materie
umanistiche persistevano - la giustificazione del comitato era
che le arti avevano funzionato perfettamente senza il sostegno finanziario.
Per alcuni, la fine dell'austerity significava il potenziale
recupero di vecchie glorie e l'opportunit di fare pi domande
di ammissione al college. Per altri, significava un ritorno
al cronico disappunto e all'ineguaglianza sistematica - non pi
concordia, non pi euforia, non pi spirito.
Marty stava finendo il suo discorso ufficiale per l'annuario. Le
mani applaudirono in modo scialbo, leggero, come pinne umide.
Marty non era male. Forse non avrebbe vinto trofei di baseball
e non sarebbe andato volontario nell'aeronautica o niente
del genere, ma sembrava molto virilmente determinato sulla sua
ambivalenza, e questo contava qualcosa. Ci vuole coraggio per
rimanere nella periferia, e Marty era da ammirare per questo, anche
se non si riusciva a immaginare di fare sesso con lui.
Mi ero unita all'annuario per caso al primo anno. La mia intenzione
era quella di andare alla riunione del giornale, ma mi
persi. Quando mi accorsi di essere nel posto sbagliato, mi era
stata assegnata la sezione Fatti divertenti del corpo docente. Presto
venni trasferita nella sezione fotografica. All'inizio ero imbarazzata,
dato che tutti dicevano che il gruppo dell'annuario era
una cosa da sfigati, ma quando arriv giugno e un vento fragrante
spir attraverso le porte aperte della scuola, e i ragazzi si
sedettero sul pavimento prendendosi uno il libro dell'altro, sfogliando
tra le pagine per vedere quello che era stato scritto, mi
sentii bene.
La gente mi fermava prendendomi per un braccio. Evie, non
posso credere che ci hai messo quella mia foto.
Quando mi venivano a chiedere di firmarlo, sceglievo sempre
la pagina dello staff dell'annuario perch c'era una regola non
scritta che il posto che sceglievi doveva avere un significato, reale
o inventato. Potevi firmare la foto di qualcuno per cui avevi
una cotta, oppure potevi firmare vicino al signor Schwah se
odiavi la trigonometria. Ogni anno Jack firmava il libro di Troy
sulla pagina con la signora Herbst, perch una volta al primo anno
Troy aveva avuto un'intossicazione alimentare e si era scaraventato
fuori dalla lezione di dattilografia in preda a un forte attacco
di diarrea.
Anche se avevo acconsentito a entrare nell'annuario, non avevo
acconsentito a fare amicizia con lo staff, eppure alla fine
successe. Improvvisamente appartenevo a un gruppo, il che era strano.
Non si poteva evitare di fare conoscenza con la gente quando
ci lavoravi insieme con una scadenza, quando avevi dovuto
passarci tutto l'inverno appiccicata, facendo il layout e sviluppando
foto, ascoltando Muskrat Love e Copacabana, e dicendo:
Sapete quanto potremmo farci pagare per questa merda? Avevo cognizione
dell'acne, del peso eccessivo, dei capelli grassi o degli
abiti smessi di un membro dello staff solo quando mi capitava
di parlare con loro nel corridoio e i ragazzini pi fichi passavano
e ci fissavano. Questo mi metteva in una situazione difficile,
perch avevo quattordici anni all'epoca. Quando hai quattordici
anni, quasi tutto ti mette in una situazione difficile.
Una visione del mondo  una visione affollata, avvincente e industriosa.
Per il mondo non sei pi di quello che appari al momento
dell'apparire, il che  spesso ingiusto. Ma in realt ci sono
infinite sottigliezze quanto all'identit - cio, c' il modo in cui
sei, che  la somma di come stai diventando e di come sei stato, e
che non prende in considerazione come segretamente vorresti essere.
Nargis Lata, l'amica di mia madre, si definisce una medium,
nonostante si guadagni da vivere insegnando contabilit agli studenti
del college.  una contabile perch  cos che passa le sue
giornate, o un'esoterista perch  cos che si sente dentro?
Hai un tremendo potenziale di guadagno, mi disse una volta
Nargis, con gli occhi palpitanti in una specie di trance.
Forse  troppo facile e informale andarsene in giro ad affermare
che cosa si  e aspettarsi che la gente accolga dichiarazioni strettamente
personali. Comunque, sembra ugualmente scorretto venire
incasellati in qualcosa semplicemente perch la fai tutti i
giorni - chiedete a una casalinga qualsiasi. Mi piace pensare che
ogni volta che Nargis calcola percentuali o aggiunge colonne, applica
poteri telepatici per presagire il risultato dei calcoli.
Sono lieto di annunciare che Eveline sar il mio partner per
il secondo anno di fila come photo editor del libro, disse Marty,
e tutti applaudirono di nuovo. Mi fece segno di raggiungerlo.
Andai nella parte anteriore della stanza, consapevole del fatto
che la gente mi stava fissando. Mi sedetti sul bordo della sua scrivania,
facendomi pi piccola. Si presume che il corpo sia irrilevante,
ma francamente non lo  quasi mai.
Quelli di voi che sono interessati alla fotografia possono parlare
direttamente con Evie, disse Marty. Giusto per la cronaca,
anche se l'anno di austerity  finito, non abbiamo intenzione di
esaurire tutta la somma destinata alla pellicola per lo sport. Sotto
la direzione di Evie, il libro dell'anno scorso realizzato con il
budget dell'austerity  stato il pi comprensivo di immagini nella
storia della scuola, e anche il pi redditizio. Le vendite si sono
incrementate di pi di un terzo. Alz gli occhi su di me.
C' qualcosa che vorresti aggiungere?
Scrollai le spalle. Credo di no.
Quando la riunione termin, tutti si salutarono come se non
dovesse esserci un domani.
Arrivederci!
Ci vediamo!
Il gruppo dell'annuario  una figata!
Fuori, il parcheggio era quasi vuoto, e anche i campi. La squadra
di football era andata a casa. Non c'era nessuno nel vialetto
d'accesso o sui gradini all'ingresso. Non c'era nessun movimento,
nessun posto, nessuno che rideva, nessuno perso tra i suoi
pensieri. C'era solo luce, l'ultima luce perfetta del giorno. Avevo
la sensazione che non restasse molto tempo. Quella sensazione,
non la pensavo; semplicemente il corpo me la presentava, con
un nuovo senso di urgenza. C'era tanto da fare, mi ricordava il
mio corpo, anche se per la mia, di vita, la mia mente non riusciva
a concepire cosa.

 Capitolo 8.

Kate e io eravamo nel giardino sul retro, tutte e due rannicchiate
in una comoda tana di coperte. Il suo volto addormentato era
vicino al mio - le belle ossa, la pelle color latte, la musica costante
dei lineamenti che conoscevo meglio dei miei. Eppure non
riuscivo a collocare quella scena nel tempo: eravamo anni
prima o dopo? La nostra amicizia sembrava un'improvvisa landa desolata.
Mi domandai se fosse stata la morte ad aver eroso lo spazio
tra di noi. Avevamo visto troppo, imparato troppo? La gente dice
che il tempo che passa  la cura migliore per la sofferenza. Ma
che senso ha aspettare, se il dolore se ne va soltanto quando le
cose non fanno pi male? Ci dev'essere un modo per superare il
lutto quando  ancora vivo come una dalla e viola.
Gli occhi di Kate si aprirono; controll l'orologio. Dio. Sono
ore che siamo qui fuori.
Lo so, dissi, stiracchiandomi. Siamo cos pigre. Non siamo
pigre?
Kate sbadigli. S. Ma tu sei particolarmente pigra. Ti va di
andare a Sag Harbor stasera?
Dissi: Certo. Mi piaceva Sag Harbor. Era spettrale l, soprattutto
in ottobre. Per le strade a gomito e sulle terrazze sopra
i tetti c'erano i fantasmi dei balenieri e delle donne che avevano
amato. E dei bambini che avevano abbandonato.
Poco dopo che Kate era salita a fare una doccia, qualcuno
buss. Un estraneo, certo, perch gli amici non bussavano mai.
Dietro la porta zanzariera c'era un tizio, doveva avere pi o meno
vent'anni, ben fatto, non alto. Indossava pantaloncini corti e
la maglietta di un concerto di Darkness on th Edge of Town.
Questa  casa di Irene?
S. Ma lei non c'.
S, be', okay, disse, imbarcandosi in una spiegazione. Stavo
facendo l'autostop un paio di settimane fa al college, sai,
vicino alla palestra, poco prima della curva per la Route 27. Aveva
una voce leggermente gracchiante. Ebbi la sensazione che fosse
un tipo sveglio. Le voci gracchianti come quella spesso appartengono
a gente sveglia. Insomma, Rene mi ha preso su, e abbiamo
cominciato a parlare. Mi ha detto di fare un salto la prossima
volta che passavo per East Hampton, concluse, gettando
le braccia da una parte e dall'altra, e sogghignando. Dei baffetti
leggeri spuntavano a coprirgli le labbra.
E quindi eccoti qui, dissi.
E quindi eccomi qui, rispose.
Okay, be', vieni dentro. Tra poco sar qui.
Aprii il chiavistello di scatto. La porta si spalanc e lui la afferr.
Bel posto, disse mentre entrava. Tutto questo blu ovunque.
 insolito.
La cucina era come una grotta e faceva fresco. Accesi la luce e
gli offrii qualcosa da bere, lanciandogli una lattina di acqua tonica
dal frigorifero. Mi issai sul ripiano della cucina e appoggiai
i piedi sul bordo dello sportello dell'armadietto in basso, aprendolo
con una spinta e richiudendolo con un colpetto, avanti e
indietro, giocandoci, come quando fai traballare un dente che
sta per cadere.
Sono californiano, mi inform dopo aver bevuto un sorso.
Ah, dissi. La California  lontana.
Lui annu. Rene  tua sorella?
Mia madre.
Madre?
Ha trentacinque anni, dissi, anticipando la sua domanda.
Era sempre la stessa domanda.
Sentii i passi di Kate sulle scale. Arriv da dietro l'angolo del
corridoio con una curiosa mezza camminata, spazzolandosi i capelli.
Con chi stai parlando?, mi chiese con un sorriso.
Con un tizio, dissi. Mia madre lo ha fatto salire in macchina
mentre faceva l'autostop.
Kate fece capolino da dietro il muro. Ciao, un tizio
Lui sorrise allegramente. Ciao!
Io sono Kate. Ce l'hai, un nome?
Un Tizio va bene, disse. Piacere di conoscerti, Kate.
Kate cominci a viaggiare per la stanza come su un nastro trasportatore.
Prima and al frigorifero, dove apr lo sportello senza
sforzo e si pieg sulle ginocchia per tirare fuori una bibita, eccessivamente
consapevole del portamento. Sembrava una di quelle ragazze
di Ziegfeld, quelle che scendono sfarfallando da una scenografia di scale con tacchi traditori e sederi pieni di lustrini, tenendo
in equilibrio un cappello con una stupida piuma. Appoggi la
spazzola vicino a me e tolse la linguetta della lattina nel lavabo.
Voi due non siete sorelle, vero?, chiese l'autostoppista.
Noi? Dio, no, disse Kate, mentre si sedeva di fronte a lui.
Solo amiche. Dalla seconda elementare. Vivr qui qualche mese
per finire la scuola. I miei genitori sono morti.
Oh, disse. Mi dispiace. Poi disse qualcos'altro, che mi persi.
Mi stavo domandando cosa ci trovasse Kate di cos offensivo
nell'idea che fossimo sorelle.
Si misero a parlare di astrologia. Lui era Leone; lei Acquario.
Acquario, disse lui. Accidenti! Mi sorprende che voi due
siate cos amiche. L'Acquario e lo Scorpione di solito non vanno
d'accordo.
Kate si gir verso di me. Evie? Gli hai detto di che segno
sei?, chiese.
Lui scroll le spalle. Non  servito.  evidente. Gli Scorpioni
sono intensi. Sono inflessibili e riservati. Nessuno  degno
della loro fiducia. Ma gli Acquari sono come arcobaleni d'argento.
Le sue dita danzarono nell'aria. Sono dei sognatori. Tu
non sei una sognatrice?
Assolutamente s, disse. Sono un'assoluta sognatrice.
Be', visto?
 stranissimo che lo sapessi.  fichissimo.
Mi alzai e andai all'acquaio, abbassando la testa all'interno e
spruzzandomi i capelli. L'autostoppista si scus con me, dicendo
a voce alta: "Ehi, senza offesa, eh?.
Figurati, dissi, alzando la mano sinistra e agitandola. La mia
voce dentro il lavello fece un ronzio. L'acqua mi col nel collo
mentre mi raddrizzavo, e intorno alle spalle, e sulla maglietta.
Usai la spazzola di Kate, poi mi raccolsi i capelli in una coda di
cavallo in cima alla testa e la tenni in posizione mentre cercavo
un elastico. Non c'erano elastici dove avrebbero dovuto essere,
cio nel cassetto degli elastici, delle candele mezzo bruciacchiate,
delle stringhe da scarpe e altra roba strana, quindi usai una
cordicella dei sacchetti per la spazzatura al posto dell'elastico. In
ogni cucina c' un cassetto come quello - un cassetto caos, pieno
di qualsiasi cosa tranne l'unica cosa che ti serve. Caos, perch
il caos  abbastanza simile a quando hai tutto tranne la cosa di
cui hai bisogno.
La Scamp si ferm nel vialetto d'accesso, questione di minuti
e mia madre stava oltrepassando la porta, cantando a voce alta:
Ragaa-zze. All'istante, ci fu leggerezza. In altre case, le case
buone, dove le bollette vengono pagate e la cena viene preparata
da zero e ti fanno uno di quei fantastici cestini di cocomero
pieni di palline di frutta per il tuo compleanno, i genitori entrano
e tutti si sentono male di stomaco.
Venne sulla soglia della porta della cucina, lottando drammaticamente
sotto il peso dei sacchetti della spesa. Salve, disse,
con l'accento inglese, rivolgendosi al visitatore. Che cosa abbiamo
qui?
Un Tizio, disse Kate. Un tuo amico autostoppista.
Ma non mi dire, disse. Chiuse gli occhi, picchiettandosi la
fronte. Riff. Rug. Bop.
Biff, disse lui con un mezzo ghigno e un colpo all'indietro
della testa, non sapendo se sentirsi insultato. Biff. Lo credo che
preferiva Un Tizio.
Ma certo, disse deliziata, e si sedette. Biff! Di Santa Monica.
San Diego, rispose lui. Che memoria.
Oltre la finestra, la luce del giorno languiva. Ricordai a me
stessa che era domenica, anche se avevo la sensazione della domenica.
Speravo che venisse Jack, ma lui, Dan e Smokey Cologne
erano andati in citt a un concerto al CBGB. Si sarebbe presentato
l'indomani, dopo il fischio del treno di mezzogiorno,
con addosso un odore stantio di fumo e rum, e gli occhi iniettati
di sangue di un azzurro ancora pi acceso.
Dove vai?, mi chiese mamma.
A falciare il prato, dissi.
Non essere sciocca.  ottobre. Siediti.
S, disse Biff. Dai, siediti. Tir fuori una sedia.
Era carino da parte loro, lo era davvero, ma Kate non disse
niente, quindi pensai che fosse meglio andare.
Spingevo la falciatrice azzurro cielo in strisce diagonali per tutto
il prato. Anche il nostro vicino Ernie Lever stava falciando il prato.
Ernie guidava il suo trattorino falciaerba sul suo giardinetto
grosso come un francobollo e sembrava un cowboy all'autoscontro,
procedendo avanti e indietro a scossoni, con colpi di
frusta al collo. Aveva abbattuto tutti gli alberi nella sua propriet
per poterci entrare meglio con la macchina. Lo salutai con la
mano - dovevo farlo, era una regola di famiglia.
 un repubblicano con la sacca della colostomia, mi spieg
Powell. Questo lo rende due volte pi idoneo alla carit cristiana.
L'ultimo albero che Ernie aveva tagliato era un acero gigante.
Quel giorno avevo pianto. Tutti si erano radunati intorno a me,
dandomi colpetti sulle ginocchia, sfregandomi le spalle, offrendomi
pezze ghiacciate.
Non si tratta di me, dissi a tutti. Ogni volta che stai male,
la gente pensa che si tratti di te.  per l'albero.
Nessuno contestava l'insensatezza di quello che era successo,
ma difendevano il diritto di Ernie di badare alla sua casa. Non
c'era da sorprendersi. Avevo gi sentito quel tipo di logica. Gli
adulti accettano un comportamento inaccettabile perch segretamente
non vogliono che nessuno critichi le loro azioni. E poi
incoraggiano i bambini a dire la verit come se fosse facile.
Mia madre cerc di tirarmi su. Pensa agli arboscelli che ha
generato! Al lavoro biologico che ha fatto!
Ernie ha falciato tutti gli arboscelli, proclamai cupamente.
Gli alberi avvalorano il passato. La cronistoria degli anni 
scritta negli anelli. L'uragano del 1938 aveva colpito Long Island,
ma quell'albero era sopravvissuto, per poi essere segato e fatto a
pezzi in un'innocua giornata di primavera da Ernie, un macchinista
in pensione di Astoria, nel Queens. Mi domandavo per
quanto ancora sarebbe potuto crescere. Forse gli sarebbe entrato
in casa, dirigendosi poi dritto verso la citt, facendo una specie
di pigra evasione.
Sii ragionevole, tesoro, disse Powell, prendendomi la mano.
Non possiamo salvare tutti. Punt su di me i suoi occhi grigi
da lupo per comunicarmi la gravit di quanto aveva appena detto.
Aveva anche i capelli grigi. Erano ravviati intorno alle orecchie,
e la sua voce era gentile. Quando tornava a casa dopo mesi
che era stato via, aveva i baffi folti. Quando tornava a casa, era
sempre una festa che durava tre giorni con tutti che partecipavano,
perfino io.
Ma questo lo conoscevamo, dissi.
La sera che venne tagliato, uscii fuori e trovai il ceppo. Era testardamente
attaccato all'arco della terra, proprio dove era stato
l'albero. Ovviamente, non c'era un posto migliore o pi logico,
ma comunque la sua vista mi sorprese. C'era qualcosa di straziante
nella sua intempestiva tenacia, in quella tardiva dimostrazione
di forza. Pensai alla copertina di Le Petit Prince, al ragazzo
in piedi sul bordo del suo asteroide con niente che lo possa
proteggere dall'enormit dell'universo. All'improvviso, c'era cos
tanto cielo.
Quando ebbi finito il prato, mi sedetti sui gradini dell'ingresso,
ad ascoltare le voci provenienti dalla cucina. Stavano parlando da
un sacco di tempo. C' gente che riesce a parlare incessantemente,
anche se non dice niente di interessante o di importante. Biff
stava facendo la lista dei gruppi punk che aveva visto dal vivo,
Patti Smith, Blondie, i Ramones, i Talking Heads. E Kate continuava
a citare Jack e tutti questi locali a downtown Manhattan
dove non era mai neanche stata, come CBGB e Max's Kansas City.
Mi chiesi quale fosse il valore, in senso darwiniano, del fare
amicizia cos velocemente. Ci deve essere qualche significato
scientifico nell'essere un seguace, nel permettere a te stesso di venire
persuaso da una personalit.
Recentemente, Marcus Payne aveva trovato Dio. Dopo la scuola
passava a casa con il motorino e una cassetta piena di Bibbie
della Buona Novella. Se c'era Jack, faceva una lezione a Marcus
sui pericoli delle societ che esercitano il controllo delle menti.
Jack odiava le sette; non gli piaceva neanche che io facessi yoga.
Il diavolo  nel dogma, Payne, ringhiava Jack. Non farti
infinocchiare. Quegli stronzi a Jonestown si sono bevuti il cianuro
mescolato al Kool-Aid e lo hanno spruzzato in bocca ai
bambini perch ormai gli era chiaro che il comunismo poteva
non decollare a livello globale. Voglio dire, se non ci sono riusciti
Marx ed Engels, se non ci sono riusciti Lenin, Stalin e Trockij,
che possibilit avevano novecento svagati che venivano da famiglie
distrutte di militari? E quei matti scatenati dell'Helter
Skelter?, diceva. Jack odiava Charles Manson. Diceva che Manson
aveva rovinato la reputazione degli hippy.
Secondo Jack, la filosofia che c' dietro ogni setta  secondaria.
Tutto si basa sul potere della gente. Hai le masse di fedeli
che si mettono in fila e aspettano il lavaggio del cervello. E
come dire: scegli un messaggio e fa che sia fantastico, oppure se ne
andranno in qualche altra setta.
Se Jack non c'era, Marcus e io parlavamo semplicemente di
film. Era un fanatico dei classici oltre che un evangelico, e faceva
del suo meglio per trovare collegamenti tra le due cose, giusto
nel caso che qualcuno in chiesa cercasse di convincerlo a
smettere di andare al cinema.
E che mi dici di Harvey, Evie?, mi chiedeva mentre riorganizzava
le ricevute della vendita delle Bibbie che teneva su un
portablocco infilato nella giacca a vento. La sceneggiatura si riferisce
al coniglio come a uno spirito pagano, un pooka, ti ricordi?
Ma io sospetto che Harvey in realt sia una figura cristologica.
Pensaci: un coniglio invisibile. Pu significare soltanto una
cosa per quanto mi riguarda.
Alla fine si sent il rumore delle sedie della cucina che venivano
tirate indietro. Sentii mia madre che andava all'acquaio, dicendo
che era ora che correggesse i compiti di met semestre, e
Biff che gettava la sua lattina di acqua tonica vuota nella spazzatura,
dicendo che andava all'allenamento di rugby nel campo di
Herrick al villaggio. Pensai che Kate potesse menzionare la nostra
idea di andare a fare una passeggiata a Sag Harbor, ma non
lo fece.
Me ne andai prima che arrivassero alla porta, tornando alle
coperte che Kate e io avevamo lasciato dietro la casa. Mi sedetti,
immaginando che, se nessuno fosse venuto a cercarmi, avrei
semplicemente aspettato che scendesse la notte. La notte  come
l'oceano - nell'oceano non ti si pu vedere; nell'oscurit  lo
stesso. Essere sommersi  come avere una nazionalit; significa
essere completamente una cosa. Mi domandai se avrei mai conosciuto
una simile saturazione, o se avrei avuto un'identit che
fosse equivalente dentro e fuori. Quando mi chiesi che cosa sentissi
al di sopra di tutto il resto, cosa si muovesse pi liberamente
attraverso la rete che ero, riuscii a pensare solo alla perdita -
alle cose dimenticate malgrado non le avessi mai conosciute, alle
cose sacrificate malgrado non le avessi mai tenute in mano.


Capitolo 9.

Dopo la prima ora di storia ci fu un'ora di buco. La signora Kennedy
era in piedi sulla soglia della sua classe e faceva entrare i ragazzi.
Tra me e lei, i pavimenti erano come carte da gioco di cemento.
Ogni lastra aveva sottili bordi di metallo e macchioline
giallo stucco e verde oliva.
Pavimento alla veneziana, ci disse pap la prima volta che
venne ad aiutare Denny e me a costruire le scenografie per uno
spettacolo teatrale. In Friuli, in Italia, la gente aveva l'abitudine
di prendere le pietre dai letti dei fiumi per fare i sentieri. Un
paio di uomini si mettevano sui due lati opposti di un vicolo, e
segavano avanti e indietro, triturando le pietre sporgenti con un
macigno fissato a un palo di legno. Alla fine Palladio adott
quello stile per le case di campagna, utilizzando rimasugli di
marmo nel cemento levigato. Ti ricordi che ti ho raccontato delle
ville palladiane?
Mio padre condivideva costantemente dei fatti con noi, raccontandoci
per esempio che la noce moscata pu essere un veleno
mortale, o che i veri discendenti dello stallone certosino del
XVIII secolo Esclavo avevano delle verruche sotto la coda, o che
Picasso aveva dipinto Guernica come risposta al terrore dei bombardamenti
tedeschi durante la Guerra civile spagnola nel 1937.
Non si sa mai quello che ti pu capitare a un esame, diceva, dimostrando
una stima eccessivamente alta del sistema educativo.
Mio padre era nato durante la Grande Depressione, e poco
dopo sua madre era rimasta vedova. Malgrado l'intelligenza di
suo figlio, non era stata in grado di mandarlo al college. Da
quando si era congedato dall'esercito, lui aveva passato ogni
minuto libero a leggere qualsiasi cosa riuscisse a trovare, dai manuali
sulla refrigerazione ai libri di testo sulla Costituzione. Lincoln
aveva studiato per conto suo, diceva sempre mia madre per
incoraggiarlo. E guarda dov' riuscito ad arrivare.
Hai perso qualcosa, tesoro?, mi chiese la signora Kennedy.
Oh no, signora Kennedy. Sto solo guardando i pavimenti.
Sono belli.
Lei guard gi e sorrise, cosa carina. Stava bene quando sorrideva.
La mia non  una faccia da sorriso. Gli sconosciuti per la
strada dicono sempre: Sorridi! Ma per i miei muscoli non  un
movimento naturale.
Stephen Auchard stava leggendo The New York Review of Books.
Kate stava sfogliando Glamour. Non ci dicevamo nulla, cosa corretta
perch nessuno parla in aula di coordinamento. L'aula di coordinamento
 una combinazione alfabetica, che non ha niente a
che fare con la compatibilit e dipende completamente dal caso.
 un compito civico aleatorio, come far parte di una giuria.
Il sistema di amplificazione del suono squitt, e il signor Martin,
il vicepreside, cominci gli annunci con una confusa Promessa
di Fedelt. Prima dell'ultimo anno tutti si alzavano e recitavano
la Promessa. Quelli erano tempi di ottimismo. L'ottimismo
 quando non sei sicuro di dove la vita ti porter, quindi naturalmente
ti aspetti il miglior esito possibile. Ma a diciott'anni
hai gi un indizio di come sar la vita, e se quell'indizio non 
cos meraviglioso puoi anche stravaccarti sui termosifoni o sui
banchi e ignorare gli annunci, un po' pensando alla sera prima,
un po' pensando al giorno dopo.
Karen Baker di solito dormiva durante la Promessa. Karen faceva
la cassiera da Brooks Discount a Main Street. Ogni pomeriggio
indossava una targhetta sbilenca con il nome sopra fissata
su un grembiule rosso fragola, di quelli con i fermagli che le signore
di Little Italy chiamano la vestaglia da casa. A volte Jack e
io vedevamo Karen dietro Brooks vicino al cassonetto
dell'immondizia, in pausa sigaretta. Fumava le Parliament Lights, e a
Jack piaceva dire che non sono tanto sigarette quanto costosi
stuzzicadenti.
Eddie Anderson lavorava alla Texaco di North Main Street.
Eddie decisamente non poteva prendersi il disturbo di recitare la
Promessa. Indossava magliette stirate di Bad Company, anche se
aveva le dita macchiate di viola dall'olio delle macchine. I capelli
in disordine che aveva in testa avevano una scriminatura ordinata
ed erano addomesticati in modo da fare l'effetto di una gigantesca
lettera M. Ogni giorno dopo l'aula di coordinamento
prendeva l'autobus per Riverhead perch voleva fare il meccanico
delle barche. Andava al Boces - Board of Cooperative Educational
Services, una scuola professionale. Jack diceva che Eddie
sarebbe diventato quello pi ricco della classe. Meglio inchiodarlo
adesso, Katie, Jack prendeva in giro Kate.
Cheryl Bromley, che usava l'aula di coordinamento per limarsi
le unghie, sarebbe stata una parrucchiera e una truccatrice,
quindi andava anche lei al Boces per prepararsi in qualcosa,
non ero sicura di che cosa esattamente - trucco e parrucco probabilmente,
anche se sembrava un corso di studi improbabile.
Se certa gente non poteva essere biasimata per una mancanza
di entusiasmo rispetto alla Promessa, certamente avevamo la sensazione
che non fosse giusto che il resto di noi saltasse su e giurasse
fedelt a una nazione che stava gi progettando di diventare
pi munifica e pi favorevole ad alcuni che ad altri.
Stavo facendo un disegno per Jack. C'era Black Wednesday all'Old
Post Office Theater di Newtown Lane, e saremmo andati
a vederlo sabato per tipo la quinta volta. Parlava di surfisti, quindi
stavo disegnando l'interno di un'onda con un corpicino in cima
- il corpicino era quello di Jack - quando un oggetto cadde
sul pavimento. Dal suono sembrava una penna. Controllai intorno
alle mie caviglie, pensando che forse era mia, anche se la
mia ce l'avevo in mano.
Una voce disse: Scusa.
Era Dorothy Becker. Il suo corpo molle come la gelatina era
infilato nel sedile in diagonale rispetto al mio, una fila pi su e
da una parte. Era sospesa all'indietro per raggiungere la penna,
ma non si voltava. Il suo braccio si dimenava e le sue dita stringevano
l'aria. Aveva quel genere di dita bianche e flaccide senza
alvei per le unghie definiti.
La prendo io, mi offrii, chinandomi per afferrarla. Le infilai
la penna in mano, e vidi il segno sul polso. I miei occhi seguirono
il percorso del crinale. Era tortuoso e rosso pallido, una
cresta color primula pi lunga di tre centimetri, probabilmente
pi corta di quando l'incisione era fresca. Il suo palmo serr
mollemente la penna. Io la tenni sospesa nel caso la facesse cadere
un'altra volta. Mi ringrazi, e mi tirai su, dicendo: Non c'
problema, il che era vero.
Esaminai la schiena di Dorothy, i suoi capelli e i suoi vestiti.
Usava lo shampoo, il sapone e il dentifricio, proprio come me.
La differenza principale tra noi era che, quando si svegliava, lei
sapeva di avere una giornata di merda davanti a s, mentre io
non potevo mai esserne sicura.
Quando sei alle superiori, non sei estraneo alla morte, soprattutto
se vivi dove i ragazzini guidano e ci sono brutte strade
e bere  uno stile di vita. Al secondo anno di liceo, due coppie
di scuola rimasero uccise quando presero un palo del telefono
sulla Route 114, e la scuola piant degli alberi di fico vicino
al vialetto d'accesso. Era una cosa triste, ma non capii bene perch
ragazze come Coco, Pip e Breanne diventarono isteriche,
nonostante non fossero mai state carine neanche una volta con
quei ragazzi.
Coco continuava a dire: Oh mio Dio. Oh mio Dio. Oh mio
Dio.
Malgrado non elaborasse, pensavo di riuscire a capire cosa intendesse
dire. Pensavo che intendesse dire: Sarebbe potuto capitare a
noi. Decisamente non intendeva: Mi sarebbe piaciuto conoscerli
meglio. Se quella gente fosse tornata in vita di colpo proprio di
fronte a lei, sarebbe stata ancora cattiva con loro, come sempre.
 sconcertante che ci si aspetti che uno pianga per gente che
muore sconsideratamente, ma ci si aspetta anche che Dorothy ti
faccia schifo. Dorothy era debole, oppure incredibilmente coraggiosa
a essersi tagliata le vene? E poi a sopravvivere al danno,
e poi a dover ritornare a scuola perch tutto era meglio che stare
a casa? Era quel doppio fallimento che mi commuoveva pi di
tutto: il fallimento della sua vita e il fallimento del suo tentativo
di metterle fine.
Mi domandai se la sua fine prematura fosse inevitabile ma
fosse stata solo temporaneamente rimandata. Forse un suicida 
come un animale zoppo in un branco sano, che trascina un arto,
che perde sangue. Forse non si pu impedire alla morte di capitare
a quelli che hanno subito qualche intempestiva burrasca o
vissuto un rovesciamento della propensione naturale, e che sentono
che vivere  peggio che morire.
Deve richiedere un grosso sforzo di consapevolezza arrivare a
una conclusione che  in una direzione cos opposta a quella della
natura. A meno che, naturalmente, quella conclusione non sia
affatto opposta. Perch chi pu essere certo che il suicidio non
sia solo una particolare via d'accesso alla morte - e la morte non
sia in s e per s irrefutabilmente naturale? Perch quelli che si
tolgono la vita subito dovrebbero essere pi criminali di quelli
che lo fanno in maniera fastidiosa, con una vita nociva, con la
droga, la vodka, la nicotina, con il cibo spazzatura e la compulsione
sessuale, con un comportamento che continua a far male
ad altra gente oltre che a loro stessi?
Eppure ci sono persone che sopportano l'agonia della vita. Intrappolate
tra edifici crollati o imprigionate in luride celle, per
tenersi su cantano, pregano o scrivono micropoesie su pezzetti di
carta. Quando c' la volont di sopravvivere,  cos sicura, cos
chiara - ma se quella determinazione non  chiara? E se una persona
non ce la fa pi prima che sia arrivata la sua ora?
Una sera lo chiesi a Jack. Eravamo a Georgica Beach. Pensi
che il suicidio sia una tragedia?
No, afferm. La vita  tua.
Non hai un dovere nei confronti delle persone che ti vogliono
bene?
Se ami per dovere, non  amore. Stava scavando creste e crateri
nella sabbia con un bastoncino. E in pi, si  soli fin dalla
nascita.
Ma nasci dai tuoi genitori. Da tua madre.
Non entri in un legame con tua madre quando nasci; lo
spezzi. La nascita  il punto di distacco dall'unica vera comunione
che conoscerai mai. Tutto il resto  un'invenzione. La tua felicit
dipende dalla capacit dei tuoi genitori di gestire questo.
Sai, la questione della separazione, la finzione dell'attaccamento.
O del non attaccamento, quello che .
Quindi non devi niente ai tuoi genitori?
Scroll le spalle. Io no. Forse tu s. Raschi una piattaforma
nella sabbia. La maggior parte dei genitori non vuole i figli
o il coniuge. Sta solo compiendo delle funzioni sociali da
elettroencefalogramma piatto. Si sposano perch  ora, creano
una famiglia perch  ora. Lo fanno per paura di diventare reietti,
per paura di agire sull'onda di un cazzo di pensiero originale.
Il mio nome si materializz nella sabbia a grandi lettere sinuose.
Vi disegn un cuore intorno. Se l'aborto fosse stato legale
diciassette anni fa, io non esisterei. Questo mi ha detto il
mio vecchio.
Non ci credo che abbia detto una cosa del genere.
Jack disse: Credici.
Saresti potuto saltare quando stavi arrampicando, dissi.
Ma non l'ho fatto.
A causa mia, hai detto.
A causa tua.
Quindi non sei solo, dissi. Tu hai me. Devi qualcosa a me.
A te -  giusto. Per scelta, non per dovere. E se questo dovesse
mai cambiare, assunse un atteggiamento grave, far tutto
quello che mi va.
E sarebbe colpa mia?
No, fece una trivellazione. Sarebbe una mia scelta.
Anche se sapevo che credeva in quello che diceva, mi domandai
anche se fosse possibile isolare una scelta definitiva da tutte
le scelte che la precedevano. Romeo fece una scelta quando si uccise,
ma la sua scelta scatur in maniera significativa da scelte precedenti
- Giulietta era morta prima, o almeno cos pensava lui.
E il potenziale perduto?, dissi. L'arte che Van Gogh avrebbe
potuto continuare a produrre.
Jack scosse la testa. Il potenziale perduto  irrilevante. Come
pu qualcuno sentirsi frodato di qualcosa su cui non ha mai avuto
alcun diritto comunque? La solitudine che sentiva Van Gogh
era la solitudine che sentiva, sia che portasse ai quadri o al suicidio.
La vita pu essere sacra, ma forse la sua non era sacra. In
realt,  ben documentato che la sua vita facesse schifo. Se la
gente non sapeva come voler bene a lui o alla sua arte quando
era vivo, o come trasmettergli la sacra sensazione del sacro vivere,
andassero pure affanculo dopo che  morto.
Immagino che sia meschino augurarsi che qualcuno abbia
vissuto di pi per arricchire di pi la tua vita. Jack aveva ragione:
l'ironia di piangere la gente che si uccide  che intanto lo
slancio amoroso confezionato per i morti non ha impedito loro
di morire. Se il suicidio deriva da un desiderio di essere compresi,
o realizzati, forse non  fuori luogo per coloro che restano in
vita sentirsi abbandonati, essere costretti a sopportare un tetro
festino di anni.
Jack lanci il bastone nell'oceano e lo guard migrare. La luce
della luna sembrava cercarlo. Il mio occhio si trascin dalla
sabbia al mare al cielo, osservando come la sua forma luminescente
toccasse entrambi, facendomi pensare al rapporto tra solitudine
e immensit.
Sapevo cosa stava pensando Jack. Cercai di ammettere l'ampiezza
della sua disperazione senza giudicare. Cercai di farmi
commuovere dall'enormit della sua visione senza sentirmi piccola
in confronto ad essa. Se non potevo accompagnarlo nei
luoghi che aveva bisogno di visitare, potevo almeno onorare il
suo bisogno, perch quello che diceva Jack era cos,  cos: l'amore
nasce dalla scelta. Mi ricord quella scelta, e mi chiese di
farla di nuovo, malgrado il rischio che correvo, che era il rischio
di perderlo, e il rischio che rappresentavo, che era il rischio che
lui perdesse me.
Il mio viso incontr la sua spalla. Volevo ricordargli qualcosa
- ma cosa? Sapevo solo che in quel momento, quando io ero l
ed era l anche lui, lo amavo pi di quanto avessi mai amato
chiunque altro.


Capitolo 10.

Le Ragazze Pon Pon si cambiarono il nome in Cheerleader, e le
Cheerleader non dovevano essere confuse con le Majorette, che
marciavano all'inizio della banda. Dipende dai tempi!, dichiar
Cathy Benjamin, che sedeva vicino a me a disegno figurativo.
Te lo immagini? Doverti chiamare ragazza pon pon? Voglio dire,
siamo nel 1979!
La prima volta che le fotografai per l'annuario, fecero una piramide
umana. Ci volle un'ora per utilizzare un rullino perch
fuori stava piovendo, e non c'era abbastanza spazio nell'aula per
ottenere un lancio adeguato. Finalmente si sistemarono in una
posa conclusiva, un conglomerato sconcertante di
inginocchiamenti, posizioni erette, mezzi inginocchiamenti,
mezze posizioni erette, e una lieve inclinazione coreografata.
La posa doveva
seguire un vero urr, altrimenti non sarebbe apparsa naturale.
Questo si dimostr tecnicamente arduo, dato che ogni volta che
ci provavano atterravano in un posto diverso.
L'hai fatta?, sbuffavano allegramente.
Credo di s, rispondevo. Facciamone qualcun'altra giusto
per sicurezza.
Finii per usare delle lenti a grandangolo, che avevano il disgraziato
effetto di distorcere l'immagine e di far apparire le facce
ottuse e schiacciate, come se fossero state fotografate dal pomello
di una porta. Le cheerleader non protestarono quando usc
il libro. In realt, in generale erano delle tipe in gamba, e a pranzo
mi invitavano sempre a unirmi al loro tavolo, dicendomi quanto
mi stavano bene i capelli o che bel maglione avevo.
Nell'atrio cantavano slogan attraverso le loro labbra rosa e lucide.
Con le mani poggiate sulle ossa dei fianchi, facevano a turno
a gridare il nome di un giocatore. Due, quattro, sei, otto, chi
ci piace sopra e sotto? Kevin! Eddie! Nico! Billy! Mike!
Una regola era che ciascuna ragazza si metteva a gridare il nome
del suo fidanzato o di qualcuno per cui aveva una cotta, il
che equivaleva a un fidanzato secondo il codice delle ragazze. Se
ti piaceva qualcuno, lo chiamavi, come chiamavi il sedile davanti
della macchina quando eri piccolo. Quando eravamo piccole
ci piacevano i Monkees. Kate chiam Davy Jones, quindi io rimasi
intrappolata con Mike Nesmith. Anche i ragazzi hanno dei
codici, ma la punizione quando vengono infranti  severa. Se ci
provi con la ragazza di qualcuno, potresti essere picchiato o ucciso.
Con le ragazze le cose non sono mai proprio cos lineari.
Una volta chiesi a Kate perch venga considerato un tradimento
da parte di una ragazza innocente se un ragazzo che interessa
a un'altra si avvicina a lei invece che alla ragazza che lo ha
chiamato. Oppure prendi una coppia stabile, dissi per rafforzare
il mio punto di vista. Se il fidanzato va dietro a un'altra
ragazza, perch tutti se la prendono con la nuova ragazza piuttosto
che con il fidanzato?
Perch piagnucol Kate la nuova ragazza non avrebbe dovuto
farlo.
Fare cosa?  il ragazzo quello che lo ha fatto, dissi.
Mentre ogni cheerleader chiamava un nome, saltava in aria,
facendo una Xcon il suo corpo, mentre le altre battevano le mani
due volte per dare risalto. C'era qualcosa di meravigliosamente
paradossale in loro. Si vestivano come si presume debbano vestirsi
le ragazze, con orecchini e gale, con l'ombretto blu sugli
occhi e le onde della permanente. Eppure non erano cos femminili,
e le cose che facevano con i loro corpi erano folli. Erano
energiche e atletiche; erano sicure di s, leali e ottimiste. Devi essere
cos per volare nell'aria credendo che qualcuno ti afferrer.
La parte volante mi deprimeva. Fin dove erano disposte a spingersi
per la loro squadra. E quanto nel mondo reale non ci fossero
squadre per donne come quelle.
Le guardavo attraverso le lenti della mia macchina fotografica.
Annie Jordan ed Elizabeth Hill si erano appena unite al club.
Avere delle ragazze nere nel gruppo gli dava un'attrattiva visiva
che in precedenza gli mancava. Quando l'urr fin, fischiai. Loro
si girarono e agitarono le mani: Ehi, Evie! e io scattai una foto,
che era davvero molto carina, per come erano tutte in piedi, semplici,
fini, e colte di sorpresa, graziose in uno scompiglio di fanciulle.
Le salutai anch'io con la mano, poi andai nell'auditorium.
C'era un cartello sulla porta: 22 OTTOBRE 1979, ORE 15-17
PROVINI FINALI - GRUPPO TEATRALE EHHS. Aprii la porta con
una spinta, mentre il signor McGintee, il consulente teatrale che
era anche il consigliere per l'orientamento di quelli dell'ultimo
anno, fece l'annuncio che i provini erano ufficialmente chiusi.
Cos , a meno che la signorina Auerbach non abbia deciso
di sacrificare l'arte per il palcoscenico. Cosa ne dice, Eveline?,
chiese il signor McGintee.
Chiusi la porta tirandola dietro di me e mi infilai rapidamente
in un posto all'ultima fila. Oh no, sto solo aspettando qualcuno.
Non dovevo dire Kate, dato che lo sapevano tutti. Lo sapeva
anche il signor McGintee.
Voi ragazze avete un momento?, aveva indagato il signor
McGintee, mentre Kate e io passavamo davanti all'ufficio dell'orientamento
il primo giorno dopo le vacanze estive. Solo per
una chiacchierata. Aveva alti capelli rigidi e occhiali rigidi, e
sembrava secco come una vecchia pianta di tifa.
Mentre parlava con Kate in privato, io ero seduta nella sala
d'aspetto vuota, cercando di non toccare niente. L'ufficio dell'orientamento
mi faceva sempre sentire a disagio, forse perch
trafficava con il destino dei ragazzi, proprio come lo studio di un
dottore si occupa dei destini dei malati. Non accade granch in
nessuno dei due posti, tranne l'attesa della variet pi straziante.
La radiosveglia della segretaria suonava Sweet Home Alabama.
Notai che era sintonizzata sulla WPLR, la stazione rock locale, che
doveva essere una cosa per dopo l'orario di lavoro. Di solito la
tenevano sintonizzata sulle stazioni preferite di musica leggera.
La porta d'accesso al cubo di vetro del signor McGintee si
apr con un sibilo, e lui mi invit a raggiungerli. Dentro si chin
sul bordo della sua scrivania e mi fece delle domande che non
erano esattamente delle domande. Allora, voi due avete avuto
occasione di riesaminare gli eventi dell'estate?
Kate disse: S. Lo abbiamo fatto.
E io dissi: S. Li abbiamo riesaminati molto.
Benissimo, disse il signor McGintee, dandosi una pacca sul
ginocchio. Fan-taf-tico.
Non sempre  un crimine mentire. A volte  pi facile dare
alla gente la risposta che si aspetta piuttosto che spiegarle quello
che veramente senti o pensi. A nessuno piace ammetterlo, ma la
conversazione non  mai autenticamente spontanea. Tutti
agiscono in direzione di un obiettivo, e a poca gente piacciono le
sorprese. Puoi evitare un bel po' di imbarazzo reciproco e di fastidiose
trattative semplicemente individuando con esattezza lo
scopo del tuo partner fin dall'inizio.
Il signor McGintee aveva speso un sacco di tempo e denaro
per prendersi il diploma in psicologia pedagogica, e non si poteva
certo rimproverarlo perch cercava di metterlo un po' a frutto.
Non voleva risposte sincere su come stava Kate, solo qualche
frase chiave che gli consentisse di classificare i suoi sentimenti
come normali e dichiarare il suo caso chiuso.  come chiedere
a qualcuno: Com' andata l'estate?. Non  che vuoi sapere
veramente i particolari.
Ma Kate non poteva parlare della sua sofferenza perch le parole
non riuscivano mai a comunicare i suoi sentimenti specifici.
Io avevo visto il suo dolore. Si vedeva da come sedeva immobile
nella sua stanza in casa nostra a guardare il giorno rintanarsi
dall'arancio al blu. Si vedeva da come il tempo passava due
volte pi lento per lei e anche intorno a lei. Stavamo sedute per
quelle che sembravano ore.
Che ore sono?, chiedevo con uno sbadiglio.
Lei diceva: Dieci minuti dopo l'ultima volta che me lo hai
chiesto.
Invariabilmente si vestiva in maniera troppo elegante. E quando
cucinava o lavava i piatti, si chinava sul ripiano stringendo le
gambe avviluppate una intorno all'altra. La sua pena si esprimeva
nella trepidazione. Aveva paura di muoversi, come se il movimento
potesse irrevocabilmente trascinarla via dalla sfera dove
aveva abitato sua madre.
Perch hai lasciato il francese, Catherine?, chiese il signor
McGintee alla punta della testa di Kate.
Le mani di Kate giocherellavano con la stoffa del rivestimento
della sedia dell'orientamento, che era imperlata come avena
disidratata.
Lo parla gi benissimo, dissi io. Quanto meglio dovrebbe
parlarlo?
Lui mi zitt. Il punto  che Francese 5 avrebbe fatto salire la
tua posizione in classe, Kate, disse, e le sue palpebre palpitarono.
Il punto  raccomand che dobbiamo prendere in esame
il tuo futuro.
Il signor McGintee annu a me in maniera significativa, chiedendo
un sostegno su quel punto, come se io avessi chiss quale
certezza sul mio futuro, o come se avessi avuto qualche esperienza
con il lusso della famiglia a parte quello che avevo conosciuto
della famiglia di Kate. Non c'era niente che nessuno potesse
fare, davvero. Kate aveva perduto un intero modo di essere
- vino rosso nel suo bicchiere per l'acqua, vitella battuta per cena,
un vassoio di formaggi e frutta come dessert, passeggiatine
intorno a Town Pond con la gonna perfettamente stirata di Maman
pieghettata in maniera rigida come carta velina. Di sabato
si ballava, Yves Montand o Jacques Brel, e quando la canzone finiva,
Maman faceva una piroetta, battendo le mani due volte vicino
agli occhi come una persona felice, sfrontata - Ha! Ha!
Come pretendeva di aiutarla, il signor McGintee? Una parte di
Kate era morta quando erano morti i suoi genitori. Non aveva pi
una dimostrazione di se stessa. Era diventata un nulla. Non un
nulla, ma un ex qualcosa, che  infinitamente pi complicato.
Nell'auditorium mi sedetti sul bordo in verticale di un sedile,
mollai lo zainetto a terra e socchiusi gli occhi per cercare Kate.
La si poteva trovare per i suoi capelli, che nella mitologia si sarebbero
chiamati chioma dorata. Era al centro della seconda fila.
Il signor McGintee si congratul con il gruppo per la partecipazione
- oltre ai diciassette membri effettivi del club, c'erano
ventisei nuovi studenti che erano andati ai provini. Si lanci in
un discorso stereotipato su come pochissimi testi teatrali potessero
accogliere cos tanti attori, ed estrasse minacciosamente un
foglio di carta dalla sua valigetta, dicendo a tutti di scrivere i loro
nomi e interessi, nel caso non riuscissero a entrare nel cast.
 importante ricordare che i volontari che stanno dietro le
quinte, i costumisti, i tecnici delle luci e gli addetti alla vendita
sono importanti quanto gli interpreti. Grid in alto verso il corridoio,
di nuovo a me. Non  cos, Eveline?
Certo, dissi. Non so perch doveva sempre coinvolgermi
nelle cose. Sembrava che non ascoltasse mai quello che dicevo.
Voglio dire, immagino di s. Non era proprio cos, non se volevi
recitare. A me piaceva costruire le scene, ma Kate sarebbe
morta se l'avessero nominata attrezzista.
Quando Kate mi aveva chiesto se doveva entrare nel gruppo
teatrale, avevo detto di no. Era carina e aveva i capelli lunghi, ma
questo non faceva di lei un'attrice di teatro. Carol Channing era
un'attrice di teatro. Julie Andrews. Ethel Merman. Helen Hayes.
Lynn Redgrave. Rita Moreno. Le dissi quello che pensavo, ma
non con queste parole.
Dissi solo: Non credo che sarebbe una buona cosa.
Kate sarebbe andata bene nei film, recitando se stessa o una
specie di fata - una fata equestre, che stava sdraiata sulla fronte
del cavallo ed emanava scintille con la bacchetta magica nelle
orecchie dei cavalli.
Vediamo, l'anno scorso era Il violinista sul tetto, dissi mentre
mangiavo una coscia di pollo e ripiombavo sul divano. E l'anno
ancora prima Bulli e pupe. Probabilmente sar South Pacific.
Sei cos cattiva!
Cinque dollari, dissi. The Mikado. Scommetti? Damn Yankees.
Kate pensava che stessi prendendo in giro il suo hobby, il che
era vero. Voleva recitare perch era bella, e la gente bella si sente
sempre autorizzata ad attirare una maggiore attenzione. Era la
stessa cosa quando tutti dicevano che Daryl Sackler doveva giocare
a basket. Non significava che avesse la capacit di
resistenza, l'agilit, la dedizione o l'ingegno necessari, significava solo
che era alto, che il suo fisico sarebbe stato giusto sul campo. Alla
gente piace che le cose almeno sembrino giuste, anche se quella
logica visiva esiste a spese dell'eccellenza di fatto.
C'erano ragazzi in tutto l'auditorium, seduti sui bordi delle
cose. Fui sorpresa nel vedere l Jack. Era sul pavimento, appoggiato
al muro all'estrema destra con Dan e Troy Resnick, e mi stava
fissando con una curiosit penetrante, come se fossi impagliata
e chiusa dietro un vetro. Lo avevo gi visto guardarmi cos.
Quello che si dice  vero?, mi aveva chiesto.
Aveva dei ramoscelli sulla giacca da taglialegna rossa a scacchi.
Era appena tornato dal collegio per il giorno del Ringraziamento.
La sua sacca da viaggio era poggiata fuori sul gradino all'ingresso,
dove l'aveva lasciata. Era il novembre del 1978, cinque
mesi dopo che ci eravamo conosciuti.
Era una frase insolita per lui. Ero confusa non dalle parole ma
dal tono, dal modo brusco in cui le aveva pronunciate. Era come
se ci fosse un pezzo di me che aveva perso a causa di un forte
vento, e avesse la frenesia di recuperarlo. Mi stava fissando furiosamente.
Dipende dissi da quello che si dice.
Che sono venuti a letto con te, rispose intrepido. Se c'era
una cosa - Jack sapeva essere intrepido. Non esitava mai per assicurarsi
che stessimo entrambi parlando della stessa cosa. Eravamo
seduti sul divano in salotto. Le sue ginocchia sfioravano il
tavolino da caff.
Guardai il soffitto. Be', nessuno lo ha toccato davvero, il mio
letto.
Hai capito cosa voglio dire.
Fanno una differenza, le parole che usi.
Hai fatto sesso con loro?
Non direi neanche questo.
Jack fece un respiro. Che cosa diresti?
Direi che  il contrario.
Che loro hanno fatto sesso con te?
Esatto , dissi. Questo  esatto.
Jack si guard le scarpe. Si guard le scarpe molto a lungo.
Divent cos immobile che pensai che forse si era addormentato.
Cercai di pensare a come sarebbe stato essere lui, sentire quella
notizia per la prima volta, ma era difficile visto che lo sapevo
gi da un po. Era possibile che volesse fare qualcosa rispetto a
quello che era successo. Sfortunatamente, era successo cinque
settimane prima. Anche se non  difficile provare dei sentimenti
riguardo al passato,  difficile usare quelle emozioni in maniera
efficace.
Quello che si diceva per caso spiegava che quei tizi erano entrati
nel bagno al piano di sopra della casa estiva di Mary Brierly
a Napeague mentre stavo facendo pip, che mi avevano issato
contro il muro prima che potessi tirarmi su le mutande, che
L.B. Strickland mi aveva coperto la bocca con la sua, mentre Nico
apriva tutto il rubinetto sul lavandino? L'acqua era schizzata dal
lavabo sulla mia pancia in spruzzi gelati. Non mi piace quando
l'acqua schizza in alto, mai.
Jack si sarebbe sentito meglio o peggio sapendo che, dal momento
che mi spingevano la nuca contro il muro, potevo sentire
ma non vedere la cerniera lampo di Nico che si apriva con un
colpo secco? E nonostante la riluttanza, memorizzai la sensazione
dei miei due polsi infilati in una sola mano di qualcuno, e la
sensazione dei rantoli ubriachi di qualcuno sul mio collo che andavano
al ritmo con i colpi che mi aprirono in due, e la sensazione
dei capelli di un estraneo sulla mia pelle.
Si sentiva Rapture dei Blondie. Sembrava che suonasse in maniera
esponenziale, moltiplicandosi a ogni verso successivo. Sicuramente
nessuno aveva descritto questo a Jack, o la parte in
cui Mary aveva bussato alla porta del bagno e l'aveva aperta con
una spinta su noi tre, strillando: Fuori da casa mia! e Sgualdrina!.
La gente aveva incluso nei bigliettini che faceva girare la
descrizione delle sue unghie che mi erano entrate nelle braccia
quando mi aveva trascinato nel corridoio con le mutande intorno
alle caviglie? E che quando mi ero chinata per vestirmi, c'erano
strisce dei fluidi di qualcun altro che mi colavano all'interno
delle cosce? E che avevo inciampato scendendo le scale, ero
corsa fuori dalla porta d'ingresso e avevo sperato contro ogni
speranza che nessuno mi avesse notato?
Era una notte senza luna ma non completamente inclemente.
Comparvero tre corpi. Rocky Santiago e il suo fratello minore,
Manny, e uno di una classe inferiore di cui non mi ricordavo il
nome. Rocky mi fece salire dalla parte del passeggero della sua
Chevy ammaccata. La mia bicicletta entr nel suo portabagagli.
Guid con cautela verso East Hampton da Amagansett, e Manny
lo segu nella macchina del suo amico, anche lui con cautela.
Rocky mi chiese se mi sentissi bene.
Mi dispiacque non rispondere. Non riuscivo a superare quella
sensazione, quell'atroce sensazione a posteriori, una sensazione
impossibile da afferrare o da capire. Al di l di ogni ovvio
paragone con l'essere stati rapinati o ingannati, dentro mi sentivo
rapinata e ingannata. Dentro sentivo la fisica dell'ingiustizia,
che, a quanto pare, ha poco o niente a che fare con il linguaggio
dell'ingiustizia. Il fatto che sia sbagliato in maniera indiscutibile
che qualcuno abbia preso qualcosa che non gli appartiene, insozzato
qualcosa che avevo tenuto pulito, impresso il suo marchio
su una mia propriet, e attraversato in maniera sprezzante
la mia intimit senza tener conto del mio desiderio, era tutta una
congettura lontana paragonata al pragmatismo della mia situazione
- lo stiramento del muscolo del collo, il taglio sulla bocca
probabilmente inferto da un orologio, i graffi dolorosi sulle
braccia impressi da Mary, la mia biancheria umida non di me, le
abrasioni di superficie e le microlesioni interne che non riuscii a
rivelare a Rocky malgrado il suo gentile interessamento perch 
difficile per la gente capire l'interno di una ragazza, la sua forma
a conchiglia con viali a filigrana che sono spettacolari e ornamentali.
La gente tende a pensare che sia solo un buco.
Gli chiesi di accostare, e quando lo fece mi chinai fuori per
vomitare. Manny spense i fari della seconda auto per lasciarmi
un po' di privacy.
Quando arrivammo a casa mia, Rocky spost il cambio della
macchina in posizione di parcheggio e mi chiese se me la sentivo
di entrare da sola. Risposi di s. Forse ero in stato di shock,
ma non mi sentivo in imbarazzo con lui. Avevo la sensazione che
avesse visto abbastanza del mondo per capire la brutalit aleatoria
dell'istinto e per sapere che io non ero da biasimare per quello che mi era accaduto. Era arrivato dalla Colombia nel 1976, da
Pereira. Il suo vero nome era Raul. Mi sarebbe piaciuto sapere di
casa sua, di quello che aveva fatto partire la sua famiglia per East
Hampton tra i tutti i posti possibili, ma non volevo innervosirlo con le chiacchiere. Sapevamo entrambi che dare la colpa a lui
per quello che avevano fatto gli altri avrebbe reso la mia storia
assai pi plausibile. Mi avrebbe reso una vittima pi credibile.
Era buono a correre quel rischio per me.
Grazie, Raul, dissi, salutandolo debolmente con la mano.
Lui si pass le dita tra i capelli, grattandosi la nuca.
Non c' problema, Evie.
Rocky si diresse verso la parte posteriore dell'auto, sollev la
bicicletta tirandola fuori dal portabagagli e aspett che lo raggiungessi.
Poi rimase in piedi guardingo mentre percorrevo il
vialetto. I fari abbassati delle due macchine in folle si riversavano
a terra. Erano fari in attesa, fraterni e discreti. Quando raggiunsi
la porta del garage, mi girai e lo salutai di nuovo con la
mano, non rendendomi conto allora che il tempismo della generosit
di Rocky e la prontezza da gentiluomo del suo cuore
avevano rovesciato con un unico gesto elegante la violenza che
avevo subito. In realt, quel gesto mi salv. Fu poesia, davvero -
l'ostilit aleatoria, il bene aleatorio.
Jack stava dicendo che avrei dovuto fare qualcosa. Che denunciarli
alla polizia sarebbe stato catartico. Sai, disse, utile.
Era un buffo suggerimento, la parte sulla polizia, detto da lui.
Mi dispiaceva essere stata coinvolta in un episodio che lo avrebbe
spinto a tradire i principi base del suo pensiero.
Anche se aveva ragione, era facile dire a posteriori quale sarebbe
stata la cosa pi ragionevole da fare. In quel momento,
non mi sentivo ragionevole. In quel momento, ero troppo occupata
a pensare: dovrei tagliarmi via il primo strato di pelle?
Dovrei raschiare i segni delle labbra dal collo? Potrei usare un
coltello per farlo, e con quel coltello potrei farmi una tasca sulla
pancia abbastanza grande per poterci infilare una mano e rimuovere
gli organi contaminati? Avevo il desiderio compulsivo
di sfregare ogni pezzo di gelatina carnosa di me con l'acido. Di
tanto in tanto, durante la notte, dicevo a me stessa di sforzarmi
di superare la cosa, di agire in modo pratico, di fare una doccia.
Immediatamente dopo, ripiombavo sul pavimento della mia
stanza, con la nausea che mi provocava il pensiero del mio stesso
corpo, con la paura di intravedere perfino la pi piccola parte
di me svestita. Non sembrava possibile che sulle dita avessero
l'inchiostro, ma in un certo senso ero certa che sotto ero chiazzata
come una zebra. Non una zebra, ma uno di quegli animali
a chiazze. Ho pensato alla zebra solo per il modo abbattuto in
cui tiene la testa a penzoloni.
Li hai visti, quei poliziotti?, chiesi a Jack, cercando di tirarlo su di morale con le lamentele. Le mie mani facevano movimenti
circolari intorno agli occhi. Quegli occhiali a specchio da
aviatore che portano?
S, borbott Jack. Stronzi del cazzo.
Forse l'immagine di me che parlo al mio riflesso bombato nei
Ray-Ban splendenti gli avrebbe fatto capire quanto sarebbe
stato inutile sporgere denuncia. Eppure, se avessi immaginato che
raccontarlo alla polizia avrebbe giovato a Jack, avrei potuto anche
farlo. Sembrava che Jack avesse bisogno di sapere che una
qualche specie di giustizia c'era stata. Era come infilare uno spillo in un livido, sentirlo sperare in maniera cos ingenua in una
forma di equit.
Il corpo di Jack non si era ancora mosso. Era come uno scoglio,
ostinato e immobile contro la forza selvaggia del mare. Non
ero certa di cosa dovessi fare o dire, cos aspettai, passando il tempo
a pensare alle cose che sapevo. Sapevo che mi amava disperatamente,
mai tanto quanto in quel momento. Sapevo che era
pronto, stimolato per una volta dall'onorevolezza delle sue emozioni,
eppure la rabbia che lo muoveva non aveva i mezzi per
esprimersi. Quanto deve essersi sentito tradito dal suo pacifismo
belligerante, dall'ambivalenza che esibiva in continuazione. Stava
pensando che l'aggressione non era stata arbitraria, che era accaduta
a me per una ragione. Stava pensando che la ragione era lui.
Non capisci, dissi.  come cercare di afferrare un pesce
volante.
Niente avrebbe potuto cambiare quello che era successo. Nessun
poliziotto e nessun tribunale avrebbero avuto la giurisdizione
per fare quello che era giusto - aspirare la colla che stava diventando
grigia dalle mie viscere e rinfilarla di nuovo negli orifizi
a punta di spillo del loro pene.
Un dardo cupo di luce color carota gli sfior l'occhio sinistro
e il neo tondo che aveva sotto, facendo apparire Jack come un
uomo con un occhio, solo invincibile come un ciclope. Mi chiesi
se erano le tre. Di solito alle tre le cose diventano color carota,
cupe e omeriche.
Dimmi il resto, mi chiese.
Voleva sentire la parte su di s - che avrebbe dovuto essere diverso
da quello che era, che avrebbe dovuto essere un figlio falsamente
obbediente che non aveva alzato il coltello su suo padre e
che non era stato spedito in collegio, che avrebbe dovuto essere
un maschio tipico che mi teneva il braccio intorno alla vita e la
mano infilata nella tasca posteriore dei miei pantaloni, che si vantava
di scopare con me con tizi che disprezzava, che praticava uno
sport e non uno strumento. Voleva che io collegassi la cosa a lui.
Scrollai le spalle. Non c' nessun resto.
Avevo accettato che le cose dovevano succedere come erano
successe quando ero rientrata quella notte dopo che Rocky mi
aveva lasciata e avevo trovato la cucina ancora immersa nell'odore
del cibo della cena. I piatti sullo scolapiatti non erano ancora
asciutti, e la radio vicina alla stufa che avevo acceso prima
stava ancora suonando. Era l'una e mezzo del mattino di domenica
22 ottobre 1978. Qualche ora prima era il 21, il trentottesimo
compleanno di Powell. Il sabato alle sei, Kate aveva chiamato
per dire che non poteva venire alla cena di compleanno o
alla festa di Mary, che sua madre stava troppo male perch potesse
lasciarla sola. Sarebbero partite la domenica a mezzogiorno
per Manhattan. Si sarebbero fermate allo Sloan-Kettering per
due giorni di analisi. A quel tempo, il cancro era solo una protuberanza
sospetta.
Appoggiai il ginocchio sulla stessa sedia che avevo usato a cena.
Mentre mangiavamo la torta di compleanno, mamma aveva
raccontato la storia di un nuovo studente che aveva ordinato una
bibita in un fast food ma al quale invece era stato dato un bicchiere
di soda caustica. Lui l'aveva bevuta e aveva perso l'uso della
voce in maniera permanente, ma aveva ottenuto quattrocentomila
dollari in una causa civile. Aveva deciso di impiegare parte
di quello che aveva ottenuto per pagarsi un'istruzione, cosa
che altrimenti non si sarebbe potuto permettere.
Capisci?, diceva, battendo leggermente sul tavolo con entrambi
i palmi delle mani.
Be' certo,  incredibile, disse Powell, pulendosi i baffi con il
tovagliolo e riflettendo sulle oscure stranezze del fato.
Credo che andr alla festa di Mary, avevo detto mentre sparecchiavo.
Ti serve un passaggio?, mi aveva chiesto Powell.
No grazie, prendo la bicicletta. Non avevo voluto disturbarlo il giorno del suo compleanno.
La bicicletta aveva influenzato il mio destino; ero arrivata
tardi e da sola, e una volta l erano gi tutti molto ubriachi. Come
il tizio che aveva ordinato una bibita e invece gli avevano
dato la soda caustica - se il tempismo della sua giornata fosse
girato diversamente, in fin dei conti avrebbero potuto dargli una
Coca-Cola.
Esaminai disperatamente la cucina. Intorno a me giacevano le
prove orribili di una catena di eventi apparentemente incoerente,
la quale, a quanto era venuto fuori, non era stata affatto incoerente.
Mi sentivo isterica. Volevo ridere, ma l'istinto mi diceva
di non farlo. Volevo muovermi, ma non c'era nessun posto in
cui andare. Gettai la mia biancheria sciupata nella spazzatura,
poi mi sedetti sul letto e fissai l'orologio, guardando scattare i
numeri. Cronometrai i miei mal di testa.
Alle 4,09 del mattino mi venne in mente che qualcuno avrebbe
potuto vedere la mia biancheria nel secchio della spazzatura e
tirarla fuori, pensando che mi fossi sbagliata. Tornai in cucina e
la tagliai con le forbici, poi la infilai in una scatola di cereali, una
scatola di Rice Krispies che avevo svuotato. Spinsi il pacchetto
in fondo al bidone e lo coprii con altra spazzatura. Quando tirai
fuori le mani, sopra c'erano macchioline tremolanti di grasso di
pollo coagulato. Sollevai il sacchetto dal bidone, lo legai e lo trascinai
in camera mia. Poi tornai di l e misi un sacchetto per la
spazzatura nuovo, domandandomi come fa la gente a nascondere
un omicidio. Cosa fanno con la propria coscienza? Io non riuscivo
a fare niente con la mia.
Quando arriv il mattino ronzava, come un qoro di luce, e
nel chiarore mi feci la doccia. Non riuscii a scegliere i vestiti:
continuavo a provarmi le cose finch il contenuto del mio cassettone
non fu tutto svuotato sul pavimento. La pelle mi prudeva,
e c'erano sciami che mi si avviluppavano intorno al collo come
l'edera. Dato che non riuscivo a scegliere un completo, ne
indossai parecchi. Nello specchio ero bruttina, come una bambola
di foglie secche di granturco con i capelli dritti e senza collo.
Sembravo il prodotto di artigiani per bambini impoveriti.
Faceva molto freddo nella macchina di Powell mentre aspettavo
che passasse il treno delle 6,17. Appena pass rimbombando,
accesi il motore e uscii dal vialetto d'accesso, fermandomi
come prima cosa al percorso naturalistico, dove diedi da mangiare
alle anatre i Rice Krispies avanzati. Di l andai alla discarica,
dove mi distinsi per essere la prima cliente, se mai quelli che
vanno in una discarica possano essere considerati clienti. A Parigi,
certe donne sono le prime clienti della boulangerie, dove
aspettano che si aprano le porte per comprare il pane sulla rue di
acciottolato blu opaco. Mi domandai se sarei mai stata una di
quelle donne. Non sembrava molto probabile.
Traballai sul precipizio del mucchio sabbioso e feci oscillare le
braccia all'indietro per scagliare il sacchetto nell'abisso. Gabbiani
avvoltoi sciamarono in picchiata. Mi domandai se avrebbero
scavato cos in l nel sacchetto da arrivare alla scatola di cereali e
alle mie mutande, e poi sarebbero volati in giro con brandelli di
cotone macchiato che gli pendevano dal becco. Sbottonai uno
dei molti maglioni che indossavo e ascoltai uno dei gracchianti
versi ripetitivi dei gabbiani. Ero in piedi sull'orlo del pozzo di
sabbia sentendomi come una schiava nel Colosseo di Roma, con
il vento che sibilava come un'opera scatenata nel cielo apparentemente
infinito sopra di me.
A casa, mamma e Powell erano in cucina a fare colazione. Presi
in considerazione l'idea di raccontare loro quello che era successo,
ma non riuscii a sopportare l'idea che il modo orgoglioso
in cui mi guardavano cambiasse. In pi, sarebbe finita che Powell
 sarebbe andato a casa di tutti, e ci sarebbero stati scontri e
arresti, pi che probabile da parte sua.
Il telefono squill, terribile. Bllwanngg!
Mamma mia!, grid mia madre.
Vado io, strillai, tuffandomi per impedire un secondo squillo.
La voce di Nico Gerardi crepit attraverso il cavo. Pronto?
Portai il telefono sulla scala, quasi in cima, dove mi sedetti, rivolta
verso l'alto. La moquette sembrava particolarmente sintetica
al tatto. A volte ti colpisce quanto la moquette sia solo una
strana roba finta.
Mi chiese se stessi bene.
Immagino di s, dissi, chiedendomi cosa avrebbe fatto se
avessi risposto di no. E chi gli aveva detto di chiamare? Suo padre,
suo fratello? Quanta gente gi sapeva, quando io non lo avevo
detto a nessuno?
Lui continu a parlare e io continuai ad ascoltare, cercando di
rimanere nel presente e di impedire alla mia mente di perdersi
nel ricordo.
Credo che piover oggi, disse. Che ne dici?
Che ne dico - di che?
Se pensi che piover. O non piover. Sai, se ci sar il sole.
Nico e L.B. avevano famiglie che non gli negavano nulla. I
genitori gli compravano i loro cibi preferiti, gli regalavano macchine
nuove e bei vestiti, si prefiggevano di pagare completamente
la retta del college, e dispensavano generosi assegni senza
chiedere alcuna responsabilit in cambio. Genitori cos sbagliano
a difendere i figli cos completamente, a condonare l'immaturit,
a esonerare i ragazzi dalle basilari esigenze sociali di uno
scambio equo. La gente si pu fare male in quel modo.
Sole, credo, dissi. O pioggia. Non lo so.
Alla fine, Nico non disse nulla di minimamente rilevante per
me. Volevo veramente sapere se dovevo proprio essere io, o avrebbe
potuto essere chiunque. E la sua tendenza a compiere gesti
violenti era genetica o dipendeva dall'ambiente? L'unica cosa che
imparai, la imparai per supposizione - cio che l'evento non aveva
operato nessuna trasformazione in lui o in L.B. Loro erano
puliti. Loro non avevano lividi o carni lacerate. Non avevano rimorsi.
Non c'era lezione pi grande per loro. Per loro era solo
una notte, una notte fortunata. Quanto a me, ero stata gravemente
alterata.
Jack esamin ogni centimetro della mia faccia come se gli fosse
estranea eppure anche molto familiare. Hai sbagliato a tenertelo
per te. Ti sei lasciata zittire dalla tua vergogna.  esattamente
quello su cui contavano loro. Li hai protetti.
Era un'affermazione interessante, che la vergogna possa portarti
via la voce. Forse era cos. Forse avevo pensato che se tenevo
la mia umiliazione per me se ne sarebbe andata pi in fretta.
E che se l'avessi condivisa, allora avrei dovuto aspettare che anche
tutti gli altri se ne dimenticassero, e con loro pi me ci sarebbe
voluto un bel po' di tempo.
Il salotto era diventato buio. La testa di Jack sembrava coperta
da un sudario; sembrava in lutto. La sua rabbia era stata sostituita
dalle sue consuete rimuginazioni autoanalitiche, e quello era, in realt, un'anticamera del peggio. Sapevo di dover parlare
per impedirgli di avventurarsi in un brutto posto, ma non
riuscivo a pensare a niente da dire. Volevo appoggiarmi sulla sua
spalla; invece, abbassai la testa nel mio grembo.
Una volta avevo fatto una lunga conversazione con una donna
sorda, una studentessa di mamma che si chiamava Monica.
Dopo avevo avuto bisogno di dormire un po'. Conoscevo solo il
linguaggio dei segni e solo qualche segno - morto e affamato e
zio - che non bastava a comunicare con nessuna precisione il
contenuto dei miei pensieri. Jack e io stavamo affrontando problemi
simili. Io avevo tutte quelle informazioni, ma, per una ragione
qualsiasi - sopravvivenza o vergogna -, il mio vocabolario
era limitato. Anche Jack era handicappato; lui aveva pi spazio
dentro che cose con cui riempirlo. Con la sua considerevole potenza
cerebrale poteva solo arrivare a catturare e pretendere le
mie impressioni riluttanti.
Jack sugger che facessimo una passeggiata a Georgica Beach,
e cos facemmo. Anche se lo vidi in ogni ora di veglia per il resto
della settimana del Ringraziamento, e addirittura rimaneva
seduto accanto a me mentre dormivo, quelle furono le ultime
parole che mi disse fino alla domenica sera in cui sua madre lo
riport nel collegio del Connecticut.
Ricevemmo una telefonata a carico quella sera. L'operatore
disse: Da parte di Jack, per chiunque.
Mia madre disse: S, certo, accettiamo, e mi pass la cornetta.
Dove sei?, gli chiesi. In sottofondo, c'erano clacson e sistemi
di amplificazione a tutto volume.
A Port Authority, disse. Sono appena sceso da un autobus
Greyhound.
Cosa? E il collegio?, gli chiesi.
Lo mollo, disse. Vaffanculo.
Il giorno dopo Jack era di nuovo al liceo di East Hampton,
dove rimase finch non ci diplomammo. Una volta tornato, la
vita divenne di nuovo sopportabile, anche se non osai dirglielo.
Dire che le cose andavano meglio avrebbe significato che a un
certo punto erano andate peggio. Come avrebbe potuto trattare
se stesso sapendo che la gente preferiva pensare male di me piuttosto
che pensare che due giocatori di football erano degli stupratori?
Non avevo raccontato a Jack che dopo lo stupro ero andata
nell'auto di Denny ogni giorno all'ora di pranzo. Che mi
portavo dietro tutti i libri tutto il tempo per non dovermi fermare
all'armadietto. Che i ragazzi nell'atrio si infilavano le mani
a fondo nelle tasche dei jeans e ridevano o sospiravano forte,
bloccandomi il passaggio se volevo passare. Che le ragazze non
perdevano occasione per denigrarmi, come se non avessero
aspettato altro. Non tutti erano crudeli. Denny, Marty Koch o Dan
Lewis, no. La gente dell'annuario, no. Solo i pi amati, che  un
elemento di scienza sociale sconvolgente - cio, che  la gente
che piace di pi a comportarsi nel modo meno gradevole.
L'unica cosa buona della malattia di Maman era che Kate alla
fine era dovuta restare a New York per una settimana dopo l'episodio.
Quando era tornata, era troppo avvilita per la diagnosi
per rimanere coinvolta in qualsiasi pettegolezzo. Forse mi sbagliavo;
la gente sa essere assolutamente crudele.
Ma una volta che Jack era tornato a scuola, e che eravamo di
nuovo insieme come coppia, era apparso chiaro alla gente che io
non avevo acconsentito a fare sesso con Nico e L.B., o non avevo
cercato di incastrarli a uscire con me, come alcune ragazze
avevano suggerito. E che, in realt, a me non interessavano affatto.
All'improvviso, non solo possedevo la conoscenza pratica
della loro sconvolgente incapacit sessuale, ma la mia situazione
dimostrava che dovevano rubare il sesso perch nessuna era disposta
a concederglielo volontariamente.
Da quel momento in poi, tutti i ragazzi mi trattarono con deferenza
e cortesia. Forse erano dispiaciuti per me. Forse erano
colpiti dal fatto che non avessi denunciato Nico e L.B. Con i ragazzi
come alleati, la vita quotidiana divenne pi facile che mai.
Non ne ero orgogliosa, ma neanche me ne vergognavo. Capit
semplicemente che le cose andassero in quel modo, quindi seguii
le regole della sopravvivenza - afferrando ogni pi piccolo
vantaggio, prendendo aiuto in maniera sfacciata ovunque riuscissi
a trovarlo. La parte che mi infastidiva erano le ragazze. Con
loro, niente veniva dimenticato o perdonato - cio, che loro perdonassero
me.
Neanche Jack si riprese mai. Ogni tanto partiva con una tirata
su quanto la sacralit del sesso fosse stata distrutta. Sprofondava
in una penetrante infelicit segnata da un prolungato e furibondo
silenzio. Io non chiedevo mai cosa accadesse nei corridoi
sulfurei della sua mente; non mi importava saperlo. Dio sa
se tutti non abbiamo fantasie di castigo.
Tu non capisci, mi diceva una volta che era di nuovo in grado
di parlare. Non riesco proprio a togliermelo dalla mente.
Io ero passata oltre perch ero stata costretta a farlo, perch il
dolore si fa pesante quando lo allontani dalla sua fonte, come un
secchio d'acqua trascinato lontano da un ruscello - acquista tutto
un nuovo valore, che  la somma della sua essenza primaria e
del tuo investimento secondario. Se ci avessi pensato troppo,
avrei cominciato a dimenticare le cose, cose importanti, come i
pasti e i compiti. Una volta mi trovai del sangue sulle gambe;
forse mi ero grattata. Un'altra volta stavo camminando, diretta
chiss dove. Continuavo a ripetere a me stessa che bastava avere
piet della criminale mancanza di gentilezza di Nico e L.B., e
dispiacersi per tutte le bugie che gli erano state raccontate - sulle
donne e su loro stessi - e per il loro modo di procedere velocissimo,
come cani in miniatura, quando facevano sesso. Forse
la vendetta pi crudele era non dire niente, non informare nessuno,
accontentarmi del fatto che avevano gi toccato i limiti del
loro dubbio potenziale, che davanti a loro c'erano soltanto problemi
schifosi.
Non ero sicura di quale fosse il giusto modo di pensare. Cercavo
solo di fare del mio meglio con il poco che avevo.
Che ormai conoscete tutti, stava dicendo il signor McGintee,
e tutti applaudirono mentre una figura scura appoggiata alla parete
inferiore di sinistra dell'auditorium fece uno schivo gesto di
saluto.
Socchiusi gli occhi per trovare Jack, dalla parte opposta della
stanza. Era proprio l, e anche lui mi guardava con gli occhi
socchiusi.
Il signor McGintee grid alcuni commenti conclusivi mentre
tutti si alzavano. Verranno assegnati i ruoli. Le prove
cominciano mercoled prossimo. Non dimenticate di firmare i documenti
che stanno girando.
Kate indugiava vicino al bordo del palco, e Jack saliva pigramente
lungo il corridoio alla mia sinistra. I muscoli allampanati
delle sue cosce si esprimevano dietro la stoffa dei suoi jeans,
sottile come carta. Indossava una camicia bianca Oxford sopra
una maglietta blu scolorita della Columbia University che era
dello stesso colore dei suoi occhi.
Bella entrata, disse, mettendosi a cavalcioni sul bracciolo
della sedia accanto alla mia, rosicchiandosi un'unghia e colpendo
con il piede un pezzo quasi staccato di una striscia di moquette.
Cosa ci fai qui?, gli chiesi.
Sono come te, rispose. Sto solo aspettando qualcuno.
Il gruppo in fondo all'auditorium cominci ad assottigliarsi,
passandoci accanto mentre usciva. Billy Martinson si lanci dietro
a Troy, dicendo: Dallo a me, merdina.
Kate arriv subito dopo. Ehi! Mi devi cinque dollari, Evie.
Non me lo dire - Oklahoma. Mi ero completamente dimenticata
di Oklahoma.
Piccola citt!'
Piccola citt?, ripetei. Strano. Avrei scommesso sui musical.
Jack afferr il mio zainetto e segu Kate fuori. Li seguii anch'io.
Mentre mi dirigevo verso la porta, diedi un'occhiata sopra
la mia spalla. C'era un gruppetto di gente in fondo. Nessuno che
conoscevo, malgrado mi sentissi - non lo so - come se mi fossi
lasciata qualcosa indietro. Avevamo fatto una scommessa, spieg
Kate a Jack mentre teneva aperta per noi la porta dell'auditorium.
Sul testo. Non  stata molto carina.
Non  una ragazza carina, Kate, disse Jack, mentre ci riversavamo
nell'ingresso. Tu dovresti saperlo. Mi lanci il mio zainetto,
spingendolo come una palla medica. Vado da Dan. Ci si
vede.
Ma cos'ha che non va?, mi chiese Kate.
Non ne ero sicura. Molte cose, probabilmente. Scrollai semplicemente
le spalle.
Kate si stava pettinando i capelli quando arrivammo al suo armadietto,
cos lo aprii io per lei. Non dimenticher mai la combinazione,
10-24-8, o l'aspetto che aveva quando cominci a raccogliere
le sue cose. Sorrideva tra s e s. Io mi appoggiai all'armadietto
accanto al suo e mi strofinai gli occhi con il fondo dei
palmi. Ricordo che sentivo una specie di stanchezza, di elettricit
e di libert. Come se non me ne importasse. Come se non ci
fosse niente al mondo forse che potesse legarmi. Come se non
appartenessi a nessun posto e a qualunque posto.
Ci dirigemmo verso l'uscita laterale, con le spalle che si sfioravano
mentre camminavamo. Erano le cinque del pomeriggio. Un
lungo lembo basso di luce solare filtrava dalle porte socchiuse all'estremit
pi distante del corridoio, creando un canale visibile
di polvere nell'aria, e sentii l'aroma intenso e maturo dell'erba
appena tagliata. La scuola era disabitata, ma c'era un ascendente
nella sua immobilit. Ancora oggi credo di poterla restituire,
quella sensazione - lo scintillio, il bagliore, il vuoto. Ricordo che
pensai: sta per succedere qualcosa. Sentivo che stava per succedere.
Lei fece un respiro. Disse: Credo di essere innamorata.
Poi arross, e le cavit delle sue guance si riempirono di rosa,
come la luce che riscalda i rubini, salendo attraverso di essi. Aveva
gli occhi imploranti, come se mi stesse invitando a raggiungerla
in qualche modo. Ricordo di essermi girata. Ricordo esattamente
cos'era che mi fece girare.
Vidi una figura, un uomo. Era parecchi passi dopo di noi lungo
il muro. La sua presenza sembrava consumare l'intera ampiezza
del corridoio, fendendo l'aria come una rabbiosa staffilata nera.
In vita mia non avevo mai visto niente di cos profondamente
estraneo, di cos esotico, di cos misterioso. Non aveva gli occhi
su Kate, ma su di me. Sembrava conoscermi come io conoscevo
lui; entrammo immediatamente in confidenza. Sorrise, un
sorriso rapido e sprezzante, come se mi avesse colto a commettere un
crimine che mi rendesse adatta alla sua costrizione. E per quanto
non riuscissi a dare un nome a quello che avevo fatto, sentii la
precisione dell'istinto di lui. Niente poteva nascondere in me la
perversione che era manifesta ai suoi occhi. Mi girai di nuovo.
Chiunque lui fosse, era dentro - come un proiettile, conficcato.
L'orologio sul cassettone di Kate diceva 9,05. Arriv avvolta da
un asciugamano e si sedette vicino a me sul bordo del suo letto.
Il materasso oscill come una barca senza motore. Afferrai un
numero di Seventeen dal suo tavolo e cominciai a sfogliarlo. Aveva
sempre tutte quelle riviste.
Allora, che ne pensi?, mi chiese.
Stavo guardando un articolo in cui Mariel Hemingway dava
una dimostrazione dei suoi esercizi preferiti. Dovevi rimanere
sospeso a gambe incrociate e appoggiare entrambi i palmi sul pavimento
mentre raddrizzavi le ginocchia.
Che ne penso di che?
Di Harrison.
Fuori, i campanelli di attraversamento della ferrovia cominciarono
a sferragliare, e al di l della finestra la notte ammicc
rossa. Dopo qualche secondo, il fischio suon e la casa cominci
a tremare, in maniera esuberante, poi furiosa, poi sempre
meno mentre il treno viaggiava verso ovest. Dopo un breve silenzio
ronzante, il secondo gruppo di campanelli suon e i passaggi
a livello si alzarono.
Si chiama cos? Harrison?
Harrison Rourke, rispose.
Rourke, pensai, non Harrison. Rourke suonava pi preciso.
Non lo so. Mi pare un po' grande. Grande non andava bene.
Grande fu l'unica cosa alla quale riuscii a pensare. Quello e lui
che riempiva il corridoio dietro di noi, un miracolo spaventoso
di ingegneria, come un jet che procede a fatica in un vicolo.
Non  grande, disse.
Avevo la sensazione che dovevo parlarle di come mi aveva
guardato. Se non gliene avessi parlato allora, non avrei mai potuto,
perch Kate avrebbe voluto sapere perch non le avessi detto
nulla dall'inizio. Ma spesso quello che sembra vero in maniera
implicita sembra meno vero quando lo metti in parole. Non
volevo suonare pazza.
 un insegnante regolare?, chiesi. O uno che arriva da
fuori?
Kate si alz per mettere un disco. Uno di fuori. Lo ha assunto
la gente che ha fatto la donazione in denaro quest'anno
per il gruppo di teatro. Sono venuti a fare una visita un giorno
con i genitori di Alicia Ross. Avevano un autista per la loro macchina.
Dopo la morbida tregua dell'apertura dell'album arrivarono
i frizzanti scoppi di musica e, come per magia, una chitarra.
Era Can't Find My Way Home dei Blind Faith.
You are th reason I've been waiting all these years -
Somebody holds th key
Well, I'm near th end and I just airit got th time
And I'm wasted and I can't find my way home.
[Tu sei la ragione per cui ho aspettato tutti questi anni -
Qualcuno ha la chiave
Be', io sono vicino alla fine e non ho proprio avuto il tempo
E sono ubriaco e non riesco a trovare la strada di casa.]
Lei cantava con la sua voce da soprano dolce ed era in piedi vicino
alle ante dell'armadio davanti a un muro di indumenti meticolosamente
piegati, coordinati in blocchi di sfumature di colore
- dal cobalto al turchese, dal corallo al rosso, dal color caff
al nero. Kate poteva cercare i vestiti con una risolutezza paralizzante,
facendoti pensare alle stelline di Hollywood. L'asciugamano
da bagno le scivol dal declivio del seno, sfregandole i capezzoli
prima di cadere sul pavimento. Osservai il suo corpo cosparso
di talco - ci provai ma non riuscii a immaginarla tra le
braccia di lui. Aveva detto di essere innamorata oppure che pensava
di esserlo? In un certo senso faceva la differenza.
Kate, lo sai fare questo? Sulla rivista c'era la foto di una modella
con un taglio di capelli corto.
Lei torn verso il letto. Si stava abbottonando una grande
camicia con uno di quei colletti alla coreana che portavano i
Beatles. Aggrott le ciglia.  completamente scalato, sai.
Avevo gli occhi chiusi e lei stava tagliando. Quando tirava verso
di s con il pettine una ciocca di capelli, il resto di me la seguiva
oscillante, una cosa ipnotica. Mi port in quel luogo della
mente dove vengono confezionati i sogni, che immaginai come
un vuoto a forma di cavalluccio marino.
Non  stata una cosa cos improvvisa, disse Kate, parlando
improvvisamente di nuovo di Rourke. Sono settimane.
Aprii gli occhi. Nello specchio del bagno i miei occhi sembravano
spaventati. A volte un cervello pensante mi spaventava.
Per tutto quel tempo io avevo smesso di pensare, e lei aveva continuato.
Basta cos, mi chiese, o vuoi che te ne tagli di pi?
I capelli mi arrivavano alla mascella in un caschetto corto.
Di pi.
Le sue dita continuarono a catturare altre ciocche, sempre pi
veloci. Le teneva con una mano e con l'altra le tagliava con le
forbici, con la testa inclinata per la concentrazione. Suo padre
era stato un barbiere, e suo zio e sua zia erano proprietari di un
salone di parrucchiere in Francia, in una citt che si chiamava
Grasse. Chiusi di nuovo gli occhi. Kate diceva che i capelli sono
morti, ma io sentivo le forbici che tagliavano. Forse ne sentivo
solo il rumore.
Se li taglio un altro po', facevamo prima a rasarli, la sentii
dire. Lanci le forbici nel lavandino, e si misero a cavallo della
chiusura dello scarico. A terra, vidi i miei capelli, una collezione
di commoventi virgole. Le mie mani si mossero per andare a
toccare la testa; non c'era una ciocca di capelli pi lunga di sei
centimetri.
Kate era seduta sulla tazza. Sembrava sconvolta da quello che
aveva fatto. Non ci posso credere, continuava a dire. Non ci
posso credere.
Guardai nello specchio. Mi piaceva come stavo - occhi e ossa,
la pelle cos chiara. Sembrava che fossi sopravvissuta a un
evento catastrofico. Per la prima volta nella mia vita, riuscivo a
vedere me stessa.
Lei stava piangendo. Sembri un prigioniero di guerra.
Forse avrei dovuto dirle di non piangere, che non era colpa
sua. Ma sentii che mi stavo ritraendo. Mi sentivo leggermente insensibile,
come se la me alla quale stava rivolgendo il suo dispiacere
fosse solo una facciata, e la me fondamentale, la me che stavo
diventando, fosse in salvo fuori dalla portata di chiunque, gi
a met strada verso la scomparsa.
Ci fu il ruotare della porta del garage, poi due veloci colpetti alla
porta sul retro della mia stanza. Era tardi. Uscii fuori dalle
profondit della sicurezza della mia trapunta e aprii la serratura.
Le luci del soggiorno sono spente, disse Jack, passandomi
davanti. Non volevo svegliare Irene. Lanci la sua giacca a terra,
poi si gir e mi vide. Oh cazzo! Si lasci cadere sulla parte
alta del mio letto vicino al cuscino. Io mi lasciai cadere accanto
a lui. Jack prese il cucchiaio da una tazza da t sul comodino e
se lo picchi sulla mano. Poi cominci a batterselo sulla fronte,
invece. Mi chiese: Ha lasciato un segno?.
Credo che bisogna farlo pi forte per lasciare un segno. Con
l'altro lato.
Fanculo. Butt di nuovo il cucchiaio nella tazza e guard a
terra.
Pass un bel po' di tempo, durante il quale fondamentalmente
respirammo. Alla fine disse: Hai i capelli proprio corti, cazzo.
Me l'hai detto tu di tagliarli.
Tagliarli, non rasarli.
Mi hai detto: Tagliali corti"
Be', s, non credevo che corti sarebbero stati cos incredibilmente
corti.
Non diciamo pi corti" Suonava strano - corti - il modo cavallino
in cui bisognava far cadere la mascella. Strisciai dietro la
sua schiena, tirando su le coperte. Mi strofinai le gambe una
contro l'altra.
Freddo?, chiese lui.
Dissi di s.
Continuava a non guardarmi, anche se venne pi vicino. Allung
le mani fino al collo del mio maglione e si diede da fare
con il bottone in cima, lo abbotton, poi abbotton tutti quelli
vicini fino all'ultimo in basso, tirandomi in avanti ogni volta.
Non - mi - piace - quando - la - gente - ti - guarda.
Non risposi. Rendeva solo le cose peggiori discutere con Jack.
I mobili si rompevano, o i vetri tremavano, o lui scompariva.
Una volta se nera andato per giorni, e quando era tornato aveva
uno squarcio sull'avambraccio sinistro. Quando mia madre
gli chiese come era successo, disse: A pesca.
Non gli chiesi cosa intendesse dire perch sapevo cosa intendeva
dire. Rourke era nell'auditorium con noi quel pomeriggio
e Jack aveva visto quello che io non avevo visto - che Rourke mi
aveva notato. Lo aveva visto anche Kate - aveva parlato di Rourke
mentre mi tagliava i capelli. Era stata una strana giornata. Nessuno
di noi era rimasto immune alla portata dei suoi effetti, n
io, n Kate, n Jack. Mi sentivo in un certo senso come un animale
domestico, un uccellino, che batteva le palpebre ottusamente
verso lo sportello appena aperto della sua gabbia. Non
aveva senso rassicurarli, promettendo loro che non sarei andata
da nessuna parte. Evidentemente credevano che mi sarei comportata
altrimenti. Sembrava avessero la sensazione che sfidare la
mia natura sarebbe stato chiedermi molto.
Mi dispiace, gli dissi, baciandolo. Mi dispiace di averti fatto
arrabbiare.
Alz la testa, dicendo: Okay, allora vediamo la tua nuova faccia."


Capitolo 11.

Madame Murat e Pat Egan, l'insegnante di arti industriali con
un braccio solo, giravano intorno alla stanza, comportandosi con
superiorit come guardie carcerarie. Mi domandai perch si comportassero
con superiorit, dato che erano l proprio come noi
eravamo l. Solo che loro erano l da pi tempo e noi ce ne saremmo
andati prima.
Jack e io eravamo seduti vicino alle finestre nell'angolo. Lui
stava facendo calcolo, io stavo studiando. Non esattamente studiando
quanto fissando le configurazioni del testo sulla pagina,
che si stavano riunendo e staccando davanti ai miei occhi come
pezzi in fondo a un caleidoscopio.
Fuori pioveva a dirotto. Scrosci d'acqua colpivano il tetto, andando
dritti sulle grondaie, oltre le finestre e sulla terra satura. Il
temporale era cominciato la notte prima alle due del mattino.
Dodici ore  tanto tempo per una pioggia battente. Sospettavo
che fosse una pioggia speciale, una pioggia monumentale. Volevo
entrarci dentro con le braccia aperte a ventaglio, per
inarcarmi e ballare al ritmo di una musica sincopata una danza simile a
quella che fanno gli indiani. Volevo essere toccata da quella pioggia
e trasformata. Era una pioggia dentro la quale pregare, una
pioggia che avrebbe salvato il mondo.
Jack e io avevamo visto le prime gocce la notte prima. L'acqua
batteva come denti di topo alla finestra della mia stanza da letto.
Jack aveva detto: Ascolta. La sua testa si era inclinata in maniera
curiosa, come la testa di un animale. Le gocce di pioggia si attaccavano
al vetro, arenate e solitarie. Le fissavamo come zombie.
Che ore sono?, chiese.
Dissi: Circa le due.
Io non mi sento neanche stanco. Tu sei stanca?
Mi faceva male la testa e mi bruciavano gli occhi. Avevo mal
di gola. Un po' stanca, credo, s. Stavamo litigando da ore, anche
se Jack si rifiutava di definirla una lite.
Disaccordo", disse,  sufficiente. E aggiunse: Grave.
Siamo in contrasto?
S. Jack annu una volta. Siamo in contrasto.
Non mi piaceva essere in contrasto con Jack. Era come essere
in una barca a remi con una sola persona a remare. Il mio remo
si sarebbe alzato, sfiorando il lago vitreo, e quello di Jack avrebbe
battuto - immergendosi troppo a fondo, volando troppo in
alto, battendo in maniera spastica. Ci sarebbe voluta una vita per
non arrivare da nessuna parte.
Avevo certe sensazioni, glielo avevo detto. Dentro. Hanno
bisogno di sollievo.
Scrut attraverso di me come se stesse guardando una macchiolina
sul muro.
Gli chiesi se aveva capito cosa intendessi.
Certo che ho capito cosa intendi, scatt. Poi mi ricord
energicamente che non ero un animale. Tu sei separata dalla
depravazione perch hai una coscienza.
Anche se era folle considerare l'attivit di qualche stupida terminazione
nervosa come depravata, non dissentii da lui. Altre
ragazze non avevano parlato di sentimenti simili, quindi sapevo
che come minimo ero anormale. Era noto a tutti che se una ragazza
prendeva l'iniziativa rispetto al sesso era perch voleva
tenersi un fidanzato o rubare un fidanzato o agire contro i genitori
o la societ. Forse desiderava l'unione ardentemente. Non ho
mai sentito di una ragazza che desiderasse alleviare la sensazione
di formicolio lungo le pareti della sua vagina, o sul margine posteriore
della sua base, o in un terzo luogo, una specie di alcova
dove batte la cucitura della biancheria a vita bassa, ma nell'interno.
Nessuna ragazza che conoscevo parlava mai di aver visto
un ragazzo o aver visto un uomo e aver fatto dei pensieri.
Il lavoro della coscienza stava dicendo Jack  mettere in ordine
gli stimoli. Altrimenti, ogni oggetto che compare nel tuo
campo visivo va bene per scopare.
Pensai che stesse perdendo di vista l'obiettivo.
Non sto perdendo di vista l'obiettivo, disse. Non  un obiettivo
tanto sofisticato da perdere di vista.
Jack si alz e fece una cosa che non aveva mai fatto, che era
mettersi la camicia dentro i pantaloni. Le sue mani squamose
stiparono dentro la stoffa a mucchi, e Jack cominci a passeggiare
su e gi. Il tuo problema  che non hai letto abbastanza.
Se avessi letto di pi, ti renderesti conto che il desiderio che si
muove dall'origine alla realizzazione ma insidia l'intelletto  corrotto
dalla compulsione.  immorale e menzognero -  ferino.
Ferino era la sua nuova parola preferita; la usava in maniera abile,
a volte in tre o quattro occasioni durante la giornata senza
suonare ripetitivo. Mi capisci?
Dissi: Pi o meno.
Sii precisa. Che cosa non capisci? Sollev una conchiglia a
pettine dalla mia scrivania e ne morse il bordo, rosicchiando il
serbatoio ondulato di rosa, trascinando le labbra attraverso le vene
che si allargavano a ventaglio dalla calotta quadrata al bordo
diafano e fosforescente. Sentii uno spasmo da intorpidimento
tra le gambe, e distolsi lo sguardo.
Mi dispiace, dissi. Non riuscivo a ricordare cosa stessimo
dicendo.
Mise la conchiglia da una parte. Fece un tintinnio solitario
quando tocc il tavolo, come una forchetta che risuona sul vetro.
Stavi dicendo che pi o meno hai capito.
Ah. Anche se i desideri sono immorali, perch sono menzogneri."
Perch uno ci arriva alla verit, uno se la coltiva. La verit
non si materializza all'istante. Perci, come pu essere autentico
andarsene in giro a soddisfare degli impulsi?
Immagina che stai camminando dissi e senti lo stimolo a
correre...
Stimolo  il termine operativo, mi interruppe Jack.
Okay, va bene. E uno stimolo fisico o uno stimolo ferino -
come ti pare. Ma invece di correre, pensi a tutte le cose che correre
comporta, se hai le scarpe giuste, e cosa possano pensare i
vicini, e che succede se inciampi, e cos via. Se dopo tutti questi
pensieri, decidessi di non correre, quella decisione sarebbe impura.
Sarebbe stata determinata dalla paura - paura del giudizio
o del fallimento. E se, dopo averci pensato, decidessi di correre,
anche quella scelta sarebbe impura, perch verrebbe da un desiderio
di sfidare la convenzione o di correre un rischio personale.
Perci, si potrebbe dire che la prima sensazione, la sensazione pi
autentica, lo stimolo fisico, ferino,  stato contaminato da cose
secondarie, cose provenienti dal pensiero.
S, disse. E allora?
Sto solo dicendo che forse gli stimoli cominciano bene, ma
 il pensiero che c' dopo a distorcere tutto.
Sbagliato, disse Jack. La circostanza distorce tutto. Gli stimoli
non sono necessit; sono una perversione delle necessit e
sono inseparabili dalla circostanza. Non puoi discutere lo stimolo
di guidare veloce senza presupporre la circostanza di un'auto.
O di saltare da un aereo senza presupporre di essere in aria. O di
mangiare troppo se non c' niente da mangiare. Uno stimolo 
come non avere fame e mangiare comunque.  come mangiare
la torta perch la torta  l. E se, invece della torta, ci sono dei
bastoncini di sedano? Il tuo corpo produrrebbe il desiderio di
mangiare i bastoncini di sedano?
Non lo so, dissi. Forse. Si d il caso che a me piacesse il
sedano.
Al punto che proprio te ne rimpinzeresti?
Probabilmente no. Non mi piaceva cos tanto il sedano.
Allora, il tuo stimolo a mangiare il sedano  uno stimolo autentico?
Non ne ero pi tanto sicura. Era strano litigare sul sedano.
Certo che no, rispose Jack al posto mio. Uno stimolo  importante
solo rispetto allo stimolare l'impulso. Gli stimoli sono
menzogneri perch cambiano quando cambia la circostanza.
Non capivo bene che cosa c'entrasse col sesso, comunque.
Semplice, disse. Non puoi andartene in giro a scopare ogni
volta che senti uno stimolo.
Perch continui a dire andartene in giro'? Questa  una conversazione
su te e me.
No, Evie. Questa  una conversazione su di te
Sfiorai la moquette.
Jack mi raggiunse sul pavimento e cominci a gesticolare con
le mani scure.
Non capisci? L'orgasmo  secondario all'intimit. La vera
beatitudine viene dall'unione dell'anima con un'altra anima. Se
sei guidato rigorosamente dalla volont di copulare, non sei pi
di una bestia - rozzo, spiritualmente fallito, privo della capacit
di distinguere. Sei ferina, concluse trionfante.
Io aggrottai la fronte ed espirai. Sapevo che nel momento in
cui sarebbe uscito, le cose non sarebbero pi state chiare come
insisteva che fossero. Okay?, chiese Jack, accarezzandomi la testa.
Stupida ragazza.
L'acqua che cadeva formava una tenda sull'esterno della vetrina
della caffetteria. Vado a fare una passeggiata, dissi a Jack. Ci
vediamo pi tardi.
A pi tardi, borbott Jack, tornando ai suoi libri.
 sempre un rischio alzarsi quando c' altra gente seduta. Ti
rende oggetto del pettegolezzo, soprattutto se sei una persona
che si presta al pettegolezzo, cosa che io avevo la ventura di essere,
e non aveva senso cercare di cambiare questa realt. C'
gente che cerca di cambiare questa realt comportandosi in modo
estremamente gentile o disponibile con gli altri. C' gente
che mi deprime.
Avevo quindici anni quando il socio di mio padre, Tony, mi
insegn a tenere lontano il malocchio. Vedi quella?, mi disse
un giorno mentre stavamo camminando a Washington Square
Park. Quella stronza ti sta lanciando il malocchio. Svelta, fai cos.
Mi prese la mano e arricci tutte le dita tranne l'indice e il
mignolo. Lei non deve vederlo, mi avvert Tony. Non devi attirare
la sua attenzione su questa cosa che stai facendo - a meno
che ovviamente tu non lo voglia. Lascia solo il braccio a penzoloni,
come se niente fosse. In questo modo, ti proteggi. Mentre
superavamo la donna, lui le rise in faccia. Ah!, disse. Te lo sei
ribeccato in pieno, bambola!
Mi mossi attraverso un labirinto di tavoli della caffetteria, con
ogni gruppo che ammutoliva al mio passaggio, e poi tornava in
azione di scatto quando ero passata, come una ola del baseball.
Tenevo la mano come mi aveva insegnato Tony. Quando raggiunsi
il tavolo con Kiki, Pip e Coco, ci fu uno scoppio di risa,
probabilmente per i miei capelli. Quando eravamo arrivate a
scuola quella mattina, Denny aveva detto che sembravo Mia
Farrow in Rosemarys Baby. Occhi grandi e un po' inquietante.
Le porte della palestra erano aperte. Procedetti verso il lato
destro dei campi da gioco, attraverso un corridoio di ragazzi che
oziavano in attesa della partita successiva o che si riprendevano
dall'ultima. Annuirono, dicendo: Ehi, Evie. Non sembrava
che a loro dispiacesse il mio aspetto.
L'avanti e indietro cadenzato dei piedi che calpestavano il
campo scuoteva le impalcature di legno mentre mi arrampicavo
sull'ultimo settore delle gradinate nella parte estrema della palestra.
Mi sedetti e mi chinai in avanti, a guardare la partita, pensando
che doveva essere una bella sensazione camminare battendo
i piedi e correre svestiti senza paura dello scrutinio, ed essere
gli eredi legittimi di uno spazio cos irrevocabile come una palestra.
A volte ti pu dispiacere essere una donna, o almeno puoi
dimenticarti del perch dovresti esserne tanto contenta.
I ragazzi facevano segnali battendo le mani o muovendo la testa
a scatti, e quando il tizio con la palla veniva bloccato, girava
su se stesso in basso per falciare la palizzata slanciata costituita
dalle braccia che cercavano di impedirgli il passaggio; allora cercava
di tirare comunque, e di solito sbagliava. Malgrado il tentativo
fallito, dovevi ammirare il rischio dell'attacco. Il rischio
dell'attacco  un po' come la legge dello sperma. Unificano, ma
solo fino a un certo punto.
La tavola di legno si incurv accanto a me, scricchiolando e abbassandosi.
Mi guardai indietro, girandomi quasi completamente.
Era l'uomo che mi aveva indicato Kate nel corridoio. Si spost
direttamente dietro di me, mettendo le ginocchia da una parte e
dall'altra della mia schiena. Era bagnato fradicio e aveva il torace
ansimante. Immaginai che avesse corso nella pioggia e che dovesse
aver corso per molto tempo, forse per chilometri. Era venuto a
portarmi un messaggio. Voleva che sapessi che si sentiva autorizzato.
Capii - anch'io mi sentivo autorizzata allo stesso modo.
Era venuto perch non aveva scelta; non c'era altro posto dove
andare. Sapevo anche questo. Anch'io non avevo altro posto.
La sua anima era inquieta; la mia anche.
Il cotone leggero dei suoi pantaloncini rivel quello che non
avevo mai visto in maniera cos leggibile, una regione di
fragilit, e mi fece sentire sia fiera che triste, il che era strano; sentirsi
fiera in quel modo, come se fossi legata alla sua fragilit, e triste
perch, naturalmente, non lo ero. La sua faccia era come il muso
di un grosso animale, regale ed equilibrato. Gli zigomi erano
cos prominenti che quasi nascondevano gli occhi, che erano
scuri come il carbone, ma vitrei, come se vi brillassero delle luci.
Aveva i capelli neri e grondanti. Kate aveva detto che si chiamava
Harrison, Harrison Rourke.
Qualcuno grid: Andiamo, stronzo, andiamo!.
Non mi girai di nuovo verso il campo. Sapevo che la sua vicinanza
era miracolosa. Non era niente che riuscissi a spiegare;
era un'antica consapevolezza. I miei sentimenti per lui erano come
ricordi che si sollevavano, cose dormienti rivivificate, che
riacquistavano una dimensione e ricominciavano a vivere. Stando
vicino a lui, il mondo acquistava vita.
Restai ferma, lasciando che mi osservasse. A differenza di
Jack, non sembr disgustato da quello che vedeva.
Appena fui in grado, scesi di nuovo con cautela nella palestra.
Quando arrivai in fondo vicino alle porte, mi voltai indietro. Lui
non si era mosso. Aveva i gomiti sulle ginocchia, la testa penzoloni
e il viso rivolto verso di me. Stava sorridendo.


Capitolo 12.

Ero in piedi accanto alle porte di vetro nell'atrio gelido della
scuola, a guardare il vento che ingaggiava battaglie con gli oggetti
sul terreno, fuori. Soltanto tra un giorno sarebbe stato novembre,
e tra altri sei giorni sarebbe stato il mio compleanno.
Tutti continuavano a chiedermi: Che cosa vuoi?.
Niente, dicevo, perch era vero.
Non ero neanche pi sicura di cosa significasse quel giorno o
di come avrebbe dovuto commemorare la realt di me o della
mia esistenza. Difficilmente potevo aspettarmi che qualcuno condividesse
questa sensazione con me. Quando cercavo me stessa
tra i ricordi dei sedici compleanni che avevo superato, non trovavo
nessun collegamento tra la bambina che ero stata, la ragazza
che ero e la donna che potevo diventare. Al di l dell'ovvio legame
della mia presenza quando quei giorni c'erano stati davvero,
non riuscivo a pensare a niente di pi significativo di un attaccamento
al mese di per s. A novembre il sole si tira indietro,
il cielo si alza e il vento diventa spavaldo. Gli involucri delle castagne
picchiano sui vialetti di cemento, le foglie spezzate formano
lunghe isole alla deriva nelle strade, e c' un rumore dolente
- la musica del decadimento.
Ricaricai la mia macchina fotografica; mancavano venti minuti
prima che l'eccitante raduno di Halloween cominciasse.
Non eravamo mai a corto di fotografie di Halloween per l'annuario,
ma comunque mi ero incaricata di scattare io stessa le foto
della giornata, perch era una scusa per indossare abiti normali
e saltare le lezioni. Si d il caso che avessi consumato tre
rullini prima che cominciassero le lezioni, perci trascorsi il resto
della giornata a leggere Orgoglio e pregiudizio in macchina di
Denny e a bere caff all'ingresso sul retro con quelli che lavoravano
nella caffetteria.
Secondo mia madre, Halloween era in realt una festivit pagana
dei morti, una giornata in cui la soglia tra i mondi veniva
considerata pi permeabile, e perci era probabile che i defunti
facessero una visita. Il senso dei costumi che fanno paura,
disse, era aiutare i vivi a spaventare i morti in modo che tornassero
dall'altra parte.
Peccato che la vacanza fosse cambiata parecchio dalle sue origini
pi affascinanti. Adesso rappresentava un'opportunit per tutti
per vestirsi di plastica tossica e comportarsi da stronzi. Era particolarmente
disturbante quando adulti anonimi come Toby Parker,
l'insegnante di musica, o il signor O'Donnell, il bibliotecario,
badavano alle loro normali attivit, come l'insegnamento della
tromba o mettere in ordine la classificazione decimale Dewey, vestiti
da Teste di Cono o orchi strangolati. Le signore dell'ufficio
indossavano tutte delle zanne, e il signor Herbst, l'insegnante di
dattilografia, era vestito da cameriera di una birreria tedesca.
Una Mustang blu svolt abilmente nel parcheggio della scuola.
Ray Trent e Mike Reynolds scesero, con gli sportelli che si
chiusero simultaneamente - bum-bum. Ray e Mike erano di
Montauk. Come la maggior parte della gente di Montauk, avevano
belle macchine. A differenza di altri di Montauk, loro avevano
anche bei vestiti e un sacco di soldi. Andavano anche a fare
gite, o in citt a vedere concerti al Madison Square Garden.
C'era gente che diceva che spacciavano droga.
Troy Resnick diceva neanche per sogno. Non ho mai comprato
droga da loro.
S, be', chi si rovinerebbe la copertura spacciando a una merda
come te?, aveva detto Jack.
A me non importava in realt di quello che facevano - erano
educati e ti potevi divertire con loro senza essere molestata. Lo
sapevo perch Ray mi aveva portato al ballo studentesco del terzo
anno la primavera precedente.
Ray mi aveva chiesto di uscire il giorno di San Valentino. Jack
e io eravamo a pranzo, e ci stavamo dando dentro con una busta
di biscotti a forma di cuore che Denny aveva preparato per
noi. Denny era un cuoco terribile. Aggiungeva sempre ingredienti
astrusi: spezie, essenze, erbe, qualunque cosa avesse a portata
di mano.
Tempismo perfetto, disse Jack mentre arrivava Ray, e spinse
avanti i biscotti. Aiutaci con questi prima che ci venga da
vomitare.
Ray infil una mano nel sacchetto e verific la disponibilit
di Jack sul fatto di chiedermi di andare al ballo studentesco. Solo perch so che tu non ci vai, amico.
Jack morse un biscotto. In realt, Ray, dichiar, mi piacerebbe
andare al ballo studentesco, ma non me lo posso permettere.
La lobotomia costa cara.
Tu che ne dici, Evie?, chiese Ray. Ti va di andarci?
Scrollai le spalle. Okay.
Fico, disse Ray, poi diede un morso, con un immediato conato
di vomito. Che c' qui dentro?
Noce moscata, dicemmo all'unisono, mentre Denny risaliva
il corridoio con un vassoio della caffetteria carico.
Quindi anche Ray si  presentato a chiedere un po' di biscotti,
eh?, disse allegramente. Grazie a Dio ho preso sei confezioni
di latte.
Ray e io alla fine ci divertimmo un mondo al ballo studentesco,
a ballare, socializzare e andare in giro con la Mustang. Io parlai
del negozio di insegne di mio pap, dell'invasione della falena
limantria e dei film che mi piacevano, come Roma citt aperta di
Rossellini, e lui parl di sua sorella Kerrie, che faceva ginnastica
a livello agonistico, e del televisore gigante che lui e Mike erano
appena andati a prendere a Smithtown per la nonna di Mike. 
vero che Ray mi offr della cocaina, ma la proposta fu pi o meno
un gesto di cortesia, solo nel caso che avessi avuto determinate
aspettative rispetto alla serata. Non tir di coca neanche lui, o
almeno io non lo vidi, e neanche una volta notai che scambiava
pacchetti con denaro contante. Al mattino, mi riaccompagn al
sicuro a casa e mi diede il bacio della buonanotte, regalandomi la
sua cassetta di Terrapin Station dei Grateful Dead.
Grazie per essere uscita con me, Eveline, disse Ray, e per
non aver avuto paura. Un sacco di ragazze a scuola hanno paura.
Si interruppe e sbatacchi le braccia all'altezza dei fianchi
come se fosse un finto fantasma: Uau, cio, che strano".
S, dissi. Era vero. La maggior parte delle ragazze a scuola
erano Uau, cio, che strano.
Mi nascosi dietro una colonna quadrata di mattoni sui gradini
della scuola. Attraverso il mio teleobiettivo, seguii Ray e Mike
mentre si muovevano con cautela intorno alle auto nel parcheggio.
Indossavano completi da uomini d'affari, immaginai che
fossero le loro maschere. Mike colp il paraurti di una Dodge
Dart infangata, e una ragazza con un ammasso sbrindellato di
rayon viola salt gi dal lato del passeggero, con una Instamatic
in mano. Era Laura Migliore, anche lei di Montauk, mascherata
da Stevie Nicks. Laura pass di nuovo la sigaretta mezza spenta
attraverso il finestrino aperto all'autista invisibile, e agit un
braccio da strega, ordinando a Ray e Mike di avvicinarsi per una
foto. Feci una foto di lei che faceva una foto a loro due e qualche
altra a Ray che si appoggiava alla macchina, chinandosi furtivamente
per parlare con l'autista, con Mike che lo affiancava
in maniera protettiva, con lo sguardo fisso nei campi. Il signor
Cuneo, l'insegnante di algebra, chiamava i campi appezzamenti.
Stava sempre a raccontare di essere cresciuto negli appezzamenti
di patate.
I ragazzi salirono i gradini della scuola e le foglie autunnali
sferzarono le loro caviglie, arrivandogli a met dell'altezza delle
gambe.
Ehi, ehi,  la ragazza carina della spiaggia, disse Mike, riferendosi
a una giornata che avevo trascorso a Montauk, il giorno
in cui avevo mentito a Kate quando Maman stava morendo. Il
giorno in cui mi ero presa una vacanza dalle visite in ospedale.
Quel giorno Ray e Mike mi avevano trovata da sola in spiaggia
alla fine di Essex Street, a Montauk Village. Sembravo gi di
corda, cos cercarono di tirarmi su. Mi comprarono delle
espadrillas e un prendisole al Surf Shop, dato che ero venuta in treno
solo con il costume e i pantaloncini. Andammo a Montaukett
per il tramonto, allo Yacht Club per cena e al Tipperary per le
freccette. Poich  difficile andarsene da Montauk quando arriva
il momento di andarsene, Ray e io passammo la notte insieme
sulla sua barca. Al mattino facemmo colazione al Royale
Fish di Amagansett. Non mi sentivo in colpa per Ray, perch
alla fine mi ero divertita proprio quando ne avevo pi bisogno.
Era stata un'estate solitaria, ed ero grata che qualcuno da qualche
parte avesse avuto piet di me e mi avesse inviato un po' di
sollievo sotto forma di amici e divertimento. Qualcuno da qualche
parte - la gente dice cos come se significasse qualche cosa
di diverso da Dio.
Ray mi tenne la porta. Dov' la tua maschera, Evie?
Non dirmelo, disse Mike, riferendosi alla macchina fotografica.
Sei un detective privato.
Farai meglio ad andarci piano con questa roba di investigare,
mi prese in giro Ray. Non vorrei doverti comprare una
macchina fotografica nuova quando Mike ti spaccher quella.
Una folla di ragazzi si stava ammassando nella palestra, e ci
unimmo a loro. Ray mi mise un braccio intorno alla vita, e con
l'altro mi arruff i capelli. Questa s che  una sforbiciata, grid
al di sopra delle grida. Molto sexy.
Stai lavorando?, anche Mike grid. O ti vuoi sedere con
noi?
Sto lavorando, strillai. Mentre mi salutavano con la mano e
uscivano, chiesi loro a voce alta: Da che cosa dovreste essere travestiti?
Da noi, url Mike, tra un paio d'anni.
Indietreggiai verso la parete sotto i canestri da basket, arrampicandomi
su una pila di materassini da ginnastica piegati. Ogni
classe riemp la sua sezione di gradinate, poi le cheerleader si precipitarono
al centro della palestra, saltellando e alzando tre volte
le gambe. Eseguirono i loro due migliori urr con incomparabile
slancio, poi arriv quello slogan dei Queen - We will, we
will, rockyou. Tutti si unirono, battendo i piedi, prima uno, poi
l'altro, finendo con un applauso - uno-due, tre, uno-due, tre.
Cercai Ray e Mike con il mio teleobiettivo. Erano in fondo
alla sezione dell'ultimo anno e parlavano con disinvoltura, come se
si fossero incontrati per strada. Mi domandai perch avessi scelto
Jack invece di Ray, quando Ray era bello ed educato e a letto
era molto meglio di Jack, e aveva una macchina invece che uno
skateboard.
Poi uscirono i giocatori di football in piena uniforme e cerone,
e si riunirono in una pasticciata formazione. Dopo un ruggito
gargantuesco finale, tutti scesero sul pavimento della palestra,
e presto l'intera frenetica assemblea si stava spingendo verso le
porte. Saltai gi e mi lasciai trasportare in un movimento da risciacquo
avanti e indietro, finch non venni espulsa nell'atrio.
Kate corse accanto a me. L'hai visto? I suoi enormi orecchini
a cerchio sferragliarono mentre girava la testa a sinistra e a destra.
Kate era una zingara. Non una zingara, una gitana.
Visto chi?
Harrison. Era qui un attimo fa. Dai! Part verso il corridoio,
trascinandomi. Vediamo se ha affisso i ruoli. Sbrigati! Appena
le porte dell'auditorium furono in vista, Kate cominci a gridare
con voce stridula. La lista era l. Si gir e affond il viso nella
mia spalla. Oh Dio, Evie, mi sa che ce l'ho fatta.
La abbracciai. Aveva gli occhi chiusi, incavati in fondo alle orbite,
come tappi di bottiglia color lavanda. Eravamo come due
finaliste a un concorso di bellezza - il respiro di Kate sulla mia
faccia, il peso soffice dei suoi seni contro i miei, la fragranza profumata
dei suoi capelli.
Aspetta un minuto, dissi. Vado a controllare.
Sulla porta c'era uno di quei fogli di carta strappati dai blocchi
gialli attaccato in maniera sciatta con lo scotch. Era inclinato
a destra come se fosse entrato a forza dalla sinistra. Le lettere erano
cubiche e salde; l'inchiostro era rosso. Mentre scorrevo la pagina
con la mano, sentivo l'architettura della scrittura di Rourke,
le cavit e le alcove create dalla pressione della sua penna.
L'hai trovato?, chiese Kate.
Non ancora, mormorai, tornando di nuovo in cima, incantata.
E dai Batt un piede a terra.
"Ah, dissi, ecco. Tracciai la grana delle lettere. Aveva premuto
cos forte che non ebbi bisogno che i miei occhi leggessero.
Pronta?, chiesi, fermandomi ancora una volta. Emily Webb...
Kate Cassirer.
Spalanc gli occhi all'improvviso. Lo sapevo, sussurr, e si
appoggi di nuovo al muro.
La osservai dal portale. Stavo pensando a cosa dire. Probabilmente
avrei dovuto dire qualcosa. Era strano, ma non ero contenta
per lei come lo ero stata all'inizio, quando ci eravamo abbracciate.
Tutto quello cui riuscivo a pensare era che lui aveva
scritto il suo nome.
Hai lavorato sodo, dissi, sforzandomi di suonare convincente.
Te lo meriti.
Poi annuii senza ragione, come fa la gente quando tira le labbra
leggermente all'interno della bocca e mette da parte la vastit
dei suoi stessi molto eccezionali sentimenti. Le mie dita rimasero
sulla carta, sentendo ogni piega e incisione, in cerca del peso
della mano di lui, dell'ampiezza del suo polso, della mole del
suo avambraccio, come se potessi scoprire in quei segni un messaggio
per me.


Capitolo 13.

Jack spalanc la porta della rimessa, e il suo braccio sinistro con
una giacca a vento rosso ciliegia diede uno strattone verso destra
alla maniglia, due volte, facendomi pensare a un pazzo che ricarica
un fucile da caccia. All'inizio era buio, poi il buio si trasform
in luce, e, all'improvviso, tutte le facce.
Un coro di voci grid: Sorpresa!. Una birra fredda si fece
strada verso la mia mano. C'era la musica, la canzone di compleanno
dei Beatles. Labbra umide mi sfiorarono il viso e molte
mani mi afferrarono, abbracciandomi, toccandomi, baciandomi.
Buon compleanno, Evie!
Congratulazioni!
Kate cerc di condurmi verso il branco vacillante, ma opposi
resistenza. Denny mi prese la mano. Te lo faccio fare io un giro.
Va bene, tesoro?
C'era un sacco di gente - gli amici di Jack, di Kate, di Denny,
e pochi che potevano forse essere classificati come miei, come
Ray, Mike, Marty dell'annuario e anche parecchie cheerleader.
Una parte del mio cervello, la parte pensante, apprezzava le eccellenti
intenzioni di tutti. Ma il resto, gli ammassi sciolti di
schegge casuali e pezzi di cervello, temeva il pigro fardello di studenti,
i palloncini umiliati e l'odore di birra versata sul pavimento
rigonfio della rimessa. Mi rintanai sotto la giacca di Jack,
nascondendomi l.
Dopo i Beatles arriv un forte rumore ritmico meccanico -
zung, zung, zung. Poi fischi vertiginosi, rapidi hip, applausi costruiti,
grida aborigene, e il profondo clamore ottuso della discoteca.
Balliamo!, grid Denny dal centro della stanza, e tutti lo
raggiunsero.
Jack si mise le mani sulle orecchie. Chi ha messo su questa
merda?, grid.
Che cos'?, chiese Dan. Alz la testa e corrug le sopracciglia
come se cercasse di distinguere un ingrediente particolare in
un complicato stufato. Era sulla scala che portava al soppalco, a
riaggiustare una lampadina rotta. Si spinse gli occhiali pi su, sul
naso con il polso.
 quella cazzo di Salsoul Orchestra!, protest Jack amaramente.
In realt, disse Dan, credo siano i Parliament.
Qualunque cosa sia, disse Jack, dirigendosi verso lo stereo,
deve andarsene.
Lo afferrai, dicendogli di aspettare. Forse, sai, li terr tutti
occupati.
Jack venne a pi miti consigli, in parte perch era il mio compleanno,
in parte perch ci godeva quando ero intollerante nei
confronti degli altri. Mi circond con le braccia da dietro, e insieme
contemplammo la vista sconvolgente e assurda dei ballerini
disco nella rimessa. In un certo senso era come stare dall'altra
parte della strada a guardare la tua casa che brucia fino alle
fondamenta. La zia Lowie dice sempre che le due preoccupazioni
maggiori quando si d una festa sono il timore che non verr
nessuno, e poi il timore che non se ne andranno pi.
Denny continuava a chiamarmi sulla pista da ballo. Gli piaceva
fare sfoggio di quello che avevamo imparato dallo zio Archer.
Lo zio di Denny era un coreografo di Broadway e un insegnante
di danza in pensione. Avevamo preso lezioni per anni, a
partire da La febbre del sabato sera.
Forse pi tardi, suggerii.
Dai, vai, insisteva Jack, malgrado non fosse sincero. Detestava
che ballassi in pubblico. Una volta era venuto con me in un
locale di zona a una serata dedicata agli adolescenti, e quando
aveva visto me e Mike Stern che ballavamo Brick House su una
pista aveva avuto una specie di versamento di sangue oculare. Il
suo occhio sinistro era rimasto iniettato di sangue per giorni.
Che cos' un versamento di sangue oculare?, aveva poi chiesto
Kate.
Credo che ti salga la pressione del sangue e le vene scoppino.
Quello  un ictus!, esclam.
"S", dissi, "forse e vero."
Dalla parte opposta della rimessa, oltre le figure che si contorcevano
e le teste dei ballerini che ticchettavano, notai quella che
sembrava una casa giocattolo di cartone. Cos' quella?, chiesi
a Jack, e quando non rispose mi svincolai dal cancello lento delle
sue braccia e attraversai la stanza. Contro il muro vicino alla
porta c'era una scatola frigorifera con una finestra incisa al centro
del suo volto. Dipinto sopra il buco c'era un messaggio: A
Evie da Jack. La scrittura sembrava una distesa di chiodi.
Ci fu un applauso. Voci che gridavano: Aprilo, aprilo.
Sollevai il coperchio. Appeso a un nastro rosa, proprio al centro
della scatola, c'era un grosso palloncino non gonfiato. Spostai
lo sguardo indietro su Jack. Era in piedi dove lo avevo lasciato,
appoggiato un po' sulla sua destra. Toccai il palloncino titubante.
Dentro, c'era qualcosa di resistente.
Tiralo fuori, grid Denny.
Non startene li impalata, disse Kate. Aprilo. Non sei curiosa?"
Scossi la testa. Non ero curiosa. Sapevo esattamente cos'era.
Prima, quel giorno, ce ne stavamo sdraiati al sole su una passerella
di legno alle spalle del percorso naturalistico alla fine di
Huntting Lane. Era dove andavamo sempre; una volta Jack vi
aveva inciso il contorno delle nostre mani congiunte,
scalpellandole nel legno. Chiudevamo gli occhi e facevamo finta di essere
appesi per la schiena al ventre della terra, e riuscivamo quasi a
sentirne la rotazione. Era come se stessimo cavalcando; ci sentivamo
leggerissimi. Il nostro era un peso integro, un peso liquido
e incoerente, come bombole mezze piene coricate su un fianco.
Giurammo che non ci saremmo mai imposti troppo, non
avremmo mai preteso troppo.
Ascolta, sussurr Jack, un uccello canoro.
Con gli occhi chiusi, lo trovai: il balbettio acuto, il minuscolo trivellare. Riuscivo a sentirlo, ma anche non sentivo niente.
Nel mio corpo c'era una vertigine latente, un chiasmo di consapevolezza
e inconsapevolezza. Mi sentivo fluttuare. Ascolta, diceva
lui, un uccello canoro. Quanto era bello Jack nella mia mente,
quanto era sorprendente e diretto. Quanto ci si doveva sentire
bene a essere lui, cos intellettualmente capace e moralmente sicuro.
Le sue idee ingegnose e la sua pronuncia chiara. La sua
integrit non addormentata ma estrosa. Le sue convinzioni che
si trasformavano in linguaggio. Conoscere Jack era sapere che
non ci sarebbe mai stato nessuno come lui. Lo amo, pensai. Lo
amer sempre.
Ecco, Evie, guarda.
Jack mi spinse leggermente due volte col gomito e mi costrinsi
ad aprire gli occhi. Lui stava indicando nell'aria, con il
braccio sottile che sobbalzava infelicemente per inseguire l'abile
uccello. Vedevo il suo braccio attaccato al corpo, il suo corpo
collegato alla terra, la terra che non ruotava. Volevo chiudere gli
occhi e ritornare nel luogo della mia mente. L le cose erano meglio.
Oh mio Dio, pensai, Jack, io - la tragedia di noi.
Mi voltai, dicendo: Jack, ma prima che potessi dire di pi,
lui mi ferm.
Rotol pi vicino a me e premette la fronte sulla mia.
Il tuo modo di pronunciare il mio nome. Riesco a sentirmici
dentro.
Tornammo in citt con lui in testa; Main Street sembrava
particolarmente immensa. Io tenevo la mia mano nella tasca del
suo giubbotto e avevo la cucitura del taglio della tasca sul polso.
La sua giacca aveva un odore di cera; aveva quel rivestimento
speciale per bloccare la pioggia. Jack era insolitamente tranquillo;
mi domandai se riuscisse a sentire lo spazio tra di noi.
Mentre passavamo davanti alla vetrina della gioielleria Rose,
notai un opale iridescente a forma di uovo incorniciato da un
broccato d'oro e attaccato a un filo simile a una catena. Il girocollo
riposava al sicuro al centro di un cuscinetto blu zaffiro, come
un insetto nel palmo di una mano. Mi fermai di colpo, tirando
indietro la mano. Sembrava proprio uno degli occhi di Jack.
Che c'?, chiese, girandosi. Si stava avvicinando lentamente
dietro di me. Il riflesso dei suoi occhi raggiunse il gioiello sulla
vetrina, e nuotavano tutti e tre.
Non riuscii a impedirmelo. Cominciai a piangere.
Cosa c' che non va?, chiese di nuovo.
Indicai l'opale. Non vedi? E del colore dei tuoi occhi.
Tirai fuori il girocollo dal palloncino sgonfio. Jack era dietro di
me, e mi tolse la catenina dalle mani, la slacci, me la appese intorno
al collo, sistemandomela sulla clavicola. Sentii il suo peso
fragile. Non mi piacquero i borbotti gorgoglianti che fece la
gente n le cose che stavano sicuramente pensando. Non sapevano
niente dell'uccello canoro n dell'occhio, e non sapevano
niente di Rourke.
Discorso, discorso!
Non dissi nulla. Le labbra di Jack incontrarono le mie. Il suo
fu un bacio piatto. Ecco, disse, porgendomi qualcosa di piccolo e blu. Lo inghiottii.
Quando arriv il silenzio, arriv con fragore, come un'esplosione,
come una valanga di nulla.
Denny mi sistem i regali in grembo. Io guardai per vedere la
gente, ma la gente se ne era andata. Kate era l sul pavimento vicino
a noi, con me sulla panchina, e Jack dall'altra parte della
stanza che si appoggiava a una credenza rotta. Provava quello che
provavo io quando quello che provavo io era che ero proprio
strafatta? Sentiva che voleva muoversi ma non ci riusciva, che
aveva le gambe come spugne? Jack mi stava guardando con l'aspetto
da morto vivente di un ritratto. Mi domandai che cosa ci
fosse di me che gli interessava tanto.
Denny si lasci cadere accanto a Kate. Era esausto, disse. Pensai
che avrebbe dovuto dormire. Pensai che ci saremmo dovuti
sdraiare e io avrei tirato i fili dall'orlo della sua camicia e che
avrei detto tutte le cose che non avevo mai detto. Che gli volevo
bene. Che non mi importava che fosse gay, cosa che non avevo
mai detto, che naturalmente non dovevo dire. Volevo dirgli
che non aveva alcun bisogno di nascondersi da me o da nessun
altro. Che era un cavaliere e bellissimo.
Conserva il nastro, disse Denny con una strizzatina d'occhio.
Ti ci far un cappello.
Spinsi la schiena contro il muro e morsi la punta di gomma
della mia lingua. Aprii il primo regalo. Tutto sembrava un po'
imperioso, un po' rigido ma anche leggero, come una cerimonia
del t giapponese, anche se non avevo mai partecipato a una cerimonia
del t giapponese. Mi domandai quando sarei arrivata
in Giappone, come avrei mai trovato il tempo. Denny e Kate
erano ai miei piedi, Jack ancora sulla credenza. I pacchi stavano
andando in pezzi, con le budella che finivano a destra e a sinistra
prima che riuscissi addirittura a vederli.
Non ti preoccupare, disse Kate. Sto facendo una lista.
Apri quello pesante, disse Denny. E mio.
Era la Storia dell'arte di Janson. Ringraziai Denny, pensai di
averlo fatto, decisamente lo feci perch lui annu parecchie volte
e mi tir al volo una specie di bacio.
Adesso il mio, disse Kate, dandomi una scatola con il nastro
d'argento. Dentro c'era un maglione di cachemire rosso ruggine
- di Maman. Me lo portai alla pelle, respirando a fondo. Non stavo
cercando di ricordare l'odore di Maman o com'era abbracciarla.
Semplicemente mi piaceva lo scudo che creava il maglione, come
mi potevo nascondere dietro la sua barriera. Quando misi gi
il maglione, Denny e Kate erano ancora l. Non si erano mossi;
i loro volti erano come lune ai miei piedi. Anche Jack era nello
stesso posto, anche se sicuramente il tempo era passato.
Denny mi circond con braccia da orso. Oh, tesoro. La mano
di Kate leggera sulla mia spalla. Li ringraziai entrambi, per tutto.
Tutto.
Jack e io eravamo soli. Gli dissi che volevo ballare.
Lui disse: Oh, merda.
Mi diressi sbandando verso lo stereo e rimestai tra la striscia
orizzontale di dischi. Gli stavo dando una scorsa - certo, certo,
certo. Andavo veloce per trovare un album. Qualcosa di perfetto,
non sapevo cosa, ma sapevo che lo volevo immediatamente.
Non immediatamente, precedentemente. Immediatamente era
troppo tardi. La droga ti fa diventare pazzo per quanto riguarda
il tempo. Il tempo della droga  una finestra tra il momento in
cui ti senti fatto e il momento in cui ti senti meno fatto. Trovai
un disco. Lo tirai fuori dalla foderina.
Che cos'hai scelto?, chiese Jack, caustico. I Bee Gees?
The Cars, dissi, e lasciai cadere il braccetto sul piatto. La puntina
scivol, facendo il rumore di un pappagallo che si strozza.
Cavolo, disse Jack, vacci piano.
Mentre ballavo, sentii la serpeggiante sensazione pressurizzata
di tuffarmi sul fondo di una piscina, e poi di nuotare rapidamente
verso la superficie. Quando i capelli si tirano indietro dalla
testa e hai le braccia flaccide come pinne che si portano dietro
la tronfia forza centrale del tuo movimento. Mi sentivo elastica
e bagnata come un delfino allegro. Stavo ballando, eseguivo
figure a forma di otto con il mio corpo, usando tutti i miei
muscoli, andando solo leggermente su e gi.
Jack era seduto al tavolo, con i piedi appoggiati su una sedia.
Stava intagliando una candela con un coltello da torta. Fianchi
diabolici, disse. Questo non lo hai imparato da me.
You're all I'vegot tonight. Youre all I'vegot tonight.
I need you tonight.
[Tu sei tutto quello che ho stanotte. Sei tutto quello che ho.
Ho bisogno di te stanotte.]
Pi tardi eravamo sdraiati al centro della stanza, sovrapposti.
Non potevo dire dove finissi io e dove cominciasse Jack. Eravamo
due met di qualcosa che era lo stesso, ognuno senza compagno.
Entrambi eravamo le nostre parti essenziali; eppure, per
tutto quello che eravamo, non eravamo nulla che non fossimo.
Magari Denny fosse rimasto; il suo stomaco era un bel cuscino.
Sospirai tristemente.
Jack chiese cosa fosse successo al delfino allegro.
Mi manca Denny, dissi.
Per farmi felice Jack mise su il White Album. Lo avevo lasciato
sul cruscotto d'estate e il vinile si era deformato in ampie
onde dentellate che gorgogliavano ipnoticamente fuori dal piatto.
Mi piaceva guardare il disco che girava pigramente, su e gi,
su e gi, come un fiore hawaiiano. La mia testa era sulla spalla
di Jack. Se chiudevo un occhio, la piastrina della chiusura lampo
che penzolava dal collo del suo maglione sembrava un grattacielo.
I maiali grugnivano - e quello significava che dopo veniva
Rocky Raccoon.
Gli chiesi per favore di cantare. Disse che avrei dovuto aspettare
Julia.
Mi diede da mangiare un po' della mia torta di compleanno,
mettendomene in bocca dei pezzi. Aveva un sapore da poco, come
una torta in scatola con dentro roba che scoppietta; avrebbe
potuto essere qualsiasi cosa, dato che l'aveva fatta Denny. Una
volta aveva riempito una torta con le scarpe di Barbie. Sputai la
roba che avevo in bocca. Fin sul pavimento e la guardai. La mia
bocca aveva trasformato la torta da nera in marrone trincea, e la
prova di quella operazione interna mi nause. Pensai che forse
avrei vomitato.
Non te ne andare, dissi a Jack, lasciandomi cadere a terra di'
nuovo.
Mai, promise.
Il pavimento vicino alle mie gambe scricchiol in maniera inquietante.
Jack si stava inginocchiando sulla mia pancia, e faceva
un ponte con il suo inguine. Il suo corpo inarcato proiettava
un'ombra enorme contro il muro. Quando arriv Julia, non
cant. Cercai di dirglielo, ma non mi venne fuori niente.
Continuavo a muovere la testa sempre da una parte all'altra. Non
sapevo perch, a parte dire che la mia testa era l'unica parte
mobile di me.
Che cosa c', piccola, chiese Jack, senza chiederlo davvero.
Non riuscivo a ricordarmelo, anche se sapevo che era stato importante.
Non mi piaceva che mi chiamasse piccola.
Pensai di averlo sentito mentre mi spogliava. Pensai di aver
sentito il vento coperto di brina che passava attraverso il tunnel
creato dalla mia schiena che si inarcava sul pavimento di assi lurido.
Pensai di aver sentito i suoi polpastrelli che toccavano i recessi
dietro le ossa dei miei fianchi. Forse fece sesso con me. Credo
che fece sesso con me; non ne ero sicura.
...
.
...
FINE Parte 1.